25.7.03

Global love look

Leggo la Lucarelli.

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Ieri sera esco a cena con una persona.
Io mi presento in vestito da sera nero e tacchi alti, lui in jeans strappati, t-shirt e infradito.
Lui mi guarda e dopo un attimo di perplessità, mi fa:

"Sembriamo due che escono insieme perchè so' stati sorteggiati."

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Ma bisogna vestirsi uguale per uscire insieme?
Ricordo le parole di un mio amico - mentre eravamo in un pub a bere birra (io) whisky (lui).

Lui: "Come hai deciso i vestiti da mettere stasera per uscire con me?"

Io: "Ho trovato i primi panni puliti...." (pantaloni neri, maglia nera e tacchi)

Lui: "Eppure tu non ti vesti come un'intellettuale di sinistra...".

Io: "??!!???!!??"

Riflessione senza risposta da parte mia. Se sapete come si vesta la razza 'donna intellettuale di sinistra' fatemelo sapere.

Per il resto... io e il mio amore non abbiamo problemi perchè ci vestiamo sempre uguali: non andiamo oltre jeans, maglietta e scarpe da tennis. Però io stamattina in un negozio avrei visto un vestitino nero con le bretelle.... molto carino... è pure in saldo... che faccio? Ne compro due? Se ti depili il torace dovrebeb starti bene.

Ah... vorrei pure la tua maglietta, quella che portavi l'altra sera.... però poi me la devi lasciare.... perchè te l'allargo con le tette.

Oppure eccola qua: è la maglietta dell'amore, per non cadere in look_gaffes.


P.S. Amò... è una fruits:)

24.7.03

Sensual Plant


E' sensuale, incredibilmente sensuale. Non è la caricatura di se stesso 30 anni dopo: è sensuale allo stesso modo. Non che io l'abbia visto 30 anni fa, io nemmeno c'ero trent'anni fa. Muove le mani in modo flessuoso, gira i polsi e ricorda quasi una tanghera. Poi il filo del microfono gli pasa fra le mani e alza al cielo l'asta. Mentre canta si muove in modo quasi sofferto.

E' lo stesso viso che ho visto nei video, sicuramente più segnato dagli anni, ma è proprio lui. Poi cominciano le note inconfondibili di "Black mountain side" e quei falsetti quasi isterici. Poi esplodo con 'Whola lotta love'.

Qualche metro dietro di me, mio fratello che mi ha fatto conoscere i Led Zeppelin salvandomi dagli anni 80 e dal dubbio amletico 'Duran vs Spandau'. Scampata anche anni dopo con lo stesso sound alle boy band. Uno delle prime cassette ascoltate in vita mia, il primo testo - stairway to heaven - tradotto e imparato a memoria. Il primo disegno fatto sul giubbino di jeans (il monaco della copertina di led zeppelin 4). Prima e unica cosa che ci ha unito.

22.7.03

E non ci sei più

Mi è venuto in mente questo post leggendo questo*. Ho sempre sperato che nessuno mi dedicasse mai questa canzone: piangevo in macchina andando al lavoro anni fa mentre l’ascoltavo. Era la mia prima “botta sentimentale” ad alti livelli. Per scavare dopo aver toccato il fondo l’ascoltavo. Non racconta la mia storia – grazie al cielo – e non racconta – grazie allo stesso cielo – nemmeno il mio presente. Prima l’ascoltavo per deprimermi ora lo faccio per scongiurare un futuro simile. Se ora lui mi dicesse queste cose si potrebbe fisicamente spezzare il mio cuore. Io l'immagino così.

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Provi a chiamarlo e ha il telefono spento da tutto il pomeriggio: strano, è sabato, di solito ti chiama. Magari è rimasto a dormire, si sarà sbronzato con gli amici. Perché farsi prendere dal panico o dalla gelosia? Però lo sai che è strano, lo senti che non è un caso. Stavolta non ha la batteria scarica o il telefono in macchina.

Li hai visti i suoi occhi ieri sera a cena: erano tranquilli, di un calmo forzato. Poi ti chiama in tarda serata.
“Mi hai chiamato vero?”.
“Pensavo ti fosse successo qualcosa, mi ero preoccupata”.
“Domani ti devo parlare”.

Le parole che mai vorresti sentirti dire. Lo sai che non si parlerà di un argomento futile, lui c’ha pensato tutto il pomeriggio, ha meditato quello che sta per dirti. Arriva, ti guarda a testa bassa. Vi incontrate e appena ti avvicini per salutarlo ti porge la guancia e non le labbra. Sa quello che sta per dirti e non osa avvicinare le proprie labbra alle tue, visto che da quelle stessa labbra usciranno suoni dolorosissimi. Attendi. Inizia.

