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Palici

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Palisci Iovis & Thaliae filii, calcografia di Theodor de Bry per il Tractatus posthumus de divinatione & magicis præstigiis di Jean-Jacques Boissard (Oppenheim, 1615)

I Pàlici (in greco antico Παλικοί?, Palikoi; in latino Palicī; pàlico al singolare) sono una coppia di divinità gemelle ctonie sicule della mitologia sicula, greca e romana.

Il nome dei Palici (in greco antico Παλικοί, Palikoí) ha sollevato diverse ipotesi interpretative tra i mitografi antichi e la linguistica moderna:

  • **Ipotesi eziologica antica:** Tramandata dallo storico Polemone di Ilio, la parola deriverebbe dall'unione dei termini greci πάλιν (pálin, "di nuovo") e ἵκω (híkō, "giungere" o "ritornare"). Il significato letterale sarebbe "coloro che ritornano", un chiaro riferimento mitologico al loro bizzarro parto sotterraneo e alla successiva emersione dalle viscere della terra.[1]
  • **Ipotesi linguistica moderna:** Gli studi di indoeuropeistica (tra cui le tesi di Albert Carnoy) suggeriscono un'origine pre-greca legata alle caratteristiche fisiche del loro luogo di culto. Il nome deriverebbe dalla radice indoeuropea *pel- (che indica il colore grigio, livido o pallido, da cui il greco πελιός, peliós). Questa spiegazione si sposa perfettamente con l'aspetto delle acque sulfuree e fangose del lago Naftia, costantemente torbide e grigiastre.[2]

Figli di Efesto[3] (Adrano[3] per i sicelioti e di Etna.[3] o di Zeus[2] e della ninfa autoctona Talia.[2]

Non sono noti i nomi di eventuali mogli o progenie.

Il nucleo principale del mito dei Palici è strettamente legato alla loro natura di divinità ctonie (sotterranee) e all'origine eziologica delle sorgenti termali della Piana di Catania.

La nascita sotterranea

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Secondo il racconto dello storico Polemone di Ilio, i due gemelli sono figli di Zeus e della ninfa Talia, che rimasta incinta e cercando di sfuggire dalla gelosia di Era (la moglie di Zeus), implorò Zeus e la Terra (Gea) di essere nascosta nelle profondità del suolo. La richiesta venne esaudita e Talia rimase celata nelle viscere della Sicilia per tutta la durata della gestazione. Al momento del parto, i due gemelli nacquero uscendo direttamente dalle profondità del suolo attraverso le fessure della terra. Da qui il nome eziologico di "ritornati alla luce".[4]

Testimonianze e geografia mitica

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Queste divinità erano profondamente radicate nella parte orientale della Sicilia antica. Lo storico Diodoro Siculo descrive dettagliatamente il loro santuario, narrando dei crateri vulcanici dai quali sgorgavano acque sulfuree che perennemente ribollivano, identificati dagli archeologi moderni con l'antico lago Naftia nei pressi di Palagonia.[5]

La fama dei gemelli si espanse oltre i confini dell'isola, venendo recepita nella letteratura latina: sono infatti menzionati nelle Le Metamorfosi[6] e nell'Eneide. Quest'ultimo descrive un tempio a loro dedicato nei pressi del fiume Simeto, vicino al quale sorgeva un bosco sacro dove l'eroe siculo Arcente aveva addestrato suo figlio alle armi.[7]

Assimilazioni e culti affini

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Nelle testimonianze dei drammaturghi greci (tra cui le stesse Le etnee di Eschilo), la forte associazione dei Palici con i fenomeni vulcanici e con i rituali misterici sotterranei portò i coloni a assimilarli parzialmente ai Cabiri di Samotracia,[8] anch'essi legati alle fucine vulcaniche. Tra le figure mitiche locali connesse al loro contesto si ricorda l'eroe siculo Pediocrate,[9] al quale le popolazioni indigene offrivano sacrifici e libagioni per scongiurare le carestie e propiziare la fertilità dei campi.[10]

Il culto dei Palici era incentrato attorno a due piccoli laghi che emettevano vapori sulfurei nelle vicinanze di Mineo e Palagonia che i Siculi ritenevano molto profondi e associati al mondo sotterraneo. Accanto ai laghetti fu costruito il santuario dedicato ai Palici e in seguito, nell'area fu fondata la città sicula di Paliké. Nel santuario si esercitavano il giuramento ordalico, l'oracolo e l'asilo. Il giuramento avveniva attorno alle cavità da cui sgorgavano getti d'acqua. Ivi si poteva stabilire un contatto con la divinità a condizione che il chiamato in giudizio rispettasse un rituale. Il giurante si avvicinava alle cavità e pronunciava la formula del giuramento, iscritta su una tavoletta, che veniva gettata in acqua, se questa non galleggiava l'uomo veniva ritenuto spergiuro e punito con la morte o la cecità. L'oracolo indicava la divinità e il tipo di sacrificio necessario ad ottenere il favore. All'interno del santuario potevano trovare rifugio gli schiavi maltrattati da padroni crudeli. Questi ultimi non potevano portar via con la forza i loro servi, se non dopo aver garantito con un giuramento ai Palici di trattarli umanamente.[11]

  1. Ezio Pellizer, Palici (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013, pp. 217. URL consultato il 24 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
  2. 1 2 3 Cfr. Eschilo, Le Etnee, fr. 6 Radt, citato in Ezio Pellizer, Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013, p. 217.
  3. 1 2 3 (EN) Stefano di Bisanzio, Ethnica, s.v. Παλική;, su topostext.org. URL consultato il 10 giugno 2026.
  4. Cfr. Polemone, Sui fiumi mirabili, fr. 83, conservato in Macrobio, Saturnalia, V, 19, 15.
  5. (EN) Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, Libro 14, 37.5, su topostext.org. URL consultato il 10 giugno 2026.
  6. (EN) Ovidio, Le Metamorfosi, Libro V, 385., su topostext.org. URL consultato il 10 giugno 2026.
  7. (EN) Virgilio, Eneide, Libro V, 385., su topostext.org. URL consultato il 10 giugno 2026.
  8. (EN) Strabone, Geografia, Libro X, 3.21, su topostext.org. URL consultato il 10 giugno 2026.
  9. Guido Libertini, Palici, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
  10. Emanuele Ciaceri, Culti e miti nella storia dell'antica Sicilia, Catania, 1911.
  11. Spoto, p. 70.
  • Emanuele Ciaceri, Culti e miti nella storia dell'antica Sicilia, Catania, Brancato, 2004, ISBN 88-8031-059-3.
  • Nicola Cusumano, Ordalia e soteria nella Sicilia antica. I Palici, Mytos rivista di storia delle religioni.
  • Nicola Cusumano, Siculi, in Ethne e religioni nella Sicilia antica, Atti del Convegno internazionale (Palermo 6-7 dicembre 2000), Roma, 2006, pp. 121-145.
  • Salvatore Spoto, Il grande libro dei misteri della Sicilia risolti e irrisolti. L'enigma dei Palici e di un misterioso idoletto, Roma, Newton Compton editori, 2006, pp. 70-74, ISBN 978 88 541 2715 9.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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  • Palici (mitologia greca), su Mitologia Siciliana. URL consultato il 13 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2009).
Controllo di autoritàVIAF (EN) 13146259 · CERL cnp00561845 · GND (DE) 120747537