Riguardo alla giornata contro la violenza sulle donne, l'argomento mi ÃĻ parso talmente ovvio da non farmi sentire la necessità di ribadirlo con qualche logo o dichiarazione ad hoc su facebook, come si usa.
Non per questo ritengo inutili le esternazioni, siano esse telematiche o, molto meglio, espresse mediante una manifestazione pubblica. Intendiamoci: non credo possano in qualche modo fermare i violenti, i quali lo sono innanzitutto perchÃĐ non ascoltano nÃĐ, forse, sanno farlo.
Cionondimeno, una dimostrazione di unità , comprensione, condivisione puÃē servire a dare coraggio alle vittime dei soprusi, affinchÃĐ osino contestare, contrastare, denunciare le violenze subite. AffinchÃĐ non si sentano sole, ma soprattutto perchÃĐ cessino di considerare normali dei comportamenti inaccettabili e subumani.
Educazione: la vicinanza ÃĻ la piÃđ efficare nemica della violenza.
Se estendiamo un po' il concetto, attigui alla violenza sono gli atteggiamenti sprezzanti, pregiudiziali, ignoranti. Non di rado i misogini sono anche razzisti. Entrambi questi modi di porsi trovano terreno fertile nell'ignoranza: non so chi ÃĻ l'altro, non lo riconosco, perciÃē, prudenzialmente, lo detesto. Da un'insicurezza di fondo nasce un'aggressività ingiustificata e stupida.
A scuola, noto che in generale nelle classi esclusivamente maschili prevale l'ostentazione di modalità da cavernicoli nel rapportarsi all'altro sesso, mentre nelle classi miste tale modalità ÃĻ quantomeno attenuata, se non addirittura assente.
Occorre capire e far capire che avvicinarsi, conoscersi e riconoscersi ÃĻ piÃđ interessante e piÃđ bello che farsi la guerra; che la conoscenza puÃē avvenire solo attraverso un avvicinamento condito da curiosità e interesse; che riconoscendo l'altro, riconoscerÃē un'altra parte di me.
27 novembre 2016
03 novembre 2016
Sacrifici
Ho fatto esercizio fisico, ieri sera: sono andato a piedi alla panetteria il cui pasticciere fa il pan dei morti cosÃŽ buono da resuscitarli.
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