“Lasciami sognare, lasciami sognare in pace. Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi (...) ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già. (...) Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbatoio”.

E’ così: non c’è più sogno, non c’è più aria. Ti sta dicendo che sei un limite per lui, che insieme non si sogna più, che tutto è andato perso. Sei riuscita ad infognargli la testa e le tue stupide paranoie da mezza femmina stanno avendo i loro aspri frutti. Ma non c’è solo questo. Non c’è mai fine al peggio. Continua.

“Potrei ma non voglio fidarmi di te, io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi, sei solo la copia di mille riassunti”.

Sei solo la copia di mille riassunti: da donna copia di bignami ti perdi nella folla e nessuno ti trova unica. Che cazzo di stronzo, ti ha detto che sei una mezza copia. Che stronzo. Anche se hai ragione non dirmelo. Come faccio a riprendermi dopo questo? Ma forse è solo uno sfogo, forse sta solo manifestando dei problemi, forse vuole solo parlare. Forse vorresti tu fosse così perchè sai che dopo ulteriori sue parole sta per iniziare per te la fine.

“Leggera leggera si bagna la fiamma, rimane la cera e non ci sei più...”

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*Luca scusa... sollecitare idee in qualcuno non è negativo... se poi vengono male... capita.


The journal

Eh Peppiniello... l'hai scritto in inglese....
se scrivevi 'giornale' o 'giornalista' la blogosfera ti implodeva addosso:))
E' online da pochi minuti la nuova release dell'aggregator:
arriva al ciel sereno a metà estate una versione che mi sembra più chiara
e con una gerarchia di contenuti disposta in modo ottimale.

Suddivisione e gerarchia che proviene - manco a dirlo - da robottini interni all'aggregator.
Un - chiamiamolo così - 'portale di post' fatto in automatico.
L'unica 'mano umana' è quella dei bloggatori che devono aggregare il proprio post.
Il resto viene da solo.

L'aspetto che preferisco di questa nuova versione è che ho subito una visione
- seppur parziale - di cosa 'vedono' i bloggers in una giornata, quali eventi
nazionali e internzionali sono stati più segnalati o commentati.

Mi viene in mente Google News , anche se in quel caso
non c'è bisogno di nessuna aggregazione iniziale
e sono i motori di ricerca a fare tutto.
Il risultato finale è simile anche se è valido 'solo' - scusate se è poco - per la blogosfera.
Prendete con le dovute distante il paragone - che indubbiamente è forzato - ma
mi cito da sola - autoreferenzialità totale - e trascrivo un pezzo della mia tesi
con la speranza di creare qualche riflessione.


5.3 Giornalismo senz’anima

“Google news” è l’ultimo innovativo servizio creato a settembre del 2002 dal motore di ricerca Google.
A guardarlo sembra un normale giornale online, con le varie categorie di interni, esteri, economia e così via. Ma non si tratta di un vero e proprio sito d’informazioni. O meglio: gestisce informazioni ma senza l’ausilio di alcun “essere umano”. Infatti “Google news” è un software composto da algoritmi che setaccia quattro mila fonti in giro per il mondo e seleziona le notizie senza alcun tipo di intervento umano. In pratica il software applica l’algoritmo dei motori di ricerca alle pagine pubblicate quotidianamente dai siti d’informazione e produce automaticamente una sorta di una rassegna stampa in tempo reale sugli avvenimenti mondiali. (...)

Nessuna gerarchia, nessuna riunione del mattino, nessun redattore o corrispondente. Tutto sostituito da un software. Al di là dell’impaginazione l’aspetto che di maggiore interesse è legato al fatto che non c’è nessuna redazione dietro questo sito ma solo robot. (...)

“Google news è molto speciale in quanto offre un servizio di news compilato esclusivamente da algoritmi computerizzati (…) non impiega direttori, capiredattori o editori. Mentre le fonti delle notizie variano nella prospettiva e nell’approccio editoriale, la loro selezione per l’inclusione è fatta senza badare al punto di vista politico o ideologico ”.

