giovedì 31 dicembre 2009

Ill communication

L'altro ieri, martedì, è nata mia figlia Martina.

Come da prassi, smaltito il fuso orario della nascita (le 4.55 di notte), informo della bella notizia tutti quelli che conosco, utilizzando quei pochi mezzi comunicativi che riesco a usare.

Ecco i risultati a due giorni dall'evento:

Visite in ospedale: 3.

Telefonate: 5.

SMS: 20.

Messaggi su Facebook: 66. Di cui di contatti che non ho mai incontrato di persona nemmeno una volta: 37.

Non so a voi, ma a me questo sembra un ottimo riassunto degli Anni Zero.

martedì 22 dicembre 2009

Sfilatini

Neve, gelo e caos primigenio sull'intera rete ferroviaria. Stamattina, prima di affrontare il prevedibile fantozziano viaggio a Modena, riesco a fare in tempo a sentire un'illuminante dichiarazione dell'AD di Ferrovie dello Stato, Moretti. All'indomani dello sfascio dell'intero sistema ferroviario italiano, inclusi gli sbandieratissimi Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca e Freccianelc..., da lui si potrebbe tollerare un'unica dichiarazione: quella di dimissioni. Invece no. Con la formidabile faccia di tolla che lo contraddistingue, Moretti annuncia due cose ai viaggiatori congelati da qualche parte in giro per l'Italia. Primo: i rimborsi si ritirano nella stessa destinazione dell'ultima Freccia di cui sopra. Secondo: i viaggiatori su tratte lunghe si portino un panino in più. Io suggerirei uno sfilatino, magari bello lungo e ben ripieno: metti che incontrino Moretti, una bella legge del contrappasso ci starebbe a puntino.

Del resto, è inutile farsi troppe illusioni di ravvedimento. L'Italia è ormai una repubblica sempre meno democratica, ma sempre più fondata su quelle magiche tre parole:

"NON MI DIMETTO"

lunedì 14 dicembre 2009

Pulp, ma non fiction

Berlusconi è a Copenhagen, al vertice mondiale sul clima. Sembra prenda appunti, invece sta disegnando una summa sull'evoluzione storica delle mutande da donna. Poi torna a Milano, fa finta di fondare ufficialmente un partito, ma prima di andarsene viene colpito al grugno da un folle con un souvenir che riproduce il Duomo. Sangue e tragedia greca annessa.

Ehi, Quentin! Se ti interessa la sceneggiatura, i diritti vengon via con poco.

domenica 13 dicembre 2009

40 anni dopo

12 dicembre 1969: la strage di Piazza Fontana.

L'atteggiamento dello Stato italiano nei confronti di mandanti ed esecutori non cambia:

"Tanto prima o poi muoiono anche loro".

lunedì 30 novembre 2009

giovedì 26 novembre 2009

Che fine ha fatto la Bertolini?

Un mio precedente post mi ha riacceso la curiosità su un interessante esemplare della Seconda Repubblica finito ingiustamente nel dimenticatoio.

Fino a qualche anno fa, sembrava lei l'astro emergente di Forza Italia: una delle più giovani, più agguerrite e meglio indottrinate copie di Berlusconi, per giunta proveniente da quell'irredimibile comunista che è l'Emilia. Isabella Bertolini, modenese, classe 1963, corporatura pari a 8 Fassino vicini, i capelli biondi che incorniciano un viso da perfetta testimonial per taglie comode. Era una delle più presenti sui media, sempre pronta a dedicarsi alla sua unica ragion d'essere, quella di ripetere a pappagallo il Verbo berlusconiano con una spocchia seconda solo a Tremonti e un'arroganza seconda solo a Brunetta. Insomma, la ragazza aveva tutte le chances per fare carriera, e andava premiata.

Invece...

All'improvviso, quasi dal nulla, negli ultimi anni sono emerse le nuove donne del PdL, e tutte, con una carriera rapida e sfolgorante, le hanno eroso sempre più notorietà, relegandola a un ruolo di secondo piano.

Le è passata davanti la Carfagna, che però, nuda su un calendario, forse ci fa una figura migliore.

Le è passata davanti la Prestigiacomo, già Miss Parlamento e ora Ministro dell'Ambiente (nel senso che dopo un anno e mezzo deve ancora ambientarsi).

Le è passata davanti la Gelmini, che forse non sarà a livello delle altre due ma che suscita lubrici istinti in Tinto Brass e Formigoni.

Le è passata davanti persino la Meloni, una squinzia di 32 anni dai grandi fanali azzurri, inspiegabilmente diventata la cocca del Parlamento nonostante le sue idee sul fascismo.

Tutte ministre. Per tacere della neo-europarlamentare Barbara Matera, e di tutte le altre.

Lei no. Per lei solo un misero posto di vicepresidente dei deputati di Forza Italia alla Camera. E nient'altro.

E' un'ingiustizia. Una discriminazione. Una sostenitrice così appassionata della causa forzitalica, una filosilvica che per anni ha messo a dura prova le sue corde vocali e le nostre orecchie, un autentico paracarro delle libertà come lei, non merita un trattamento così.

Ma può ancora riemergere, sappiamo che lo vuole, e siamo certi che ce la farà. Basta che segua una di queste tre strade:

  1. Procedere ad una liposuzione pari a circa 50 chili, seguita da adeguati massaggi antismagliature e creme rassodanti, e posare per Max nel 2011;
  2. Formare una coppia di fatto con Giovanardi, per decuplicare il suo potenziale d'attacco;
  3. Promuovere una legge che salvi definitivamente il suo Idolo dai processi che lo minacciano.

Una l'ha già scelta. Indovinate quale.

Bentornata, Isabella!

martedì 24 novembre 2009

Tempi duri per i torroni

Gli anni scorsi, era una devastazione. Ogni anno sempre prima, alcuni giorni prima. Fino a un paio d'anni fa, quando si è raggiunto il culmine: le prime pubblicità natalizie invadevano il teleschermo addirittura a fine ottobre. Cioè, cavolo, hai da poco riportato i figli a scuola dopo le vacanze estive, e già sono lì i vari Bauli, Motta, Sperlari, a farti venire due pandori così.

Quest'anno è stato diverso. Fino a metà novembre, nulla. Solo adesso si inizia. Ma ancora a ranghi ridotti. E' pur sempre un mese abbondante di anticipo, ma rispetto a prima è già qualcosa. La scansione temporale dei periodi dell'anno, e delle relative festività, appare un po' meno modificata innaturalmente dai paladini del marchetting.

Finalmente un effetto benefico della crisi.

martedì 17 novembre 2009

Hard discount

Ecco le 10 cose che mi hanno eccitato sessualmente di più negli ultimi giorni:
  1. Il servizio fotografico di Benedusi su Sports Illustrated, dal sito del Corriere;
  2. L'ultima campagna pubblicitaria della PETA;
  3. I dipinti di Terry Rodgers, con scenari di post-orge upper class, dal sito di Repubblica;
  4. La brochure dell'invito ad una festa, inviatami via Facebook;
  5. La pubblicità di un centro depilazione, sulla free-press raccattata in stazione;
  6. La copertina di una rivista di elaborazioni auto, vista in edicola;
  7. Svariati videoclip su MTV (v. il mio post precedente sulla gnocchizzazione delle cantanti);
  8. Il cadavere nudo e sdraiato della Merz (la sua migliore interpretazione di sempre) in un'ennesima replica di Montalbano;
  9. Una foto seminuda della conduttrice dello Zecchino d'Oro, sulla rivista di una sala d'aspetto;
  10. La seconda parte di un'edizione qualsiasi di Studio Aperto.
Insomma, è un bombardamento continuo. E, come si nota, è tutto materiale di libero accesso e consumo, a qualsiasi ora del giorno. Non serve sussurrare niente all'edicolante, né rischiare di lasciare traccia nella cronologia del PC. Ed è pure gratis. Però, dopo un po', che palle.

lunedì 16 novembre 2009

Chinese (speak)box

Obama elogia la libertà di espressione davanti a 500 studenti cinesi. Poi arriva a Pechino.

