martedì, aprile 26

Non mi resta che piangere.

Avevo una richiesta da rivolgere, tramite lettera, al vescovo della diocesi.
Richiesta per una roba che mi serviva. Cioè mi serviva proprio MOLTO, ecco.
Allora ho fatto le cose per benino e ho telefonato a un amico perchè mi istruisse sulla corretta lista di titoli coi quali ci si appella al vescovo ovvero a "Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor..." e dal quale ci si accomiata porgendo "deferenti saluti".
Richiesta negato.
Per intenderci: Nein, Verboten.
Lo sapevo, LO SAPEVO! Avrei dovuto farlo... di darmi retta e di aggiungere in fondo il sempre utile e meraviglioso "con la testa sotto i Suoi piedi e Lei si può anche muovere" !!!

mercoledì, aprile 20

ruota

Viandante, il sentiero non è altro
che le orme dei tuoi passi
Viandante, non c'è sentiero,
il sentiero si apre camminando
Antonio Machado

giovedì, aprile 14

Vengo incontro a quegli attenti musicofili, che, ahiloro!, il capriccioso destino ha finora tenuto separati da questo imprescindibile pezzo di storia della musica, pubblicandone almeno il testo.
Si sappia che Amapola nasce come canzone spagnola (e secondo me un Caetano Veloso la può avere nel suo repertorio!), ma io la propongo così come le mie orecchie privilegiate la odono piùùùù e più volte in un giorno, cioè nella sua versione italiana (che io ricopio fedelmente dallo spartito dell' Uomo che canta).
Lungi da me l'avarizia e l'idea di tenere per me sola cotante liriche!

Amapola
(Beguine)

Nel cuor della Pampa profumata
va il suon d'una dolce serenata;
Tra i fior canta il gitano alla sua amata
la bella canzon con immensa passion:
Amapola, dolcissima Amapola,
la sfinge del mio cuor sei tu sola.
Io ti bramo t'invo follemente per dirti:
t'amo appassionatamente Amapola,
vaghissima Amapola, la luce dei miei
sogni sei, per me deliziosa, armoniosa
come il suono della mia mandola!


"La sfinge del mio cuor sei tu".
Son brividi.

mercoledì, aprile 13

Quando la vita sembra un fumetto e tu vorresti leggere un romanzo!

Ore mezzanotte e 30 circa.

Al piano di sopra si stanno dedicando alla ginnastica dell'amore.
Di là, lungo il corridoio la nonna ci propone una sfilata che definire da grido mi pare più che appropriato.
Con disinvoltura da navigata mannequin la minuta nonnina esibisce per il pret-à-porter (quel che trovo trovo) un originale accoppiamento di boxer da uomo in fine cotone azzurro sopra camicia lunga da nonna in cotone felpato rosa con preziosi ricami bianchi. Lo scialle di lana avvolto in vita conferisce all'audace completo quel tocco di estro accattivante che contraddistingue la donna dei nostri tempi, in carriera di giorno, romantica di sera.
(Mi chiedo come D&G abbian fatto finora senza di lei).
Sottofondo musicale come di consueto gentilmente offerto dall' Uomo che canta, chitarra e piedone zoccolo-munito a scandire i quarti.
Qualcuno conosce la celebre canzone "Amapola"???.
Nel frattempo io sto tentando di soffocarmi per sbaglio con un cuscino.
Ma a tempo di musica, s'intende!

lunedì, aprile 11

Lezione...

Pem! Scorgo la nonna che caccia un pugno sulla tavola.
-Nonna cosa c'è?
-Cmè c' us fa?
-Come si fa a fare cosa?
Silenzio.

Dopo trenta secondi Pem! caccia un altro pugno, serra la stizzita la bocca e volge gli occhi al cielo!
-Ma nonna cosa c'è?
-Mè a dégh. U i sarà una medizoina!
-Una medicina? Ma non stai mica male! A cosa ti serve?
Niente da fare. Non risponde, ma è evidente... qualcosa la tormenta.

