domenica 11 ottobre ore 16:30 | Azienda Agricola Giuseppe Maggiori | Colloredo di Monte Albano
ATLANTI Il repertorio del gruppo è costituito esclusivamente da composizioni originali che utilizzano partiture grafiche raffiguranti percorsi musicali, quasi come se fossero delle carte geografiche; per questo motivo il trio è stato denominato Atlanti. L’utilizzo di strumenti acustici abbinati alla chitarra elettrica fa sì che lo spettro sonoro del gruppo sia piuttosto ampio e oscillante dalle sonorità contemporanee ai clangori rock, mai però enunciati se non per la pura ricerca timbrica. Clarissa Durizzotto_clarinetto Roberto Fabrizio_chitarra elettrica Giovanni Maier_violoncello
FFP Lori Freedman, Gal Furlan e Giorgio Pacorig si sono incontrati per la prima volta come trio nello studio di Iztok Zupan il 14 ottobre 2025. Soddisfatti delle registrazioni, hanno deciso di pubblicare un album, “FFP”, uscito per l’etichetta di Iztok, Klopotec. L’album, come il live, fonde diverse tessiture sonore — spaziando dalle tonalità profonde del clarinetto basso ai suoni elettronici del sintetizzatore fino alle percussioni dinamiche — all’insegna della libera improvvisazione. Lori Freedman_clarinetti Gal Furlan_percussioni Giorgio Pacorig_synth Korg MS20
FORMA Free Music Impulse 2026 XVII Edizione è organizzata da Hybrida, con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia
venerdì 9 ottobre ore 21 | Azienda Agricola Giuseppe Maggiori | Colloredo di Monte Albano
Mutamassik (termine che in arabo significa “fortezza” o “tenacia”) è il nome d’arte di Giulia Loli, musicista, produttrice e turntablist di fama internazionale, nota per la sua fusione cruda di hip-hop elettronico, post-punk e ritmi tradizionali afro-asiatici. Attualmente di base in Africa orientale, la sua carriera – caratterizzata da una costante ricerca di nuovi confini sonori – spazia dall’avanguardia newyorkese degli anni ’90 fino a Il Cairo, Amsterdam e la Tanzania. Oltre a essere una virtuosa del turntablism, è una polistrumentista che integra strumentazione tradizionale, elettronica e field recordings nelle produzioni per le sue etichette: Sa’aidi Hardcore Productions, KMTZ Records e KMT BBB USA. Ha collaborato con figure leggendarie dell’avanguardia, tra cui David Byrne, Marc Ribot, Butch Morris, Greg Tate, Elliott Sharp, Arto Lindsay, George Lewis, Fathy Salama e i Musicians of the Nile. Ha inoltre fondato il progetto collaborativo Rough Americana insieme al chitarrista Morgan Craft. Ancient Indigenous Africans: nel suo recente lavoro sviluppato in Africa orientale, ha formato un duo con il cantante e cantastorie Lengai Loita, fondendo canti guerrieri Maasai con sonorità sperimentali, energia punk e live electronics.
DragoverdexBelladonna (DV¥BD) è nato per essere e rimanere un side project di Rella (ONDAKEIKI, Everest Magma, Rella The Woodcutter, Eternal Zio) e Dave (Arabia Saudade, XY/Bestia Ferita, Word Wars), pensato per testare i propri limiti e le proprie capacità di approcciarsi a dei generi che hanno sempre ascoltato, ma con cui non si sono mai cimentati concretamente. DragoverdexBelladonna possono essere rettili magici e reiette insorte, ma anche fontanelle pubbliche e piante psicotossiche; un’overdose di awkwardness ma anche un tot di swag; è la festa nello zaino, ma anche concetti dentro al cranio. DV¥BD: antirap, antipunk, no soul, nobody
FORMA Free Music Impulse 2026 XVII Edizione è organizzata da Hybrida, con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia
sabato 3 ottobre ore 19 | Le(Serre | Strada dell’Artigiano 26/7 Basaldella (UD)
Field studies set live è una diffusione multicanale dal vivo, in cui registrazioni ambientali – effettuate in contesti naturalistici e urbani – si sovrappongono e alternano a interventi elettronici realizzati con sintetizzatori modulari analogici. Suoni elettronici astratti e mimetici, field recording e accenni melodici abitano un unico ambiente sottilmente irreale, e vengono proiettati attraverso speaker ad alta fedeltà e un set di piccoli altoparlanti disposti nello spazio del concerto, creando piccole geografie temporanee di suono, alternando ascolto immersivo e localizzato, e invitando a un’esperienza d’ascolto meditativa e immaginifica.