In nome della libertà di espressione, i dirigenti cinesi lo stanno già sfanculando da ore.

giovedì 12 novembre 2009

Blocco creativo

Sono solo in ufficio, giornata relativamente tranquilla. Avverto una certa qual voglia di scrivere, ma subito mi blocco, poiché sono indeciso tra:
  • Un racconto in cui un ispettore in preda a tremendi incubi necrofili si ritrova ad indagare su un serial killer di belle ragazze nude;
  • Un articolo in cui presento l'attività del mio datore di lavoro come punto di incontro tra università ed impresa, fondamentale per il rilancio di un'economia della conoscenza che crei un vantaggio competitivo sostenibile a livello regionale;
  • Uno sproloquio contro quella merda umana di Giovanardi, il più famigerato sottoprodotto della destra modenese insieme a Isabella Bertolini, la pasionaria oversize del PdL;
  • Una lettera di presentazione al mio CV che suoni minimamente credibile e che convinca una qualsiasi azienda che nei miei 10 anni in Università non ho cazzeggiato;
  • Un SMS carico di traboccante poesia per mia moglie;
  • Un post di questo blog, che ormai ha le ragnatele.

Si è poi visto da dove sono partito. E intanto squilla già il telefono dell'ufficio.

Che bradipo mentale che sono.

sabato 7 novembre 2009

Pagherete caro

Vado a fare la spesa, e attaccata alle tettoie dei carrelli trovo questa roba: Hanno preso consumismo per comunismo. Poveri sfigati.

sabato 31 ottobre 2009

Marchetting

Si è parlato molto, ultimamente, della mercificazione del corpo delle donne a fini commerciali e, più in generale, del fatto che i messaggi pubblicitari si stanno spingendo sempre più in là, più sessualmente espliciti, come se certe zone di decenza e pudore fossero diventate off-limits.

Poi, un giorno, entri in un bar e ti trovi ad altezza occhi questa nuova bevanda: E capisci.

lunedì 26 ottobre 2009

Busta 1, 2 o 3?

E adesso che Bersani ha vinto le primarie, il mio pensiero si sposta ad un'ipotesi fantapolitica. Se, per qualche congiuntura astrale più o meno Maya, Bersani vincesse le elezioni (quelle serie), alla Binetti (che lo ha appoggiato) quale ministero darà? Salute, famiglia o pari opportunità?

sabato 24 ottobre 2009

Il teatrino dell'assurdo

Certo che, se nella regione Lazio si andasse a elezioni anticipate e vincesse il centrodestra, cosa - temo - assai probabile, si creerebbe una situazione assurda: in pratica, una coalizione omofoba dovrebbe dir grazie a un transessuale. Roba che neanche Kafka, o il paradosso di Epimenide.

sabato 17 ottobre 2009

Un pulcino che zoppicava un po'

Ad ascoltare molte volte la canzoncine dello Zecchino d'Oro, a volte si fanno delle curiose scoperte. "Il pulcino ballerino" (Viviana Stucchi, vincitrice nel 1964), per esempio, è stata una delle primissime (e pochissime) canzoni italiane che si sono occupate di handicap.

mercoledì 14 ottobre 2009

Coming out

Bologna, maggio 1995. In alcune sedi centrali dell'Università si tiene la rassegna UNIV-Italia, sponsorizzata dalla Fondazione CRUI e dedicata alla presentazione di papers tematici da parte di studenti e ricercatori. In quell'anno, dedicato alla comunicazione, partecipo anch'io con alcuni amici, presentando un paper su come è affrontato il tema del lavoro nei principali quotidiani nazionali. Le aule sono strapiene, vi è una grande partecipazione, l'ambiente mi carica molto. L'ultimo giorno, nella meravigliosa cornice dell'Aula Absidale di Santa Lucia, vi è una conferenza conclusiva. L'Aula è gremita, si fa fatica ad entrare. Vi sono due relatori. La prima, una signora di mezz'età con gli occhiali, inizia a parlarci dell'università come luogo privilegiato per esperire il piacere della scoperta. Parla del ruolo centrale della ricerca, dell'importanza del creare dal basso gruppi di studio ed interesse su determinate tematiche, della necessità di cogliere gli anni di Università per instaurare relazioni significative nel mondo del lavoro. La ascoltiamo tutti con grande attenzione. Al termine del suo intervento, un fragoroso applauso la saluta. Anch'io, ventenne, rimango piacevolmente sorpreso. Mi devo ricordare questo nome, penso prima di uscire.

Paola Binetti.

Oggi faccio pubblica ammenda e spero nella vostra clemenza.

martedì 13 ottobre 2009

Effetti collaterali

Ascoltare troppo di frequente i CD di canzoncine insieme a mio figlio sta iniziando a provocarmi qualche scompenso. Stamattina, per esempio, mi sono svegliato col pensiero di come sarebbe finita la favola dei tre porcellini, se il lupo avesse avuto un bulldozer.

venerdì 9 ottobre 2009

Striscia. Anche troppo.

Non so voi, ma a me tutte queste prese di posizione di "Striscia la Notizia" a favore di un "certo" modo di intendere il ruolo delle veline, sembrano solo patetiche. Tutte le sere a massacrarci le balle sul fatto che in realtà siamo tutti nella stessa barca, che chi è senza peccato scagli la prima pietra, che a "Striscia" le veline sono arrivate per concorso (me cojoni), e così via, in un crescendo di qualunquismo della peggiore specie. E poi, a ruota, una serie di attacchi di vario genere a chi osa denunciare il fenomeno, tra i quali spicca per pertinacia e arroganza quello a Gad Lerner, che critica il "velinismo" e la mercificazione del corpo femminile ma poi ha l'imperdonabile colpa di scrivere su Vanity Fair, dove i nudi non mancano - ma un conto, se permettete, è Sharon Stone, un altro è Francesca Lodo o l'ultima tronista. Per non parlare di certe pubblicità, che sono a livelli da hard ma si trovano pressoché ovunque. Se volesse fare il "puro e duro", Lerner in pratica non dovrebbe più scrivere (l'unico motivo di vergogna dello scrivere su Vanity Fair, semmai, sono le poesie di Bondi). Insomma, "Striscia" sostiene di non partcipare alla mercificazione del corpo femminile e, ricordandomi qualcuno, attacca scompostamente chiunque osi dissentire. Del resto, si sa, Sonia Grey e Angela Cavagna le ha scoperte Pippo Baudo.

giovedì 8 ottobre 2009

Reazione inConsulta

A volte, nella vita, capita anche di manifestare la propria solidarietà a Rosy Bindi.