Gridano alla fine dell’informazione i giornalisti dell’ordine del Veneto secondo cui, come si legge in un articolo,

“i giornali fatti senza giornalisti (o quasi), purtroppo, li conosciamo già da tempo, ma i risultati finora sono stati assai scadenti. Ma quel che mancava nel bestiario dell'informazione è il giornale fatto senza essere umano, ma che dico, senza nemmeno un essere vivente, neppure una parvenza. L’invettiva, all’inizio terribile, termina in modo meno catastrofico dovendo accettare che questo strano sito è creato “con risultati terribilmente accettabili ”.

In realtà torna il solito motivo di “tanto rumore per nulla” visto che Google news si posiziona più come "infomediario" cioè un intermediario di informazioni per la rielaborazione ed il filtraggio dei contenuti che come prodotto sostitutivo dei giornali. Anche se – come prosegue l’articolo dell’ordine del Veneto –

“L’invettiva, all’inizio terribile, termina in modo meno catastrofico dovendo accettare che questo strano sito è creato “con risultati terribilmente accettabili”.


50 cose


Nulla mi lega a nulla.
Voglio cinquanta cose allo stesso tempo.
Bramo con un'angoscia di fame di carne
quel che non so cosa sia -
definitivamente l'indefinito.
dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
Di chi dorme irrequieto, mezzo sognando.


(da Lisbon Revisited - Poesie di Álvaro de Campo)


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Voglio cinquanta cose allo stesso tempo,
leggo e mi rivedo.
La mia logica ferrea del tutto e subito -
se non placata - si trasforma in irrequietezza furibonda.
Gioito nell'ultimo anno perchè 'nulla mi legava a nulla'.
Poi arriva lui e - per quanto il legame mi si stia solidificando addosso -
ho più che mai una sensazione di libertà assoluta.

E' la limpida impressione che ora più che mai
- legata da un legame saldo che non si fa avvertire -
le mie 50 cose si possono realizzare lo stesso e anzi
si plasmano in un modo che da sola
non sarei mai stata capace di modellare.

21.7.03

Sarà il caso ma...

Sarà quella mano invisibile di smithiana memoria, la luce divina che mi illumina o solo una sana dose di culo ma negli ultimi mesi le mie azioni sono giudate magicamente da una serie di equivoci e fatalità che conducono solo a cose ottime. Un sms capito male, una mail mandata per errore, un tavolo al bar piuttosto che un altro, una trattoria sconosciuta in un posto sconosciuto raggiunta non so come . Sarà il caso o solo una rete che si ricompone da sola ma sembra che tutte le maglie contorte degli ultimi anni abbiamo ora trovato il giusto incastro.

E - rete per rete - mi è arrivato un assist strepitoso e non c'ho pensato un attimo a palleggiare, guardare gli avversari o esitare. Si dice che i grandi campioni lo sanno quando il tiro andrà a segno e quando è il caso di rischiare una palla: se va a segno sarà il goal del secolo. Io non sono una campionessa di tiri - macchè - ma sarà il caso, quel tiro l'ho fatto perchè ce l'avevo nelle ossa e nel cuore. Rete.

8.7.03

Non scrivo mai di me
Non scrivo mai di me. Se lo faccio sono sempre molto generica e vaga. Scrivo quello che sento soprattutto tramite email ai diretti interessati. Parlo, quello si, tanto. Non scrivo mai di me e non lo farò nemmeno ora anche se forse quella cosa che c'ho fra stomaco e gola magari dopo due colpi in più sulla tastiera starebbe meglio. E' che sono spudoratamente felice e quasi mi scoppia la testa: questa dose improvvisa di vita, energia e passione che è entrata per caso_fato_culo nella mia strada mi ha travolto e a volte penso sia così grande da non sapere da che parte iniziare a guardarla, viverla e goderne.

Non scrivo mai di me: ma se mi tengo dentro quello che sento ora faccio un torto al mondo intero. Le emozioni sono belle se condivise: me lo sono ripetuta mille volte e continuo a farlo perchè non voglio creare attorno a me vuoti sentimentali. Non sono 'geneticamente' predisposta alla - come si chiama ufficialmente - 'dimostrazione d'affetto' ma voglio combatterla a tutti i costi. Sarebbe un crimine ora non dirti che quasi mi commuovo a pensare a te, che mi sale il sorriso sulle labbra solo vedendo le tue foto o leggendo le tue mail. Lo sai - te l'ho detto - che sei "nell'ordine del mondo" la prova per me
che si può essere felici a dismisura, che esistono quelle emozioni forti che tanto mi piacciono e che esistono anche per me.

