Ci pensavo l’altro giorno: mi ÃĻ capitato, mi pare piÃđ di una volta, di paragonarmi ad un ragno.
Mi piace.
Ho tessuto pazientemente una trappola in cui far cadere Y.
Ho sbagliato di grosso, sottovalutando le proporzioni: la mia ragnatela ÃĻ nascosta in un angolino. Chi passa puÃē vederla solo se alza lo sguardo. Sono rimasta rannicchiata nella parte alta dello stipite di una porta e troppo tardi mi sono accorta che le stanze del palazzo sono milioni.
Quello che faccio adesso ÃĻ correre giÃđ per il muro e sparire.
La mia ragnatela resterà a sfilacciarsi col tempo, o sarà spazzata via.
Ci sarà qualche nuovo ospite che si chiederà dove possa essere capitato.
Spero per lui che si liberi in fretta dai filamenti viscosi.
Io l’ho appena fatto.
tornadanoi
sabato 29 ottobre 2011
venerdÃŽ 28 ottobre 2011
Un orgasmo
Hai parlato quasi sempre tu, mentre io restavo a guardarti inebetita. La tua sola presenza bastava a stordirmi, eri (sei) tutto quello di cui avevo (ho) bisogno.
Non hai citato casa nostra, ora hai il tuo mondo di storie e di illusioni dove rifugiarti. Roba che covava da tempo, che forse fa un salto di qualità . Ora che so dove sei, e che non sei ostile, so di poter tornare ogni tanto a dare un'occhiata a questo tuo mondo.
Ho cercato di essere lucida, quasi distaccata. Ho provato a controbattere ad argomenti su cui non ero d'accordo. Ma una parte di me, quella meno razionale, assorbiva ogni dettaglio del nostro incontro e mi faceva emozionare con le sensazioni dei nostri ricordi piÃđ belli.
Ci sono tonnellate di pensieri che non sono ancora riuscita a condividere con te, Y. Una parte ÃĻ scritta nei post pubblicati. Tutto il resto uscirà dalla mia bocca, a suo tempo, parola per parola.
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Non hai citato casa nostra, ora hai il tuo mondo di storie e di illusioni dove rifugiarti. Roba che covava da tempo, che forse fa un salto di qualità . Ora che so dove sei, e che non sei ostile, so di poter tornare ogni tanto a dare un'occhiata a questo tuo mondo.
Ho cercato di essere lucida, quasi distaccata. Ho provato a controbattere ad argomenti su cui non ero d'accordo. Ma una parte di me, quella meno razionale, assorbiva ogni dettaglio del nostro incontro e mi faceva emozionare con le sensazioni dei nostri ricordi piÃđ belli.
Ci sono tonnellate di pensieri che non sono ancora riuscita a condividere con te, Y. Una parte ÃĻ scritta nei post pubblicati. Tutto il resto uscirà dalla mia bocca, a suo tempo, parola per parola.
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giovedÃŽ 27 ottobre 2011
Noi
Ho ingollato chissà cosa da una lattina trovata in giro, giusto per darmi un tono davanti ai tuoi amici.
Mi vergognavo. Non penso sapessero chi io fossi, ma mi vergognavo lo stesso.
In fin dei conti due “Mister” già lo sanno. Mi sono arresa, ho dovuto fare il primo passo, e per cominciare punirmi in pubblico, srotolando a fatica i miei sentimenti e la mia coscienza.
Eri dall’altra parte della città , fisicamente ma soprattutto mentalmente. Non eri arrabbiata con me, non era questo il motivo per cui non mi parlavi piÃđ. Semplicemente, ma questo riduce appena il dolore, mi hai ignorata perchÃĐ nella tua testa non c’era abbastanza spazio per me, ma solo per i tuoi pensieri, i progetti, la ribellione.
Al solito, torno ad essere in bilico tra amore e odio. La lotta tra i miei sentimenti ÃĻ in corso e lo sarà per una vita, ma almeno posso dire di capirti un po’ di piÃđ.
Forse, e sottolineo forse, sto capendo un po’ di piÃđ anche me stessa.
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Mi vergognavo. Non penso sapessero chi io fossi, ma mi vergognavo lo stesso.
In fin dei conti due “Mister” già lo sanno. Mi sono arresa, ho dovuto fare il primo passo, e per cominciare punirmi in pubblico, srotolando a fatica i miei sentimenti e la mia coscienza.
Eri dall’altra parte della città , fisicamente ma soprattutto mentalmente. Non eri arrabbiata con me, non era questo il motivo per cui non mi parlavi piÃđ. Semplicemente, ma questo riduce appena il dolore, mi hai ignorata perchÃĐ nella tua testa non c’era abbastanza spazio per me, ma solo per i tuoi pensieri, i progetti, la ribellione.
Al solito, torno ad essere in bilico tra amore e odio. La lotta tra i miei sentimenti ÃĻ in corso e lo sarà per una vita, ma almeno posso dire di capirti un po’ di piÃđ.
Forse, e sottolineo forse, sto capendo un po’ di piÃđ anche me stessa.
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mercoledÃŽ 26 ottobre 2011
Meno tre
Ancora tre post dopo questo, giusto per tirare le somme. Avrei potuto chiudere tutto già da un po’.
Nessuna crisi, nÃĐ noia, nÃĐ altre lamentele in cerca del “ti prego continua”.
Semplicemente, la storia ÃĻ finita. Quella virtuale, almeno. I miei post sono scollegati dagli eventi, scrivo sempre dopo qualche tempo che si sono verificati. Se sono tornata a scrivere qui ÃĻ perchÃĐ ci avevo quasi (ripeto, quasi) fatto l’abitudine. E io sono abitudinaria. Sarà difficile dire addio.