(P.S. Altro che PdL! Qui ci vuole un TSO!)

martedì 6 ottobre 2009

Le bici del Comune

A Modena, come a Bologna, c'è un comodo servizio di noleggio di biciclette messe a disposizione dal Comune. Ti iscrivi, fornisci i tuoi dati, versi una cauzione di 10 Euro e loro ti danno una chiave che sblocca qualsiasi bicicletta comunale, in qualsiasi rastelliera, a Bologna, a Modena e in altri 80 comuni italiani. Quando la bici non serve più, la riporti alla medesima rastrelliera e recuperi la chiave. Deciso ad imprimere alla mia vita sedentaria una svolta pseudo-salutista, mi sono iscritto.

Sarebbe tutto molto comodo e semplice, se non fosse per alcuni piccoli particolari:
  1. Quando arrivo a Modena, alle 8.55, in tutte le rastrelliere di fronte alla stazione di Modena (e non sono poche) non c'è più nemmeno l'ombra di una bici. Se c'è, come ieri, è perché è guasta. Così devo farmi alcune centinaia di metri a piedi, fino al punto di prelievo successivo, per trovarne una (e lo stesso, quindi, al ritorno);
  2. In questi primi giorni mi sto accorgendo di essere legnosissimo, mi superano Grazielle e ultraottantenni (talvolta anche le due cose insieme); insomma, per arrivare al lavoro ci metto 25 minuti e arrivo proprio a pelo, stremato, ma conto di migliorare strada facendo;
  3. Se il treno è in ritardo (e capita spesso, vedi post precedente), le speranze di arrivare al lavoro in orario scendono a valori prossimi allo zero;
  4. Al lavoro mangio il doppio.

lunedì 5 ottobre 2009

PendoLife

"Trenitalia si scusa per il disagio". Ma vaff...

sabato 3 ottobre 2009

Anglicismi assassini (3)

Riunione plenaria in sede, una formatrice si raccomanda: "E' importantissimo far MATCHARE domanda ed offerta". Pronunciato proprio così, "mecciare", all'anglo-italiana. Aiuto, è un'invasione. Mi arrendo.

giovedì 1 ottobre 2009

Anglicismi assassini (2)

Una ricercatrice, mentre mi parla di un progetto: "Naturalmente la parte sui dati dell'azienda sarà BLANKATA...". Sono stato un vero signore, a non riderle sguaiatamente in faccia. Ma l'avrei fatto, eccome.

martedì 29 settembre 2009

Pagina 46

Lorenzo, un mio collega di lavoro (beh, collega... Lui è tutor d'impresa, io non arrivo a tanto), scriveva alcuni giorni fa su Facebook: "...e se la soluzione di tutto fosse a pagina 46"? In effetti, ogni tanto noi tutti, appassionati o meno della Settimana Enigmistica, sentiamo il bisogno di una bella e rassicurante pagina 46, tutta piena di risposte e soluzioni, interamente dedicata a te che, magari nonostante sforzi inenarrabili, non sei proprio riuscito a risolvere questo o quell'enigma. La pagina 46 è lì, puntuale, tutte le settimane, a sciogliere in un istante quel dubbio che ti era rimasto in punta di lingua, o di penna. Un libro delle riposte, non generiche e variamente interpretabili, ma precise e perfettamente adatte a quel problema. Si può chiedere di meglio?

Ma attenzione: non tutto si trova risolto a pagina 46. Sarebbe troppo comodo. Una soluzione a tutto, magari senza neanche pensarci troppo, e via. No. Nell'enigmistica come altrove, non è così semplice. Parecchi enigmi restano senza soluzione, per un'intera settimana, e lì sì che ti devi impegnare, rifletterci sopra, riconsiderarli da una prospettiva diversa, trovare nuovi percorsi. Perché per quelli non c'è una scorciatoia. Richiedono tempo e impegno. E se proprio non ce la fai, devi riacquistare la Settimana il sabato successivo. Dove, non più nella comoda pagina 46, ma in altre due pagine altrettanto fitte, la 47 e la 48, le ultime due, troverai finalmente risposta ai quesiti più difficili. E magari, se la risposta che pensavi è corretta, con molta più soddisfazione.

venerdì 25 settembre 2009

Buona notte

Una giornata ruvida, di quelle in cui non ti sai spiegare, o forse credi che tutti ti fraintendano. Un banale litigio con mia moglie, per un mio atteggiamento che lei ha mal interpretato, o che non si è capito bene da parte mia. Vai a capire, lì, chi ha ragione. Rimane il fatto che poi non si riesce a passarci sopra, tornano alla mente strascichi mai sopiti, stupidaggini ingigantite, e mi ritrovo a piantarla in asso, dai miei, mentre io salgo in macchina e me ne torno a casa, un'ora di distanza, e sono già le undici. "Ti chiamo quando arrivo", sono le uniche parole che riesco a dirle. Ho voglia di starmene per i fatti miei, anche solo per una notte. Lei domani tornerà in treno, si arrangerà. Faccio tutta la statale, arrivo a Bologna, svolto verso casa. Ma quando sto per parcheggiare, dall'autoradio si sprigiona una canzone. Non una delle solite. Uno dei brani preferiti da mia moglie. Lo ascoltavamo spesso, quando ci siamo messi insieme. Alzo il volume, compongo il numero sul cellulare. Lei risponde, assonnata. "Sono arrivato. Ti ricordi di questa canzone?" Avvicino il cellulare alle casse. Lei ci mette un po', probabilmente stava dormendo, l'ho svegliata. Ma sento che il suo tono di voce è cambiato. "Buona notte", le sussurro. Esco dall'auto e mi sento come se mi fossi liberato di un macigno. Sarà stata anche solo una coincidenza, ma sembra che certe radio, certe canzoni, certi ricordi servano solo a quello. A creare sempre nuove coincidenze, che ti spiazzano, ti costringono a una prospettiva diversa, ti aprono alternative.

Domani chiariremo. Ammesso che ci sia ancora qualcosa da chiarire.

giovedì 24 settembre 2009

Personalizzazioni estreme

Sì. Esiste anche così.

lunedì 21 settembre 2009

DisavVentura

Ieri promeriggio, a "Quelli che... il calcio", i Muse, contrariati per non poter suonare dal vivo, si sono scambiati di posto e hanno fatto finta di suonare / cantare, in un playback totalmente (e volutamente) fuori tempo. Micheal Bellamy che fingeva di dimenarsi alla batteria era uno spettacolo nello spettacolo. Nessuno se n'è accorto, né gli autori né la stessa Ventura. Per aver fatto fare una figura di palta all'ex giudice di X-Factor, che meriterebbe una radiazione dal video alla Briatore, i Muse - che ultimamente apprezzavo meno - hanno riguadagnato diecimila punti nella mia personale classifica di gradimento.

domenica 20 settembre 2009

Altri sei

Lo so, forse dovrei scrivere qualcosa, ma sinceramente non riesco ad affezionarmi a tutta quella retorica militarista sparata a reti unificate. Quello che penso, è pari pari su Spinoza .

venerdì 18 settembre 2009

Frontiere della medicina

Un mio amico era in farmacia quando ha sentito un cliente chiedere delle "aspirine potenziate". Come potranno essere? Forse sono da assumere con la coca-cola.

venerdì 11 settembre 2009

Giovani talenti

A mio figlio (3 anni ancora da compiere) piacciono molto Shakira e Lady Gaga. Direi che ha ottime chances di diventare Presidente del Consiglio.

