venerdì, dicembre 30

E però che svago camminare senza fretta per le strade, con gli occhi all’insù: uno giocondo alle luminarie natalizie, e uno diffidente agli ultimi cachi pesanti, rimasti sugli alberi (si sa mai...).
E via andare così, strabici, verso un nuovo anno...

mercoledì, dicembre 28

Lezione…

Seduta sul divano rosso la nonna per una sorta di voto al risparmio della parola si esprime con i gesti e con gli occhi. Reclama cibo per lo più, e con piena fiducia verso il prossimo di casa, e alla faccia dei suoi zero denti, mette in bocca qualunque cosa le venga posata sul palmo della mano. Qualunque.
A volte però il prossimo è un infido burlone.
Colta da idea geniale (!) le ho messo in mano eheh una mandorla rubata dalla crostata sulla tavola eheh. Dopo 5 minuti di inutili tentativi di mangiarla la butterà dal nervoso! che mente che sono!
Come previsto l'ha messa in bocca senza esitare, ha iniziato a biascicare incuriosita e concentrata, e io me ne sono andata.
Un paio di ore dopo torno in cucina. Eeeeh? La trovo addormentata con la mandorla integra tra le labbra.
Passa il giorno e passa la notte. La mattina la tiro su dal letto e sotto al cuscino... ci trovo una semina di 5 o 6 mandorle! Crostata pelata durante la notte.

La nonna mi insegna l’ostinazione.

Colonna sonora: Christmas with the yours di Elio.

sabato, dicembre 24

E per i prossimi giorni di bagordi e di polleggio, direttamente da sotto l’albero, abbiamo, oh fortunelli, da spacchettare anche questo!
Io poi devo un grazie con i fiocchi a
Zu e a Sir Squonk!

Auguri!

mercoledì, dicembre 21

Sasso, carta, forbice.
Ho una questione aperta con Milano.
I miei sinceri tentativi di capirla, prima ancora che di amarla, nel suo groviglio di stimoli e cemento, si accartocciano contro quelli che a me, ragazza di provincia, sembrano tre dei suoi più insondabili misteri urbani:
-la minaccia del lavaggio strade
-l’incognita dei parcheggi
-il gusto per i week-end nei centri commerciali
Se i primi due enigmi possono avere risvolti creativi (?) nella paziente ricerca e conquista di nuovi spazi (l’America dopotutto è stata scoperta così), il terzo implica, a mio giudizio, una tale educazione mentale e fisica al piacere dell’affollamento umano e materiale, che proprio non mi appartiene: il centro commerciale mi abbruttisce, mi annoia, ma non mi dà scampo.
-E' sabato! Cosa facciamo oggi?
-Andiamo al centro commerciale?
-Mhhhh perché non facciamo una bella passeggiata?
-Si, va bene! Nel centro commerciale!
Ci sarà una via d’uscita!, mi dico!
Nessun milanese che io abbia conosciuto fin’ora si è mai, stranamente, preoccupato di farmi esplorare e amare le ricchezze della sua città. E non parlo dei monumenti (a quelli ci ho sempre pensato da me); intendo quegli aspetti nascosti, anche emozionali, che non si trovano nelle guide del Touring e che io non posso conoscere.
Insomma, ho bisogno di aiuto e la domanda è:
Se a Milano il centro commerciale è “sasso”, che cosa è “carta”?
Ne va dei miei week-end.

Update: trovata una prima risposta, ma limitatamente a questi giorni, in cui, ahimè, non sono a Milano! Da EmmeBi, via Squonk! Meraviglioso.

sabato, dicembre 17

Rumori vivaci e imbrogliati
[...]
preludio di una nuova nascita

sabato, dicembre 3

Se:
-hai lavorato da stagista e sulla porta dell’ufficio che condividevi con altri intrepidi di buonissima volontà c’era appeso un cartello con su scritto “non ti curar di loro, ma guarda e passa”
-l’invidia del pene è stata sfrattata dal tuo inconscio lentamente, ma inesorabilmente dall’invidia dell’ingegnere, risucchiato dal mercato del lavoro due giorni dopo la sua laurea
-il tuo obiettivo è contenere le spese (e sotto Natale, caro, in bocca al lupo di cuore)
-non sai cosa sarà di te a gennaio, ma resti fiducioso lo stesso...
allora navighi con coraggio nelle perigliose acque della flessibilità!

Puoi sempre scrivere a Babbo Natale e mentre aspetti che ti risponda puoi leggerti il libro di Chiara de Luca e l'articolo-recensione di Stefano Martello.
Nell'ordine che preferisci.