Per conto suo... Un rimédi, ui sarà un rimédi!
-Un rimedio per che cosa???
-Par fé mèi !!!

Per fare meglio.

La nonna (99 anni) mi insegna che, sdentati o meno :), c'è sempre modo di mordere freno e limiti!

sabato, aprile 9

Menù.

Se la zucca torna zucca dopo mezzanotte,
io ci faccio un bel risotto.

giovedì, aprile 7

On

Via via!
Certe rimembranze van poi buttate alle spalle. Dietro dietro!
Mi volto e guardo dietro.
Sul sedile posteriore della macchina scorgo nell'ordine: cono segnaletico stradale bianco e arancio (regalo di amici), coppia di racchettoni da spiaggia dell' estate scorsa rigorosamente privi di pallina (tutti gli anni così, acc!), ciabattine infradito di plastica gialla ad uso spiaggia.
'somma qui si butta alle spalle e ben vicino ciò che potrà servire di nuovo.
E la bella stagione, si sa, torna sempre.
Come i ricordi.
La pallina, no. Quella non torna mai!

Stand by.

E poi ci sono ricordi che si fanno largo a spallate tra i pensieri ordinati e diligenti del primo mattino.
Energie periferiche confluiscono verso il centro di raccolta emozioni, mentre il resto delle funzioni vitali si mette a lavorare a basso regime. Sguardo vacuo.
Come a dire.
Ti ritrovi seduto come un imbecille nella macchina parcheggiata sotto casa e non sai più da quanto.
Incosciente... che non sei altro!
Sveglia!!!!

martedì, aprile 5

Paura, eh?

Un uomo a me vicino mi ha fatto notare vagamente intimorito, come (cito uno stralcio testualmente) "durante vivaci discussioni di confronto, il mio occhio si faccia d'improvviso totalitarista e il mio sguardo si riempia di un vuoto assorto, inesorabile preludio di repressione nei successivi cinque minuti ai danni del
malcapitato."

Moi????????????????
...devo dunque immaginare che l'uomo trentenne covi l'ideale di una donna affascinante certo, ma condiscendente, intelligente senz'altro, ma preferibilmente muta, intenta a sillabare quanto mai generosi "sì", ma del tutto inabile a individuare le "contraddizioni" del malcapitato in questione, dispiegarle con evidenza una ad una sul piano logico e conseguire clamorosa vittora su quello dialettico.
Mi si vuol forse accusare di atteggiamento repressivo sol perchè non corrispondo a quest'ideale di donna ? eh?
EH???

venerdì, aprile 1

Una sera con Lello Baldini (1924-2005).

Metti una sera di luglio, una villa in campagna, il cielo sulla testa, noi, lui a un tavolo e il suo ultimo libro.
Ci ha letto le sue poesie.
Che sembra cosa da poco, ma non è, quando si tratta di versi in dialetto.
'chè il dialetto romagnolo (e insomma ognuno il suo) a leggerlo si fa una gran fatica, ma ad ascoltarlo, come da sempre naturalmente in casa, cade addosso come una maglia su misura. E infatti io il libro già ce l'avevo, ma incespicavo a ogni parola.
Dunque ci ha letto le sue poesie.
Una situazione via l'altra, velocemente... e giù a ridere/ commuoversi/ amareggiarsi/ pensare/ e giù a ridere guidati da quella voce tenue e poi affrettarsi a dire al vicino, o al vento, "maddai è proprio così!".
Una pioggia di z, quelle scivolose tra gli incisivi, affatto turbate da tanti anni milanesi.

"... sté zétt, zò, par piesàir,
zéinch mineut, se no u n s sint un azidént
... "*

E mi ricordo la sua cordialità, a fine lettura sotto il palco.
Che sto signore qui era composto e cordiale.
Una di quelle sere di luglio che ti appoggi la maglia sulle spalle nude... che è freschino, ma si sta così bene...

* Zéinch minéut, nella raccolta Intercity, ed. Einaudi, 2003.