martedì 8 settembre 2009

Escalescion

Attaccano Boffo e lo costringono alle dimissioni. Attaccano Fini, ormai pure lui "troppo moderato". Minacciano in continuazione Rai3. Denunciano Repubblica e L'Unità (il manifesto no, forse non gli piace vincere facile). Tolgono la tutela legale ai giornalisti di Report. Vogliono neutralizzare Annozero in nome di una presunta par condicio. Fanno sparire la politica dal principale telegiornale nazionale. Minacciano l'Unione Europea e fanno affari con la Libia. Quanto alla stampa estera, ne farebbero un bel falò. In compenso pagano dodicimila euro al mese, come "consulente", un razzista ritardato mentale. Se adesso scrivo di provare disgusto a vivere in un Paese così, voi che dite: me lo chiudono il blog?

lunedì 7 settembre 2009

Quei 5 dannatissimi centesimi

Con il nuovo anno scolastico, il trasporto pubblico a Modena è cambiato. Una linea aggiunta, altre modificate, frequenze diverse. Ma la novità principale risiede nel prezzo del biglietto. Per alcuni anni era rimasto fermo alla soglia psicologica di un euro. Una sola moneta, comoda, tranquillizzante, tonda tonda. Fare il biglietto a bordo, o alle macchinette, era semplicissimo. Ora, di punto in bianco, il biglietto di corsa semplice costa un euro e 5 centesimi. Ed è il delirio. A parte il fatto che significa un aumento del 5%, ossia il quadruplo dell'inflazione, il vero psicodramma è trovare quei cinque dannatissimi centesimi. Scene di panico davanti alle macchinette self-service, stupore per chi non lo sapeva, ricerche affannose nei portafogli per trovare quel tondino di ferraglia. Sbuffi e incazzi quando, scaduto il tempo, la macchina ti mangia l'euro. Un continuo mercanteggiare tra sconosciuti per cambiare gli spiccioli. Signore distinte che chiedono in giro se qualcuno presta loro quella diabolica monetina, vergognandosi come si sentissero mendicanti. Ovviamente le macchinette accettano solo i 5 e non danno resto. E' strano che non vi sia ancora stata una rivolta popolare. Evidentemente, i modenesi hanno fin troppo senso civico. Il che, a volte, fa male.

giovedì 3 settembre 2009

La gnocchizzazione delle cantanti

Mi sembra di ricordare che, una volta, requisito unico ed indispensabile per aver successo come cantante fosse quello di avere una voce sopraffina. Forse perché vi era una promozione diversa, forse perché lo strapotere delle TV era molto minore, fatto sta che l'aspetto fisico del cantante, per quanto interessante per i fans, non era considerato una variabile indipendente dalla qualità delle canzoni proposte. Ora su MTV sembra di essere passati al porno soft o, nel migliore di casi, a una continua sfilata di moda. Cantanti che sono lì, e passano in video magari più volte al giorno, per un solo ed unico motivo: sono delle strafighe da paura. Che poi cantino brani di una facilità disarmante, senza il minimo acuto, o glissato, o altro, ormai non interessa più nessuno. Taylor Swift è una biondona da copertina di Max, ma la sua "Our song" è più piatta di un asse da stiro. Idem per la pantera che canta "The boy does nothing", di cui non ricordo il nome. L'importante è far lavorare la vista, non l'udito. Con il risultato che anche le cantanti già affermate si adeguano. Rihanna posa a seno nudo per Vogue. Shakira, nell'ultimo video, indossa un microabito color carne e mima atti sessuali in serie. Beyoncé fa Beyoncé. Con il risultato che ormai una bruttina dalla bella voce non si vede quasi più. A meno che non costituisca di per sè un freak. Come Beth Ditto dei Gossip, obesa e pure lesbica. Oppure Susan Boyle, brutta e pure disadattata. O, per restare da noi, Arisa, la quale è evidentemente la versione sanremese di Anna Marchesini nei panni della mitica signorina Carlo. Solo con un po' meno cofana.

mercoledì 26 agosto 2009

Il trionfo del kitsch

Quando vedo delle cose così, comuni in non poche case del paese di origine dei miei suoceri, due pensieri mi passano per la mente:
  1. Ci dev'essere pur sempre un mercato per questi soprammobili / ammennicoli /souvenirs a poco prezzo, se è vero che ci sono, non sono pochi e ad ogni ricorrenza ne spuntano di nuovi;
  2. Ciò non toglie, però, che quando vedo tutto ciò vorrei organizzare degli appassionanti tornei indoor di baseball.

martedì 25 agosto 2009

Elkann che abbaia

Lapo Elkann ha dichiarato che vuole diventare ebreo. Che c'è di strano? Sulla Bibbia è ferratissimo. Ricordate quando parlava di "Caino e Babele"?

domenica 23 agosto 2009

Quando c'era Lui

Una biro che ho trovato a casa di parenti in Sicilia.

Strano che Silvio non abbia ancora pensato a gadgets di questo tipo. A ben pensarci, siamo rimasti fermi all'euroconvertitore e al libro "Una storia italiana". Un altro piccolo sforzo di marketing, come questo, e arriverà al 90% dei consensi.

(Ah no, scusate, mi dicono dalla regia che c'è già vicino)

venerdì 21 agosto 2009

Rieccomi

Scusate l'assenza, ero qui.

domenica 19 luglio 2009

Itaglia.it

In esclusiva per i lettori del mio blog, alcune informazioni (ovviamente riservatissime) per migliorare il sito Italia.it, recentemente riaperto in pompa magna (ehm...) dal neo-ministro Brambilla.

1. Inserire Arcore e Calolziocorte tra i siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

2. Sostituire le immagini di Villa Certosa a quelle dei nuraghi, che sono vecchi e non ci si può neanche ricavare un bedenbrècfast.

3. Creare un link esterno a www.padania.pa, con parola d'ordine in dialetto stretto e succosi reportages sulle più belle vacche pezzate della Bergamasca.

4. Nella sezione "Arte e cultura", creare un link al sito di Vanity Fair, per ovvi motivi.

5. Evitare, ovunque possibile, la parola "Repubblica", eventualmente sostituendola con "Giornale", "Libero" o "Foglio" (Es. "L'Italia è un Giornale democratico fondato sul lavoro")

6. Dedicare ampio spazio alle bellezze del Mezzogiorno: Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo.

7. Minimizzare lo spazio dedicato a Emilia-Romagna ("C'è solo della gran nebbia, lunghe e monotone distese di campi e una broda affollata di crucchi che fanno le gare di rutti") e Toscana ("E' piena di paesi che non hanno saputo adeguatamente rinnovare i propri centri storici").

8. Parlare dell'Abruzzo come se non fosse successo nulla: per la consulenza, chiedere al neo-presidente della Regione, Chiodi.

9. Nella rubrica "Italiani all'estero", attivare il collegamento via webcam con Salvini a Strasburgo.

10. Chiudere il Tg3. Che non c'entra un cazzo, ma è bene ricordarlo.

11. Mettere in home page il pop-up di www.vatican.va.

12. Creare 40 nuove province, tutte col relativo staff, e lasciare ai dipendenti dell'Ente il solo e unico compito di aggiornare il sito.

13. Correggere gli errori di ortografia del messaggio di benvenuto del nostro amato Presidente del Consiglio: sono certamente opera di hackers al soldo di Di Pietro.

14. Infine, inviare gli auguri di buona notte al Presidente Napolitano. Ah no, scusate, dorme già. Cancellate quest'ultimo punto.