Il mio rapporto con Y ha trovato una nuova svolta. Una delle tante che caratterizzano il nostro rapporto tormentato, coi suoi alti e bassi. Con la voglia di complicità e l’affetto, ma anche con le piccole invidie e le forzate sopportazioni, come penso sia normale tra sorelle.
Questo nuovo capitolo va vissuto lontano da tastiere e illusioni. Niente bit, nÃĐ autocommiserazione.
Solo aria e carne, mani nelle mani, corde vocali e timpani, occhi che guardano altri occhi.
Penso di essere cambiata, ma mi sto dilungando in queste parole finali.
à evidente: odio ancora gli addii.
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Nessuna crisi, nÃĐ noia, nÃĐ altre lamentele in cerca del “ti prego continua”.
Semplicemente, la storia ÃĻ finita. Quella virtuale, almeno. I miei post sono scollegati dagli eventi, scrivo sempre dopo qualche tempo che si sono verificati. Se sono tornata a scrivere qui ÃĻ perchÃĐ ci avevo quasi (ripeto, quasi) fatto l’abitudine. E io sono abitudinaria. Sarà difficile dire addio.
Il mio rapporto con Y ha trovato una nuova svolta. Una delle tante che caratterizzano il nostro rapporto tormentato, coi suoi alti e bassi. Con la voglia di complicità e l’affetto, ma anche con le piccole invidie e le forzate sopportazioni, come penso sia normale tra sorelle.
Questo nuovo capitolo va vissuto lontano da tastiere e illusioni. Niente bit, nÃĐ autocommiserazione.
Solo aria e carne, mani nelle mani, corde vocali e timpani, occhi che guardano altri occhi.
Penso di essere cambiata, ma mi sto dilungando in queste parole finali.
à evidente: odio ancora gli addii.
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lunedÃŽ 24 ottobre 2011
Nessun problema
Vedo che hai sempre tanto da fare.
No, non mi manca quel buco di ufficio.
Dai, in generale va tutto bene.
Lo so, non sono un animale notturno...magari ci si incontra in giro, di nuovo.
Bla. Bla. Bla.
Di punto in bianco gli chiedo se ha sentito mia sorella, visto che io invece non ho notizie da tempo.
Ha incassato il colpo, perchÃĐ mi ha guardato confuso. A sbloccarlo devono essere stati i miei occhi.
Mi ha dato l’indirizzo, avvertendomi perÃē che l’avrebbe messa al corrente del mio arrivo.
Nessun problema, ormai sono pronta a tutto.
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No, non mi manca quel buco di ufficio.
Dai, in generale va tutto bene.
Lo so, non sono un animale notturno...magari ci si incontra in giro, di nuovo.
Bla. Bla. Bla.
Di punto in bianco gli chiedo se ha sentito mia sorella, visto che io invece non ho notizie da tempo.
Ha incassato il colpo, perchÃĐ mi ha guardato confuso. A sbloccarlo devono essere stati i miei occhi.
Mi ha dato l’indirizzo, avvertendomi perÃē che l’avrebbe messa al corrente del mio arrivo.
Nessun problema, ormai sono pronta a tutto.
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domenica 16 ottobre 2011
Exit strategy
Succede all’improvviso, e dura il tempo di un lampo.
G riaccende il motore, distogliendomi dai pensieri. Mi fa cenno di voler parcheggiare davanti al furgone, forse per bloccarne la fuga; si sarà immedesimata un po’ troppo nel ruolo di spia, o sarà stata un’idea geniale di Volpino.
In quel momento, dalla galleria d’arte esce Mister C. Controlla un foglio di carta, poi si accorge di me.
Al rallentatore, solleva la testa, guarda prima la macchina che fa qualche goffa manovra davanti al furgone, quindi me, dall’altro lato della strada. Sembra stupito, ma le labbra si allargano in un sorriso.
Non ÃĻ come Mister X o gli altri del giro di Y, ÃĻ uno a cui piace farsi vedere e che con me cederebbe sicuramente a qualche domanda di troppo.
Per questo, con enorme sforzo, cerco di sembrare sicura mentre vado da lui.
Sorrido.
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G riaccende il motore, distogliendomi dai pensieri. Mi fa cenno di voler parcheggiare davanti al furgone, forse per bloccarne la fuga; si sarà immedesimata un po’ troppo nel ruolo di spia, o sarà stata un’idea geniale di Volpino.
In quel momento, dalla galleria d’arte esce Mister C. Controlla un foglio di carta, poi si accorge di me.
Al rallentatore, solleva la testa, guarda prima la macchina che fa qualche goffa manovra davanti al furgone, quindi me, dall’altro lato della strada. Sembra stupito, ma le labbra si allargano in un sorriso.
Non ÃĻ come Mister X o gli altri del giro di Y, ÃĻ uno a cui piace farsi vedere e che con me cederebbe sicuramente a qualche domanda di troppo.
Per questo, con enorme sforzo, cerco di sembrare sicura mentre vado da lui.
Sorrido.
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sabato 15 ottobre 2011
Un segreto
Lasciamo per un attimo correre la fantasia. Diamo pure per assodato che la mamma abbia notizie: non riesco a capire perchÃĐ tenere il segreto in famiglia. Forse ti ha aiutata e non lo deve sapere nessuno. Ma perchÃĐ tenermi fuori, troppo assurdo per avere un senso.
Parliamoci chiaro, se avevi intenzione di parlare con me o scrivermi in chat potevi benissimo farlo anche dal deserto piÃđ sperduto. Il fatto che tu l’abbia evitato, devo essere sincera, inizia a ferirmi.
Non so davvero cosa pensare. Chiudo questa pagina di diario con una sensazione di fastidio che difficilmente mi scrollerÃē di dosso.
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