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martedì 6 marzo 2012

[Tanto pe' cantà] Atlas sound e la cover di My Sharona di 1 ora


Atlas Sound - My Sharona (Cedar Cultural Center, MInneapolis, 02/03/2012)

...things felt a little awkward the moment he [Brandon Cox] initially stepped onstage, his face utterly concealed by a menacing, black, ski mask. But, as he purposefully prepared an intricate guitar-looping framework and launched into "Parallax," all was temporarily forgotten.
The first part of his performance was completely spellbinding. [...]

But then, per request of an obnoxious audience member to hear "My Sharona," things got strange. The transition was stark and instant, as if Cox suddenly felt mocked or distrusting of the audience he had gradually opened dialogue with throughout the course of the night. He obliged to play the song, which at first was generally entertaining. He employed his looping skills again, picking up different instruments along the way and inviting the openers to join him onstage. But it morphed into something bizarre, a unending cover that rivaled the length of a Phish concert and let's get real: "My Sharona" isn't exactly a "jam track."

It was interesting to observe the reactions of the openers. Initially the vibes were positive. The musicians, all fairly young, were clearly honored to be sharing a moment of spontaneity with someone they idolized. 35 minutes later that enthusiasm began to fade. They were visibly uncomfortable and beginning to question the sanity of their esteemed proctor, unwillingly locked in some twisted, Doomsday clock performance of a '70s hit. Yet, "My Sharona" endured still, as did Cox's increasingly awkward interactions with the audience. He asked people to take their clothes off. He shouted seemingly intoxicated defenses about his art. He simulated fallatio. He, to the horror of the Cedar employees, told everyone to pick up their chairs and shake them above their heads. While this behavior in another context could have been viewed as "rock'n'roll" it was unsettling and some people began filtering out of the venue. Eventually, after inviting the audience onstage (which visibly gave the Cedar staff an anxiety attack) he seemed to get the picture that the show was over and bid his adieu, dedicating the show to "the death of folk music and the birth of punk." [#]

lunedì 29 agosto 2011

martedì 12 luglio 2011

[News] La Weezer Cruise


E dopo la Bruise Cruise, la indie-crociera dello scorso febbraio di cui avevo parlato in questo topic, arrivano i Weezer ad annunciare il programma e la lineup della loro mini-crociera di 4 giorni che si terrà il prossimo gennaio tra Miami (di nuovo) a Cozumel (Messico).  



Rivers Cuomo dei Weezer invita alla Weezer Cruise


martedì 1 marzo 2011

[Live] [Veterani] Interpol / Barricade


Ho comprato il biglietto per il concerto di giovedì degli Interpol al Docks di Amburgo già in dicembre. Nel frattempo Paul si è tagliato i capelli ed è stato annunciato che l'artista di supporto sarà un tale Matthew Dear che mi fa altamente cagare. Botta finale, la dipartita di Pajo e un nuovo bassista proprio a partire dalla prima delle due date di Amburgo. Ciò nonostante tenterò il colpaccio della prima fila, per vederli da vicino proprio così.


lunedì 28 febbraio 2011

[News] Dave Pajo lascia gli Interpol

Interpol lose second bassist in a year
Dave Pajo is out of the band
  • February 28, 2011
The departing Dave Pajo told fans via Interpolnyc.com that he has quit playing with the band to spend more time with his family. He'll be replaced with immediate effect with Brad Truax, who has previously played with Home and Jah Division.
It is the second time Interpol have announced the departure of a bassist in a year, with long-time member Carlos Dengler's exit confirmed in May 2010.
Pajo had been a touring member of the band since Dengler left, but didn't play on any of their records.
Interpol members Paul Banks, Dan Kessler and Sam Fogarino paid tribute to him, and denied there was a rift between either party.
"We're all friends," they stated. "It's just an out-of-the-hotel, into-the-home sorta thing. He's going to be missed to bjo is a wonderful e sure. Aside from being an exceptional musician, Paperson to be around."
Interpol's first gig with Truax is set to take place at Hamburg Docks on March 3. [#]