Facemuk

Su Facebook è comparsa una nuova applicazione. Parla di una mucca che si è persa, è triste e cerca una nuova casa. Per adottarla basta cliccare su "Adopt the lost cow". Beh, mi era già venuta la tentazione dopo aver scovato decine di gruppi razzisti o pro-mafia, ma forse stavolta finalmente l'ho trovato, un buon motivo per cancellarmi. Gli occhioni tristi della mucca mi fanno sentire una merda.

lunedì 13 luglio 2009

Com'è umano, Lei

Polemiche dopo un servizio del Tg3 che sottolinea come siano sempre meno numerosi i fedeli che ascoltano il Papa. E' una constatazione: un numero crescente di persone, tra le quali anche molti credenti (me compreso, ndr), non riesce più a identificarsi con dogmi, ideologie e prese di posizione di Ratzinger. Ma ecco subito il monito del Vaticano: "L'informazione sia rispettosa della figura del Santo Padre". E, a ruota, la dura accusa del vicepresidente della Vigilanza, Merlo (del PD, ovviamente): "Singolare e volgare deriva anticlericale". L'incauto giornalista convocato dal suo direttore, Di Bella, il quale, come spesso accade in questi casi, straccia il record mondiale di calata di braghe. Ha una voce che ricorda Gatto Silvestro, il buon Di Bella, ma in questi casi ricorda molto di più Fantozzi di fronte al Megapresidente Galattico. Finché c'è della gente così alla guida dell'unico TG non prono a Silvio (La7, forse, a parte), il nostro ducetto può dormire sonni tranquilli. Nel letto grande.

P.S. Mi sono accorto di avere ben 3 lettori fissi. Li saluto e li ringrazio, anche se scrivo cose inutili ai più.

giovedì 2 luglio 2009

Repubblichard

Oggi, sul sito di Repubblica, c'è un fotoservizio sulle gare di beach volley femminile ai Giochi del Mediterraneo. Il fotoservizio è composto per dieci dodicesimi da primi piani di culi. Non so perché Berlusconi ce l'abbia così tanto con Repubblica.

mercoledì 1 luglio 2009

Ricevuta di non ritorno

Oggi, al lavoro, la mia collega mi ha fatto notare una cosa alla quale non avevo mai prestato attenzione. E' arrivata una ricevuta di ritorno da parte del nostro capo per una mail inviata ieri. La ricevuta recita testualmente così:

Questa è la Ricevuta di ritorno del messaggio inviato a XXX. Nota: questa Ricevuta di ritorno attesta solamente che il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario. Non c'è pertanto alcuna garanzia che il destinatario abbia letto o compreso il suo contenuto.

Non c'è garanzia che abbia COMPRESO il suo contenuto! E io, dopo una gran risata, mi sono chiesto: ma come fa Outlook a conoscere così bene il mio capo?

lunedì 29 giugno 2009

No future (qui)

Leggo sul sito del Corriere la lettera aperta al Presidente Napolitano di una ricercatrice italiana, 47 anni e tre figli, autrice di importanti scoperte sull'ereditarietà di alcune forme tumorali, costretta ad emigrare negli USA perché qui in Italia è sottopagata e senza alcuna prospettiva di carriera.

Per chi, come me, ha dovuto mettersi alle spalle dieci anni di vita universitaria perché il suo docente in persona gli ha detto "Si cerchi qualcos'altro, non riesco a sistemarvi tutti", una notizia così è l'ennesima sconfitta di un sistema allo sfacelo. Una notizia alla quale dovrebbe essere dato il massimo risalto possibile, perché un Paese che non investe nella ricerca e nell'innovazione, un Paese che fa strame della meritocrazia e se ne frega dei giovani, precarizzandoli a vita, è destinato unicamente all'imbarbarimento.

Per curiostà provo a cercare la lettera anche negli altri siti.

Repubblica: niente.

Ansa: niente.

L'Unità: niente.

Come volevasi dimostrare.

giovedì 25 giugno 2009

Milleproroghe

Proroga di un anno sul taglio degli Enti inutili. Proroga di altri sei mesi sull'entrata in vigore della class action. Proroga sulla discussione per l'abolizione delle Province. Proroga probabile sull'assegnazione delle prime case ai terremotati dell'Aquila. Oggi voglio provare a non fare un cazzo tutto il giorno, e se il mio capo entra e mi chiede: "Ma che stai facendo?", gli rispondo: "Prorogo".

(Perché con loro dovrebbe funzionare e con me no?)

lunedì 22 giugno 2009

OdieRAI

Presentati i palinsesti RAI: praticamente uguali a quelli dell'anno scorso, come rifriggere la merda nello stesso olio.

Il Tg1 di Minzolini fa di tutto per oscurare le notizie sui festini a Villa Certosa.

E adesso la RAI mi invia a casa una lettera in cui mi intima di pagare il canone, minacciandomi in caso contrario di sequestrarmi pure l'auto!

MA VAFFANCULO.

(almeno il bollettino postale è ottimo per i filtrini)

lunedì 15 giugno 2009

Censitori di ungulati

Stamattina, durante la pausa-caffé, l'occhio mi è caduto su un foglio A4 affisso in bacheca. Pubblicizzava un corso per aspiranti - testuale - "CENSITORI DI UNGULATI". Per un attimo ho creduto di aver letto male, o che si trattasse di uno scherzo; invece era tutto vero. La figura professionale volontaria del "censitore di ungulati" è riconosciuta dal regolamento regionale n° 1/2008, e nella fattispecie riguarda il censimento di (due punti, a capo, in quest'ordine) caprioli, daini, cervi, mufloni e cinghiali. Previste lezioni di aula per 36 ore complessive (etologia, gestione faunistica, tecniche di riconoscimento in Natura ecc.), seguite da "uscite sul campi affiancati (sic) da personale esperto formato". A questo punto due cose mi vengono in mente in rapida successione: 1. Anche ammesso che questa figura professionale sia necessaria, non potevano trovarle un nome che ricordasse un po' di meno gli "spingitori di cavalieri" di guzzantiana (anzi: vulviana) memoria? 2. Ma dove cavolo li hanno visti dei mufloni in Emilia-Romagna?

martedì 9 giugno 2009

Così fan tutti (o dei concorsi-farsa)

Su un sito web scorgo un concorso interessante, cinque posti a tempo indeterminato nel museo comunale d'arte di una città che conosco e adoro. Mi presento allo scritto, siamo quasi cinquecento, un intero edificio scolastico si riempie di candidati, molti dei quali all'ennesimo concorso. Oggi sono stati pubblicati i risultati. Ovviamente non sono stato ammesso all'orale, su cinquecento sono passati in 22. Ma la cosa che mi balza all'occhio, subito dopo la mia bocciatura, è l'enorme divario tra una selva di "21" (il voto minimo) e alcuni voti altissimi, tra il 28 e il 30. In mezzo, solo un paio di persone. Per puro scrupolo, vado sul sito web del museo, stampo la pagina con la lista dello staff al completo e confronto i nomi dei collaboratori con quelli dei candidati più brillanti allo scritto. COINCIDONO PERFETTAMENTE. Rieccoci. L'ennesimo concorso-farsa per stabilizzare personale interno. Tutto legittimo, per carità. Ma per quanto tempo ancora dobbiamo sentirci presi in giro?

lunedì 8 giugno 2009

"Mi sono ritirato: era ora!"

