Vai al contenuto

Hormozgan

Coordinate: 27°11′N 56°16′E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Hormozgan
provincia
استان هرمزگان
Localizzazione
StatoIran (bandiera) Iran
Amministrazione
CapoluogoBandar Abbas
Territorio
Coordinate
del capoluogo
27°11′N 56°16′E
Superficie71 193 km²
Abitanti1 776 415[1] (2016)
Densità24,95 ab./km²
Shahrestān13
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+3:30
ISO 3166-2IR-22
Cartografia
Hormozgan – Localizzazione
Hormozgan – Localizzazione

L'Hormozgan (in persiano استان هرمزگان) è una delle trentuno province dell'Iran. Il suo capoluogo è Bandar Abbas, uno dei 20 grandi centri urbani del paese.[2]

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]

Questa provincia è la più meridionale del Paese e si affaccia sul Golfo Persico e sul mare dell'Oman.[2]

Fanno parte della provincia 14 isole dislocate tra lo stretto di Hormuz e il Golfo Persico: Abu Musa, Faror e Bani Faror, Hendurabi, Hengam, Hormuz, Kish, Larak, Lavan, Qeshm, Sirri, la Grande e la Piccola Tunb.[3]

Il clima della provincia è secco e caldo, con caratteristiche semidesertiche e desertiche. Sulla costa il clima è assai caldo e umido in estate, più mite in inverno.[2]

Le città portuali di questa provincia ebbero grande rilevanza sin dall'antichità. Già a partire dal IV secolo a.C. diversi testi greci menzionavano l'area del Golfo Persico e del mare dell'Oman, intesi come "mare persiano".[2] Diversi reperti archeologici dimostrano come la navigazione si fosse sviluppata in quel periodo, in particolare facendo riferimento alle tratte marittime dei Babilonesi nel corso del VII secolo a.C., nonché alle navigazioni effettuate ai tempi di Nearco, un fedelissimo di Alessandro Magno.[4]

Nel 1506 d.C. i portoghesi circondarono l'isola di Hormuz per ostacolare i traffici egiziani e veneziani nel Golfo Persico. L'isola rientrò poi in mano persiana con scià ʿAbbās I il Grande, aiutato dagli inglesi.[4]

Dopo la prima guerra mondiale il Golfo Persico assunse una grande importanza strategica ed economica in qualità di maggiore centro mondiale del settore petrolifico e di fonte di sviluppo industriale. Ciò attrasse l'attenzione di molte potenze straniere.[5]

Monumenti e luoghi di interesse

[modifica | modifica wikitesto]
Il Kariz-e Kish
Il palazzo Fekri
La città antica di Harireh

Segue una lista di siti di interesse della provincia.

  • La città sotterranea (Kariz-e Kish), che comprende un acquedotto sotterraneo (qanat) nell'isola di Kish. Già 2500 anni fa questo acquedotto serviva gli abitanti dell'isola di acqua dolce e potabile. La superficie di questa rete sotterranea è di 10.000 mq e la profondità è di 16 m sotto il livello del mare. I soffitti di questa città sotterranea sono alti 8 m e sono composti perlopiù da fossili, conchiglie e coralli che hanno un'età pari a milioni di anni.[5]
  • Il palazzo Fekri, uno dei più importanti edifici di epoca qajara della città di Bandar Lengeh. Possiede intarsi e stucchi ornamentali.[5]
  • Il palazzo di Kolah Farangi di Bandar Abbas. Il suo nome significa "cappello occidentale" ed è stato costruito in epoca safavide ispirandosi all'architettura europea di quel tempo.[5]
  • Il castello di Hezareh (Bibi Minu), l'unico edificio storico della città di Minab. Fu sede del governo locale sino al periodo qajar. Bibi Minu e Bibi Nazarin sono le due sorelle leggendarie che avrebbero costruito la città, secondo gli abitanti della zona.[5]
  • La moschea di Manbar-e Khonhe di epoca safavide, sita a ovest di Bandar Abbas.[5]
  • La moschea del venerdì di Qeshm, costruita nel 1672. La sala per la preghiera ha una pianta rettangolare e al centro presenta due file di 16 colonne.[6]
  • Il castello di Hormuz, costruito nel 1507 dai portoghesi sull'omonima isola.[6]
  • L'antico molo del porto di Laft, che consiste in rovine di un molo costruito con pietre sporgenti che venne utilizzato dai Medi, dagli Achemenidi e dai Sasanidi. Si trova nella cittadina di Laft.[6]
  • Le grotte di Kharbas di epoca sasanide, dotate di una fonte d'acqua dolce. Presso di esse sono stati rilevati reperti in ceramica e di altro tipo.[6]
  • La città antica di Kong, sviluppatasi sulle colline del porto cittadino. Le sue rovine risalgono a 3000 anni fa. Venne sotterrata in seguito a un incendio o per effetto di un terremoto.[7]
  • La città antica di Harireh, le cui rovine coprono un'area di 120 ettari, il ché lascia intuire che un tempo fosse una città prospera con molti abitanti.[7]
  • Il castello portoghese di Qeshm, eretto nel 1620. Possiede due cinte murarie e quattro torri di avvistamento. Al suo interno sono ancora presenti dei cannoni ricoperti di ruggine.[7]
  • Il tempio rupestre di Mitra, posto dietro a una parete rocciosa nel cuore di una lunga catena montuosa, sulla via che porta a Kharbas. Vi si accede tramite l'apertura di una grotta, oltre la quale è possibile vedere la sala del mitreo di epoca dei Medi in cui si celebravano riti funebri.[7]
  • La grotta di Namakdan lunga 6850 m, la più grande grotta naturale di sale al mondo. Si trova sull'isola di Kish.[7]
  • Le iscrizioni rupestri di Bad Afshan.[7]
  • Il castello di Khamir.[7]
  • Il villaggio di Ab Garm-e Khurgu, famoso per le sorgenti termali di acqua calda.[8]
Il Museo di antropologia del Golfo Persico di Bandar Abbas