giovedì 18 novembre 2010

[Io c'ero] Interpol + Surfer Blood @ Palasharp Milano

Sono le 19.30 quando la Sbart ed io varchiamo i cancelli del Palasharp, attraversiamo con calma irreale il lungo corridoio formato dalle bancarelle di panini e merchandising (ci sono anche i bavaglini col logo Interpol) e ci dirigiamo emozionate ma sicure verso l'ingresso. All'interno il Palasharp è ancora semivuoto e sono a lungo tentata di restare in piedi a ridosso di quelli che hanno guadagnato i posti migliori proprio sotto al palco, ma poi mi dico che non ho più l'età e propongo alla Sbart le tribunette laterali. Dalla nostra comoda postazione guardiamo il palazzetto che si riempie e facciamo un po' di studi sociologici: pubblico piacevolmente eterogeneo, età media sui 25-30 anni, più maschi che femmine, qualche coppia abbondantemente sopra i 30, addirittura qualche genitore che è venuto ad accompagnare il figlio e siede in tribuna tentando di darsi un contegno magari leggendo un libro.


John Paul Pitts, cantante e chitarrista dei Surfer Blood

Alle 20.30 in punto i Surfer Blood salgono ed attaccano in fretta con Fast Jabroni. In 45 minuti scarsi eseguono un po' tutto il loro repertorio davanti ad un pubblico distratto ma che non li fischia mai. Sarà che mi ero preparata e conoscevo le loro canzoni, sarà che son giovanissimi e mi fanno tenerezza sul quel palco troppo grande per loro, sarà che assomigliano ad almeno tre gruppi che amo (Pavement, Vampire Weekend, Weezer), ma io mi sono divertita e li ho apprezzati.
Qualche minuto di pausa - in cui ci raggiunge per salutarci il collega blogger Rykjvk - e poi eccoli i nostri, tanto attesi, per la loro unica data italiana. In look total black e avvolti dai fumogeni salgono tutti insieme sul palco e aprono il concerto con la prima traccia dal loro ultimo album, Success, al termine della quale un Paul Banks particolarmente cordiale dice il primo "grazie" in italiano della serata. Si inizia a far sul serio con Say Hello to the Angels, vecchio singolo da Turn on the bright lights. Da qui si alternano in maniera regolare brani vecchi e nuovi (qui la setlist del concerto), e così alla fine un po' tutti possono dirsi soddisfatti. Non ci sono Leif Erikson e Obstacle 1, è vero, ma c'è la mia preferita in assoluto, Take you on a cruise, in un'esecuzione molto sentita, e Rest my chemistry, per me il miglior brano da Our love to admire.


Paul Banks

Nella seconda metà del concerto sia il pubblico che il gruppo si sono scaldati al punto giusto: un babbo batte il tempo con la testa e applaude, la mamma disperata col libro ha socializzato con altri genitori davanti a lei e sembra quasi di sentirli dire che "via, non sono niente male questi qua". Alla fine di Barricade Banks chiede "This was Barricade. Come si dice in italiano? Non lo so". Poi indica qualcuno della prima fila e ringrazia per il suggerimento.
Alla fine solo tre bis. Daniel, Paul, Dave Pajo e Sam rientrano sul palco uno dopo l'altro per un'inaspettata e struggente The lighthouse, poi gran finale tutti in piedi a saltare e battere le mani al ritmo di Evil (Yes, fuckin' right! - dice alla fine compiaciuto Paul) e The Heinrich Maneuver. Professionali ed eleganti, distanti ma gentili, tecnicamente impeccabili come non avrei creduto.



Daniel Kessler

"Ora posso anche morire in pace", dico alla Sbart mentre lasciamo il Palasharp. Ma non è vero: il 3 marzo li vedrò ancora una volta, al Docks di Amburgo.