Es-empio
Me ne sto a guardare la morbidezza dell’incarnato della Venere colta di spalle, la sua schiena scoperta, spaziosa, percorsa da una luce calda. Si avvicina un ragazzino, diligente con la sua audioguida. Poi un uomo, col piumino addosso, arriva precipitoso da una sala successiva e lo afferra per un braccio “muoviti” gli dice, “ma me ne mancano ancora tre qui…” fa il ragazzino, “muoviti, è già un’ora e mezza che siamo qui!” lo rimprovera l’uomo e lo allontana trascinandolo avanti.
Torno alla Venere adagiata sul prato. Un satiro le sta addosso, un amorino in basso le si stringe al ginocchio, guarda verso di me mentre butta fuori lascivo una linguetta vogliosa.
La volgarità. La volgarità ha così tante facce