Aiutami a salire sulle spallette del fiume e poi con la gambe incrociate voglio guardarti negli occhi e pensare alla nostra mission. Mentre tornavamo verso la macchina io mi sono sentita BENE: camminavo a testa alta, ero serena ed ero abbracciata a te. E sentivo il cuore trasparente attraversato da aria fresca. Mi sembrava di vedere tutto in modo cristallino.

Adesso non sei con me e dio solo sa quanto vorrei anche solo stringerti le mani. Mi consola solo pensare al nostro viaggio: ho voglia di partire, ho voglia di partire con te. Voglio partire con te perchè è bastato guardarci un attimo neglio occhi per decidere. Sembra tutto troppo scontato e semplice con te: stare bene, ridere, piangere, cazzeggiare e leggere insieme .... così, facilmente e stupidamente. E' tutto facile come il libro che oggi mi è saltato in mano in libreria: "Viaggio in Portogallo", di Saramago. Voglio andarci. Voglio andarci con te e proseguire il nostro di viaggio insieme.

"Prenda il lettore le pagine che seguono come sfida e invito. Faccia il proprio viaggio secondo un proprio progetto, presti minimo ascolto alla facilità degli itinerari comodi e frequentati, accetti di sbagliare strada e di tornare indietro, o, al contrario, perseveri fino a inventare inusuali vie d'uscita verso il mondo. Non potrà fare miglior viaggio. (...) La felicità, che il lettore lo sappia, ha molte facce. Viaggiare, probabilmente, è una di queste. Affidi i fiori a chi sappia badarvi, e incominci. O ricominci. Nessun viaggio è definitivo".

2.7.03

Sei mesi passano presto.... io intanto voglio la cittadinanza portoghese

- Ue, Berlusconi dà del kapo' a deputato tedesco Spd
Replica choc del premier Silvio Berlusconi a Strasburgo al capodelegazione della Spd tedesca, Martin Schulz, che lo aveva attaccato duramente nel dibattito parlamentare in mattinata.
"In Italia stanno preparando un film sui campi di concentramento nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò", ha detto Berlusconi rivolto all'esponente socialdemocratico. Il commento di Berlusconi ha provocato reazioni di protesta. (Kataweb)

- Ue, Berlusconi contestato replica: turisti della democrazia

"Se questa è la forma di democrazia che intendete usare per chiudere le parole del presidente del Consiglio europeo ebbene qui sembrate dei turisti della democrazia". Con queste parole Silvio Berlusconi ha replicato a quanti nell'europarlamento lo stavano contestando mentre parlava del conflitto d'interessi e della libertà dei media in Italia. Ha aggiunto: "Sono abituato ad essere contraddetto". (Kataweb)

1.7.03

Fragile
Sto cercando un nuovo appartamento: sono immersa in annunci, agenzie e numeri di telefono. Rubo ancora gli appartamenti degli studenti... me lo posso ancora permettere. Sino ad un paio d'anni fa mi guardavano male: ero una studentessa ergo i proprietari di casa credevano (a giusta ragione...) che poi la casa diventasse un covo di studenti sempre pronti a festeggiare. Prima di firmare il contratto scattava sempre il predicone generale sulla serietà e sul non_casino.

Ora ci riprovo, convita che il mio lavoro e la mia laurea funzionino da buon biglietto da visita: è ancora peggio. Quasi tutti gli appartamenti che ho visto vengono dati a giovani matricole che - probabilmente - rimarranno per i prossimi 4 o 5 anni. Poi i giovani studentelli possono essere ficcati anche in 3 in una stanza. Le becere logiche immobiliari mi sono irrimediabilmente contro.

Chiudere con l'appartamento in cui vivo ora significa abbandonare definitivamente la tanto odiata carta da parati: questo mi consola molto. Significa anche chiudere con una stanza con dei ricordi sentimentali più caotici che mai: ha custodito troppe incertezze, delusioni, sviste colossali.

Solo da poco la mia stanza sta ricominciando a riempirsi di belle emozioni nuove e soprattutto vere e pure. Me le porterò sicuramente dietro mettendole in una scatola: ho visto che contiene belle cose e non sono ancora arrivata e scoprirle tutte. Mi piace, ci tengo e so che è una scatola che va maneggiata con cura. Ma visto che sono così immacolate è bene che siano impacchettate in una bella scatola con una scritta "fragile" e trasferite in luoghi nuovi, intatti e adatti a far crescere sentimenti che non devono avere contaminazione alcuna con passati che saluterò con garbo, li ricorderò ma farò loro un inchino e me ne andrò. Poi riprenderò la mia nuova scatola di emozioni e mi dirigerò verso altre mete.