Glauco Salvo è un musicista attivo nella scena di sperimentazione sul suono in Italia, con particolare interesse nei confronti di esperienze d’ascolto non convenzionali, tecniche e tecnologie di registrazione e riproduzione del suono in relazione a percezione e immaginazione. Dal 2020 raccoglie i suoi lavori su Field Studies, serie indipendente di pubblicazioni audio, laboratori e concerti focalizzati su field recording e musica elettronica; compone e suona dal vivo musica per danza contemporanea e performance collaborando con Cristina Kristal Rizzo, Annamaria Ajmone, Aristide Rontini, Parini Secondo, Gaia Ginevra Giorgi, Erica Meucci/Laagam. Ha curato suono e musiche di diversi lavori audio- video e installazioni multimediali con il collettivo di narratori video Lele Marcojanni. Dal 2009 è parte della band alternative-folk Comaneci, e ha suonato con artisti come Enrico Malatesta, Giovanni Lami, Marco Parente, Alessandro Bosetti, Amycanbe, Giovanni Succi, Setti. Con Enrico Malatesta e Giovanni Lami è fondatore di MU, collettivo e organizzazione indipendente per la promozione di pratiche sonore non convenzionali, e con il quale cura – in collaborazione con Magma – il festival Elementi. Nel 2022-23 si è occupato della produzione artistica dell’album di debutto del duo alternative-hyperpop Bremo, in collaborazione con Alberto Ricca/Bienoise. Ha all’attivo decine di pubblicazioni discografiche con etichette come Wallace Records, Dinzu Artefacts, Santeria, Kohlhaas, e ha presentato il suo lavoro in Italia e in tutta Europa e tenuto laboratori in festival di arti performative e università.
Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti
Evento promosso daLe(Serre, in collaborazione con Hybrida, perFORMA Free Music Impulse 2026 XVII Edizione, con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia
Gli OvO sono sempre stati una delle band più attive della scena noise rock mondiale. Sono conosciuti praticamente ovunque grazie a oltre 1000 concerti, alla loro vasta produzione e alla loro musica originale. Sono un duo formato da una piccola cantante e chitarrista posseduta (Stefania Pedretti) e da un enorme batterista che suona un mini-set come se fosse una batteria metal completa (Bruno Dorella). Le loro performance dal vivo sono leggendarie. Gli OvO hanno suonato in tutto il mondo. Quello che fanno non è facile da categorizzare. Non è noise, non è metal, non è doom, non è punk, non è rock and roll, anche se c’è un po’ di tutto questo messo assieme. L’uso massiccio dell’elettronica conferisce loro persino un tocco industrial. Il loro nuovo e undicesimo album “Gemma” è stato pubblicato il 3 ottobre 2025 dall’etichetta canadese Artoffact Records: un atto di creazione electro-metal con cui gli OvO hanno celebrato i loro venticinque anni di attività.
Come una semina che si fa promessa, Gemma è infatti un invito a rigenerarsi, a riscoprire le potenzialità nascoste in ogni cosa. È una danza di esplorazione tra la natura umana, la materia e il mistero dell’esistenza, un viaggio che rifiuta la staticità. La musica degli OvO, già leggendari nel vasto panorama tra noise rock, industrial metal e avant-doom, prosegue nel segno delle perenne reinvenzione, cercando un’ulteriore sintesi tra elettronica e sperimentazione, riallacciandosi in questo ai coraggiosi e acclamati album immediatamente precedenti, cioè Miasma del 2020 e Ignoto del 2022.
Ciascun episodio di Gemma è come un atto di creazione: Stagno, Orocromo, Cobalto, Zolfo, Neon, Rame evocano un passaggio alchemico attraverso gli elementi, verso una forma di vita new weird che rifiorisce, esplode, muta.