Durante il Gran Premio di Formula 1, intervistano Rubens Barrichello. Il brasiliano, appena ritiratosi dopo una lunga serie di guasti ed errori, conclude: "Finalmente si è rotto il cambio e mi sono ritirato". I telecronisti RAI si dilungano cinque minuti su quel "finalmente", interpretandolo come un segno di rassegnazione estrema per Barrichello, quasi lui auspicasse un qualsivoglia guasto per portare a termine una pessima gara. Oggi Stefano Zaino su "Repubblica" riprende il tema: "Tutta la sua frustrazione è simboleggiata bene dalla frase finale: per fortuna il cambio si è rotto definitivamente. E lui ha potuto posteggiare, ponendo fine al suo calvario". Ora, a prescindere dal fatto che Barrichello non abbia affatto detto "per fortuna", io mi chiedo: ma è mai possibile che a NESSUNO di questi giornalisti sia balenato almeno per l'anticamera del cervello che quel "finalmente" non significasse, come per noi italiani, "per fortuna", ma fosse invece un'errata traduzione di "infine, alla fine"? Che in inglese si dice "finally", in francese "finalement" e in portoghese, guarda caso, proprio "finalmente"? La frase suonerebbe molto più neutra: "Alla fine si è rotto il cambio e sono uscito". E forse staremmo a sputare meno sentenze sull'arrendevolezza di un veterano della Formula Uno. Di sicuro non uno di quelli che non vede l'ora che la propria auto si guasti. Neanche in mezzo a mille peripezie. Evidentemente il collegamento dall'orecchio alla bocca (o alla mano) non prevede fermate intermedie. Che so, nel cervello.

sabato 6 giugno 2009

Confusione pre-elettorale

Credo che voterò per l'ultima a destra.

(Dal nome, dovrebbe far parte di una lista ecologista.)

lunedì 25 maggio 2009

La strada infinita

Mentre leggo dell'ultimo ribaltone di Lombardo, che in un colpo solo ha azzerato la sua giunta (forse non gli piace stravincere, o forse gli sono finalmente arrivati i pizzini coi nomi giusti), squilla il telefono di casa. Sono i miei suoceri dalla Sicilia, parlo un po' con loro. - E la strada? - chiedo a un certo punto a mia suocera - L'hanno finita di aggiustare? - La strada è quella che in paese chiamano il "Uazzicuccu" (anche se la U iniziale non è proprio U... è quasi una W). E' una stradina stretta e tortuosa, a senso unico, in forte pendenza, fiancheggiata da case e con due punti a strapiombo, protetti solo da muretti. Ma è anche l'unica strada che permette di scendere dal centro storico alla parte bassa del paese. La scorsa estate, quando siamo scesi in Sicilia per le vacanze, era in fase di riasfaltatura. Avevano appena iniziato e stavano sostituendo il bitume ormai sgretolato con cubetti di una pietra rosata, durevole e bella da vedere. Bene, penso io: anche qui in paese ci si dà da fare per l'arredo urbano. Siamo ridiscesi per Pasqua: i lavori erano avanzati di appena cento metri, e da mesi ormai girare in auto per il paese si era trasformato in un'autentica gimkana, con sensi unici, sensi di marcia invertiti e deviazioni su stradine che sembrano solo aspettare le tue fiancate. E adesso? I lavori sono fermi. L'azienda appaltatrice è scandalosamente in ritardo, il Comune non sa che pesci pigliare, e la strada resta lì: nel suo piccolo, l'ennesima incompiuta. E io pensavo: prova a farlo col Ponte sullo Stretto.

lunedì 18 maggio 2009

Non sempre i cattivi presagi...

Ecco, già decidere di partire per una settimana in Inghilterra, non dà garanzie di bel tempo, in nessun periodo dell'anno. Per Pasqua, poi, ancora di meno. Quando poi arrivi sotto una fastidiosissima pioviggine, il timore di aver sbagliato luogo e/o tempo cresce sempre di più. Ma quando, il pomeriggio del primissimo giorno, decidi comunque di fare un giro e ti imbatti in un'auto così

capisci che la tua sfiga è destinata a diventare qualcosa di cosmico.

Invece no, alla fine niente, per tutta la settimana non è piovuto, sole e temperatura mite. Mi sa proprio che non conviene dare troppo credito ai cattivi presagi.

mercoledì 6 maggio 2009

Muovere il passo?

Leggo oggi su Repubblica.it: "Lo sport italiano aveva un delfino in Luca Pancalli, 45 anni, presidente del Comitato Paralimpico Italiano, già commissario della Federcalcio ai tempi di Calciopoli, vicepresidente del Coni, uomo espertissimo [...] ma al momento di muovere il passo è sparito". Peccato che Pancalli, anche se volesse muoverlo, questo passo, non potrebbe: da anni è immobilizzato su una sedia a rotelle. Complimenti, Fabrizio Bocca: il Pulitzer 2009 è tuo.

giovedì 23 aprile 2009

Elettrogadgets (segno dei tempi)

Stamattina su Rete4 ho visto la pubblicità di un tecnogingillo che devo assolutamente procurarmi in tempi rapidi: il ROSARIO ELETTRONICO. Di forma ovale, ha una serie di led che si accendono in sequenza per non perdere nemmeno un'Ave Maria. Coi tempi che corrono, meglio averne uno.

sabato 18 aprile 2009

Attacchi al fegato: l'ultima frontiera

Credevo che vi fosse un limite anche all'impulso irrefrenabile di farsi del male, almeno fino a quando ieri sera a Edimburgo ho visto qualcosa che supera ogni possibilità umana: le BARRETTE DI MARS FRITTE. Già il solo sapere che si possa creare qualcosa di simile genera disfunzioni epatiche. Gravi.

martedì 7 aprile 2009

Come rispondere alle domande idiote (1)

Sentita oggi al TG1 delle 13.30. Ennesimo reportage dall'Abruzzo devastato dal terremoto. Una giornalista parla con un sopravvissuto, che nel sisma ha perso tutto, e in un lampo di genio gli chiede: "Lei, ora, pensa al futuro?" Se fossi stato in quel sopravvissuto, avrei scelto una di queste risposte:
  1. "Sì, penso al futuro e lo prevedo: amore, salute, soldi, sesso, nulla è impossibile al mago XYZ! Consulti personalizzati, massima discrezione, prezzi modici. Le lascio il mio biglietto da visita. E grazie per la pubblicità, eh".
  2. "Sì, ma penso che il trapassato prossimo sia ancora il migliore".
  3. "Sì, devo ricordarmi di disdire l'appuntamento dal barbiere".
  4. "Sì. Mi sarebbe piaciuta la Serracchiani".
  5. "Sì, al suo, e la vedo benissimo come donna delle pulizie. Nella Casa dello Studente".

Yes, he can!

