martedì, febbraio 28

Evoluzioni.
Due nuove poco dopo il risveglio.
Da una settimana guardo con preoccupazione il mio amato ibiscus, che dopo una fioritura sorprendente per tutto l’inverno, di punto in bianco, si è spento e si è messo a tacere, nel senso autunnale del termine.
Interpellata, la Regina di Fiori mi ha tranquillizzata: “Ssssss si è messo a riposo. Diminuisci la dose di acqua quotidiana e lascia fare. Lui sa”.
Vagamente perplessa al pensiero che il mio ibiscus si metta a riposo proprio a ridosso della primavera, e d’altra parte anch’io son giorni che ciondolo di stanchezza, son raggiunta da una telefonata: “Ho letto che le bionde si estingueranno nel 2200equalcosa, che ne pensi?”
Mah. Ho sempre sospettato che questo mio carattere recessivo, e a tratti recidivo, avrebbe portato a momenti critici, ma non sono solita a sottrarmi alle battaglie.
A conti fatti, credo inoltre che, nel caso, a quell'epoca l'ultima ad andarsene sarà la nonna.

*Due post scriptum:
-Stanotte qui ha nevicato: il mio ibiscus è tutto giudizio.
-Non sono tinta: dettaglio in favore della causa.

giovedì, febbraio 23

Nella mia filastrocca
...
Una civetta mi guardava
e la luna s'oscurava.

lunedì, febbraio 20

Multe.

Dopo la multa di giovedì scorso per ticket del parcheggio scaduto di mezz’ora (si, però per mezz'ora...), ne meriterei un’altra per oltrepassato limite di fanciullezza. Tanto da oggi in poi vado in bici.

martedì, febbraio 14

Lezione.

- Nona! Mo t’à l sé? La mi murousa l'à m’ha dét che a so bèl!
- Che t’ci bèL o che t’ci bèC?

La nonna mi ricorda che in amore anche le consonanti hanno il loro peso.

venerdì, febbraio 10

Se avessi un bar.

Da dietro un cappuccino domenicale indico a Fraps (inutile linkarlo) l’uomo che si è appena accostato al bancone e gli dico divertita di guardare: “Chissà come ci proverà questa volta?”
Fa parte della buffa triade di ragazzi, diciamo alternativi (qui li chiamano “matti”), che vive da qualche tempo nel quartiere: il Lungo, il Massiccio, e il Morbido, il più espansivo ed eclettico dei tre. Si muovono insieme più volte al giorno avanti e indietro lungo la via, sguardo determinato e passo rapido da marcia, non mancando mai di rivolgermi al volo, nei fortuiti incontri, un galante “buongiorno bella signorina!”.
Una delle mete predilette è il bar, scenario della solita gag: sorriso-mi fai un caffè con…50 centesimi?-sorriso / sorriso-posso avere un caffè? Adesso come adesso non ho spicci, ma te li porto!..metti sul conto-sorriso. Ma quale conto? I miei baristi, li ho visti cedere sempre.
E allora anche Fraps assiste alla scena del Morbido e mi racconta che al sud c’era l’usanza del “caffè sospeso”, ovvero un caffè che un qualunque avventore poteva lasciare pagato in favore di una persona meno abbiente che avrebbe potuto consumarlo gratis semplicemente chiedendo “C’è un sospeso per me?”
Non so se questa usanza esiste ancora e dove (qualcuno di voi lo sa? io non ne avevo mai sentito parlare), ma mi sembra di una tale civiltà e delicatezza nel modo dell’offrire e del ricevere che sarebbe un buon segno vederla diffusa un po’ ovunque.

martedì, febbraio 7

Sono certa che il mio sguardo sarebbe meno raccolto se una volta individuate le domande non mi ostinassi sempre a pretendere anche le risposte.

Sono un pessimo soggetto.

mercoledì, febbraio 1

Responsabilità.
Stanotte ho sognato che mi venivano affidate in custodia le chiavi di san Pietro, le chiavi d’oro del Regno dei cieli; le dovevo solo tenere e invece io riuscivo a perderle e non era cosa tanto buona.
Davvero molto strano…in vita mia non ho mai perso un mazzo di chiavi…