L’elettronica si amalgama sempre più alle chitarre di Stefania Pedretti (Alos) e alle percussioni di Bruno Dorella (Bachi da Pietra, Ronin, Sigillum S), forgiando una lega ancora più solida e coesa, in cui le sostanze di base si fondono e confondono, unite dalla voce unica e inconfondibile di Pedretti, che diventa la chiave che scioglie tutte le barriere, plasmando una lingua personale, un canto senza tempo.
Pedretti e Dorella hanno le idee chiare sugli intenti fondamentali del lavoro: «Gemma è una riflessione sul cambiamento, un seme che germoglia nel terreno fertile di nuovi input. Gemma è metamorfosi, una sfida all’immobilità. È un gesto artistico che mira a ridisegnare i confini, ad andare oltre il già sentito, verso inediti orizzonti sonori».
GØRNË Quartetto strumentale che offre una nuova prospettiva sulla struttura delle canzoni tramite la sperimentazione. Un viaggio sonoro senza meta evidente lascia spazio al pubblico di perdersi e ritrovarsi tra distorsioni abrasive, percussioni eleganti, linee di basso che uniscono più generi e strutture astratte.
Piotre dj set Che musica può mettere un appassionato di musica a 3600°C? Quella che vi fa muovere il piedino, non importa se incisa nel 1957 o nel 1999 o nel 2025.. l’ importante è esserci!
FORMA Free Music Impulse 2026 XVII Edizione è organizzata da Hybrida, con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia
sabato 19 settembre ore 21 | Azienda Agricola Giuseppe Maggiori | Colloredo di Monte Albano
Dhuma Dance
I Dhuma Dance sono l’evoluzione futuristica dell’afrobeat. Il loro sound è un mix esplosivo e ipnotico che unisce il calore del groove ancestrale all’energia della pura elettronica. Un cuore pulsante di percussioni travolgenti e poliritmi si fonde con un basso magnetico, riff di chitarra affilati, synth avvolgenti e i beat serrati della drum machine. Non è solo musica, è un invito a perdere il controllo: un viaggio sonoro ad alto tasso di ritmo, nato oggi per far ballare il domani. www.instagram.com/dhuma_dance/ distrokid.com/hyperfollow/dhumadance/vol-1/
PRAED
Sacro e profano. Praed è la creatura (attiva dal 2006) dei due musicisti Raed Yassin – alle tastiere, sintetizzatori ed elettronica – e Paed Conca, – al clarinetto, basso e ulteriori suoni elettronici. I due uniscono la “shaabi” egiziana, la musica popolare e dunque profana, a quella “mouled“, suonata nelle cerimonie di trance religiosa: il sacro, appunto. Il risultato finale è una miscela vicina al rock psichedelico, il kraut rock e certe forme di jazz semplificato, jammato e dilatato all’infinito. A fare da filo rosso, scale arabeggianti e suoni sintetici che sembrano usciti dal futuro anteriore della penisola araba: macchine ricoperte di polvere desertica che emettono i vagiti di un futuro che non hanno mai conosciuto. Un rito sciamanico elettronico che vi farà viaggiare rimanendo fermi, incastrati in un eterno presente. Il duo, dopo aver pubblicato nell’ottobre dell’anno scorso l’ambizioso ‘The Dictionary of Lost Meanings’ – assieme a un’orchestra di 16 elementi- a nome Praed Orchestra!, torna in questo 2026 col nuovo disco ‘Al Wahem’, uscito per le labels libanesi Ruptured e Annihaya. Un disco fisico e politico, in grado di far convivere la polvere delle strade del Cairo con la freddezza industriale di Berlino. Un ascolto totale, disorientante e assolutamente imperdibile per gli amanti delle contaminazioni senza confini. www.paed.ch/praed/ praed.bandcamp.com/album/al-wahem-ruptured-annihaya
Santa Maria de la psicodelia
Dalle profondità sonore di una Colombia magica e in ebollizione, Santa Maria de la psicodelia conduce un viaggio tra elettronica tropicale, percussioni rituali e psichedelia digitale. Un set che accende il corpo e apre portali: tra cumbia mutante, dembow allucinato e ritmi in trance. Santa Maria de la psicodelia è il nome d’arte della musicista, polistrumentista e produttrice colombiana Maria Mallol Moya, nota anche come Natura Morta. www.instagram.com/santamaria_delapsicodelia/ soundcloud.com/maria-422063930
Ingresso 10 € /// I biglietti saranno disponibili solo all’ingresso
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