Vuole modificare la tassazione per far pagare di più ai ricchi. Ha detto basta ai superbonus dei cattivi manager. Punta deciso alle energie rinnovabili. Costringe le Case automobilistiche statunitensi a investire finalmente sull'auto ecologica, anziché su enormi pick-up ciucciabenzina. Prepara fondi per rafforzare la sanità pubblica. Appena eletto, toglie il veto alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Approva un maxifinanziamento di 141 miliardi di dollari al sistema scolastico. Indovina con precisione millimetrica l'esito finale del Superbowl. E ora azzecca pure la squadra vincitrice del torneo universitario di basket. Non so a voi, ma a me, 'sto Obama, comincia a fare un po' paura.

giovedì 2 aprile 2009

Anglicismi assassini

Oggi pomeriggio, leggendo un progetto, mi sono imbattuto per la prima volta nel verbo "fittare", non come forma desueta di "affittare", bensì nel senso di "adattarsi, combaciare": "Questi elementi [...] sembrano FITTARE perfettamente con gli obiettivi principali del bando". Il panino mi è andato (di nuovo) di traverso, mi sono incavolato come una serpe con la gastrite e ho inveito contro questa scellerata mania degli anglicismi ad ogni costo. Dall'incazzo mi è anche venuta una fitta. Terza persona singolare.

martedì 31 marzo 2009

Ask me no questions, I'll tell you no lies

Leggo degli avvicendamenti in corso tra Corriere, Sole 24 Ore e RAI, ma ci sono due domande alle quali non ho trovato alcuna risposta su nessuno dei siti da me visitati tra ieri e oggi: 1. Perché Mieli è stato sostituito alla direzione del Corriere, e dove se ne andrà? 2. E' vero che queste manovre spianeranno al strada a Belpietro alla direzione del TG1? (Se così fosse, è la volta buona che mi faccio SKY. O, in alternativa, trasformo la TV in un acquario)

venerdì 27 marzo 2009

Come può ridurti la vita d'ufficio

Ore 11, buco nello stomaco. Arrivo alle macchinette appena rifornite di snack e bibite, inserisco la moneta e seleziono un dessert al latte e cacao. La serpentina gira, ma il vasetto è troppo indietro e non cade. "Erogazione fallita", sentenzia il display, senza addebitarmi il costo del prodotto. Ripremo il pulsante corrispondente al dessert, sperando che stavolta cada. La serpentina si rimette in moto, la vaschetta cade. La serpentina però non si ferma subito, e un attimo dopo cade anche un secondo dessert. Due per uno. Sono tornato verso l'ufficio con le due vaschette in mano, saltando come un bambino, con un sorriso a quaranta denti ed esultando come al rigore di Grosso alla finale mondiale di tre anni fa. Un'esplosione di felicità pura. Solo una volta tornato alla mia scrivania, mi sono spaventato di me stesso. Per fortuna a Pasqua si va in vacanza.

lunedì 23 marzo 2009

Priorità

Arrivo al bar vicino al lavoro per un panino, cerco un giornale: trovo il quotidiano locale, di grande tiratura, che fa capo a un grande gruppo editoriale nazionale. Rimango sbigottito. La notizia di apertura, sparata quasi a tutta pagina, non è il congresso di AN, non è la Giornata mondiale dell'acqua, non è il rientro del Papa dall'Africa. Quisquilie, pinzallacchere, sciocchezzuole! La notizia di apertura a tutta pagina (con megafoto) è il magarifossiprincipe Emanuele Filiberto che vince a "Ballando con le stelle"! E non è finita. Pagine 2 e 3 sono interamente dedicate all'individuo in questione e alla sua riabilitazione (sdoganamento?) a cura del condirettore - già candidato dalla destra alla Presidenza della Regione, e sonoramente trombato - e di alcuni suoi galoppini. AN e tutto il resto che succede nel mondo scivolano da pagina 4 in poi. La vita è fatta di priorità, come diceva il signor Magnum. Beh, oggi la mia priorità è quella di tentare di digerire il panino. Non sarà facile.

martedì 17 marzo 2009

"Tanto poi li votano lo stesso"

Ho salutato il ritorno di "Report" guardandomi il reportage su Catania. La Sicilia, terra che adoro e che al tempo stesso mi fa incazzare duro. Quando vado dai miei suoceri, ogni volta mi perdo in un diverso grumo di contraddizioni. Decisioni e convinzioni che a me, razionalista legalitario fin troppo incline al buonsenso e alla diplomazia, appaiono fuori da ogni logica. Ma quando queste contraddizioni rischano di implodere, di detonare, come in una Catania sull'orlo della bancarotta, lo sperpero di denaro pubblico, le mani della mafia sulla religiosità popolare, l'informazione locale a senso unico e dalla reputazione tutt'altro che cristallina... ti ritrovi una reazione opposta a quella che immagineresti. E allora cerchi, ti impegni, ti sforzi di capire il motivo. Perché non vuoi partire dal presupposto che i siciliani votino solo chi promette loro mari, monti, ponti e lavoro. Ti sembra troppo semplicistico, un insulto all'intelligenza di questa gente con te così ospitale. Ti dici: lo capiranno che così non si può continuare, che non è nell'interesse dei cittadini uccidere nella culla qualsiasi opportunità di sviluppo, che non ha senso infarcire l'isola di cemento, che già troppe opere faraoniche inutili o incompiute sono finite su "Striscia" o simili, che il pizzo è una barbarie. Lo capiranno, che certe facce in altri Paesi europei sarebbero già dietro le sbarre da un pezzo. Invece poi te le ritrovi, quelle stesse facce, in posizioni di prestigio ancor più elevato, sorridenti ed ecumeniche, con quella spocchia megalomane che fa tanto caricatura di siciliano. Perché quelle facce lì, qualcuno le ha votate lo stesso. Dopo Mani Pulite, speravo che un giorno l'impresentabilità di certi candidati a livello nazionale avrebbe fatto breccia anche nell'amata Sicilia. Sognavo che il vento benefico della legalità avrebbe pian piano risvegliato le coscienze e decontaminato l'isola dai suoi mali. E' accaduto esattamente il contrario. Il vento si è messo a spirare dalla parte opposta, verso tutta l'Italia. Impresentabilità, ineleggibilità sono divenute parole prive di significato, anche solo tentare di pronunciarle è inutile. E adesso ce li dobbiamo tenere, tutti quelli lì, e chiudere gli occhi davanti alle loro nefandezze. Tanto, a parlarne, sono sempre solo quegli irrecuperabili comunisti di "Report". E se non hanno ancora capito, giù un'altra querela.

mercoledì 11 marzo 2009

Capolavori

Da una discussione realmente udita in data 23 febbraio. Il mio capo: "Non ho voluto stare là a sottigliare su questo aspetto". La mia coordinatrice: "Presumo che faccino così". Volevo fare harakiri col tagliacarte.

martedì 10 marzo 2009

La più odiata dagli italiani

Leggo su vari siti di informazione che si è già miseramente conclusa, ad appena due ore o poco più dall'inizio del reality, l'avventura a "La Fattoria" di Daniela Martani, l'ex hostess di Alitalia (quella che brandiva un cappio davanti alle telecamere) chiamata al Grande Fratello, uscita dal gioco per evitare il licenziamento, e poi licenziata lo stesso. Neanche il salvagente de "La Fattoria" è bastato: anzi, si è sgonfiato subito, con una percentuale quasi bulgara di telespettatori che non vedevano l'ora di farla fuori alla prima occasione. Che dire? Già il fatto di lavorare per Alitalia è ormai diventato un'infamia, cosa che dovrebbe suggerire di andarci quantomeno cauti con l'esposizione mediatica. Invece, al contrario, la Martani si è lasciata sopraffare dalla smania di apparire che già aveva palesato con la teatralità del cappio in TV. Per giunta atteggiandosi a "pasionaria" in maniera assai poco credibile. Con il risultato che adesso non la può soffrire nessuno. Di una cosa però sono certo. Più si cerca di fare in modo che il suo bel faccino imbronciato scompaia dagli schermi, più si otterrà l'effetto opposto. Perché l'antipatia paga, e il vittimismo ancor di più. Quanto al bel faccino, il fatto che ormai molti di noi vogliano sfigurarlo a suon di ceffoni, è del tutto irrilevante. La TV ci ha ormai insegnato che la rapidità nel creare un "personaggio" è inversamente proporzionale al tempo necessario per liberarsene. E, visto quanto poco ci è voluto per creare il fenomeno Tutti-mi-odiano Martani, mi sa che la rivedremo presto. Magari a Montecitorio, alla Commissione Trasporti.

mercoledì 4 marzo 2009

La rosa di seta

Stamattina ho preso l'auto per andare al lavoro. In tangenziale, ascolto su Radio Capital un brano di Mina che piace molto a mia moglie (bravissima pure a cantarlo). Su due piedi, visto il mio famoso lato romantico che ultimamente fatica a emergere, decido di comprarle una rosa. Saranno mesi che non lo faccio. Entro alla Coop vicino al mio ufficio, trovo un bel vaso pieno di rose di vari colori. Ho fretta, ne scelgo una rossa un po' più grande delle altre. Corro alla cassa, e sul display compare la scritta "ROSA ROSSA SETA". Seta??? Tocco i petali, e mi accorgo che è finta. Io la volevo vera, anche se in pochi giorni si riduce a un bozzolo avvizzito e maleodorante. Cavolo, mi dico mentre esco, non saper più riconoscere una rosa vera da una finta può voler dire solo due cose. O mi serve subito un esame di coscienza (o, in alternativa, una vacanza), oppure i cinesi sono diventati maledettamente bravi.

giovedì 26 febbraio 2009

Il cerchio si chiude

A proposito di RaiSet, ovviamente la puntata di "Amici" di ieri si è aperta sul trionfo di Marco Carta, reduce da Sanremo con la sua tutor / balia De Filippi. Avrei visto bene tutti e due come ospiti di Chiambretti. Ma non nel suo attuale show: in quello precedente, su La7. Il titolo era azzeccatissimo.

Pacchi, bidoni & sòle

La mail arriva nel primo pomeriggio. Appuntamento alle sette in punto per un aperitivo in un bar del centro. Solo io e tre dei miei amici più fidati. Li conosco da più di dieci anni, da quando ero matricola all'Università. Al mio matrimonio uno era il mio testimone, uno il fotografo ufficiale, l'altro si è aggregato volentieri. Con due di loro ho condiviso una memorabile camperata in Spagna e Portogallo, alcune estati fa. Niente di meglio, per farsi quattro chiacchiere. Arrivo alle sette in punto di fronte al bar. Non c'è ancora nessuno. Tipico, non sono mai puntuali. Aspetterò. Giro per le vetrine, penso un po' ai fatti miei. Si fanno le 7.15. Ancora nessuno. Invio un messaggio a quello che ha organizzato l'incontro. Giro ancora. Osservo le luci spegnersi e le saracinesche abbassarsi, una dopo l'altra. Sono già le 7.35. Nessun sms di risposta. Chiamo un altro amico. Mi comunica che è andato tutto a monte perché uno è bloccato nel traffico e un altro non se la sentiva più. Lui lo aveva saputo, ma nessuno poi mi ha avvistato del disguido. Riprendo l'autobus per rientrare. Mi chiama l'amico organizzatore, si profonde in scuse. Sì, un po' mi secca, ho preso freddo e potevano avvisarmi prima. Ma, in fondo, io sono un tipo buono, che non serba rancore. La prossima volta, dico, organizziamo meglio. Sono cose che capitano. Un deficit di comunicazione, tutto qui. Passano un paio di giorni. E io li richiamo, i miei amici fidati, mi informo se sono liberi in serata: tutti e tre confermano entusiasti. Ripropongo l'aperitivo, e ognuno di loro ne avrebbe proprio voglia. A quel punto, raccomandandomi la puntualità, li saluto e a ciascuno di loro confermo l'appuntamento. In tre posti diversi.

lunedì 23 febbraio 2009

Nota (stonata) a margine

Un mio conoscente ha scritto su Facebook che la vittoria di Marco Carta a Sanremo è la dimostrazione dell'esistenza del Minculpop. E di che ci stupiamo? In fondo è proprio questo che la gente vuole ascoltare: mean cool pop.

domenica 22 febbraio 2009

Siamo circondati

Accendo la TV, do un'occhiata al TG1. Per un quarto d'ora buono non si parla che di Sanremo. Lodi a tutti, anche al drammatico podio. Del fatto che abbia vinto il raccomandato della De Filippi, in pratica un'occupazione manu militari di Mediaset nel luogo simbolo della RAI, appena qualche velato accenno. Passa qualche minuto. Benjamin, rubrica di libri condotta da Gianni Riotta. Per primo intervistano un siciliano che, con grande sicumera, afferma che il Ponte sullo Stretto è fondamentale e chi lo critica è ignorante o in malafede. Subito dopo Giordano Bruno Guerri, noto progressista, si incarica di rivalutare il futurismo, che non era poi così fascio, che non era poi così guerrafondaio. Ma Riotta, una volta, non lo additavano come "di sinistra"? Spengo. Riaccendo dopo circa un'ora. Mal me ne incolse. A Sanremo c'è Apicella, con scranno e chitarra d'ordinanza, che canta due brani scritti dal nostro Presidente del Consiglio. Aiuto. Siamo circondati. Esco con le braccia alzate.

giovedì 19 febbraio 2009

Il momento giusto

Solito autobus verso il lavoro, solita free-press arraffata dal pakistano mentre mi scapicollavo in stazione, solita musica di sottofondo. Piacevole, per una volta, ma nulla di più. Quanto basta per accompagnare le ultime pagine di Leggo. Penultima fermata prima del capolinea, ancora duecento metri e poi giù. Mi preparo per scendere. Improvvisamente mi blocco. Neppure annunciato dallo speaker, parte un brano che adoro. E che, nonostante sia lontano dalla musica che ascolto abitualmente, continuo ad adorare. E' nella mia top ten di sempre, dove entrano solo le canzoni che mi danno la pelle d'oca alle prime note. E' "More than this". La canzone che appaga il mio lato più smaccatamente romantico. Un lato che esce di rado, per la verità. Ma questa canzone mi ricorda ogni volta che ce l'ho, e che forse starei meglio se lo facessi uscire più spesso. La voce di Brian Ferry è un massaggio al collo quando lo stress ti ha ridotto le vertebre a uno shangai. Stavolta, oltre al piacere, mi assale una gran rabbia. Non è giusto, però. Non è il momento giusto. Non possono farmelo ascoltare proprio adesso che sto arrivando. Fra venti secondi si scende, di volata in ufficio, e addio Brian. NO, mi dico, stavolta NO. Allora faccio una cosa che non faccio mai. Anziché catapultarmi fuori, come dovrei vista l'ora, mi risiedo e lancio una sfida all'autista. Al capolinea il bus si ferma per tre minuti. E penso: caro il mio autista, che hai scelto proprio questa radio, se c'è una giustizia in questo mondo, se c'è un ordine in questo caos, stavolta me la devi far ascoltare tutta, questa canzone. Non spegnere, resta lì. Io stamattina non ho fretta. Tutti scendono, resto solo io, Brian è alla seconda strofa. Socchiudo gli occhi. Intravedo l'autista che si gira incuriosito, mentre scende dal mezzo per una sigaretta. E lascia la radio accesa. Mi godo ogni singolo istante di questa coincidenza. Le ultime note sfumano, pubblicità. Scendo. In quel momento l'autista risale, toglie il freno e riparte. Mi avvio al lavoro con un sorriso ingiustificabile per chi mi incrocia. E, nella pausa pranzo, riapro il mio blog.