Bandar Abbas ospita il Museo di antropologia del Golfo Persico, sito all'interno di un antico tempio induista. I reperti che esso ospita risalgono alle precedenti civiltà delle isole dell'Hormozgan e sono compresi di oggetti e monete antiche, vestiti locali, utensili e prodotti dell'artigianato tradizionale.[7]

La musica tradizionale di questa provincia condivide molti tratti con la musica africana, in quanto questa terra fu meta di emigrazione per diversi popoli dell'Africa sin dall'antichità. Un noto genere musicale di questa provincia è il sabalu che consiste in canti accompagnati da uno strumento musicale chiamato dayareh e da danze di chiara ispirazione africana.[9]

Altri generi musicale autoctoni sono lo yazle, interpretato da gruppi non professionisti e accompagnato esclusivamente dal battito delle mani, e il liwa (chiamato anche bandari, ovvero "musica portuale"), influenzato dalla musica araba e africana, soprattutto da Zanzibar. Lo zar invece è un antico genere musicale ed è definito "musica del lamento". Viene eseguito con il "tabire" o "tanbure" dal Baba Zar, il leader del gruppo musicale, o da chiunque altro abbia ricevuto il suo permesso.[9]

Le specialità gastronomiche della provincia includono gamberi cotti a vapore, harise (grano e carne cucinati per diverse ore), qabuli (riso con legumi e datteri), kube, vari tipi di pesce, boryani (riso con carne e spezie), pekareh, mahyave, khorak-e singou (piatto a base di polpa di granchio), kuse kababi, moflak (il piatto più noto della provincia a base di grano, orzo e pesce), hala (frittata a base di uova, patate, cipolle e tamarindo), khorma roughani (dolce di farina fritta, datteri, aqcua di rose e zafferano), pane e sottaceti locali (torshi).[8]

Geografia antropica

[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative

[modifica | modifica wikitesto]
Shahrestāns dell'Hormozgan

La provincia è suddivisa in 13 shahrestān:

La tradizione artigianale della provincia vanta la produzione di svariati tipi di tessuti ricamati, oggetti in terracotta e ceramica, cesti e oggetti di paglia, stoffe di cordoncino, tappeti, coperte e lenzuola tradizionali, vari tipi di borse in tela e oggetti di artigianato marittimo.[8]

  1. (FA) Census of the Islamic Republic of Iran, 1395 (2016) (XLSX), su AMAR, The Statistical Center of Iran, p. 22. URL consultato il 19 dicembre 2022 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2022).
  2. 1 2 3 4 ICARII, p. 118.
  3. Sito del Ministero degli Esteri dell'Iran (archiviato dall'url originale il 9 agosto 2009).
  4. 1 2 ICARII, p. 119.
  5. 1 2 3 4 5 6 ICARII, p. 120.
  6. 1 2 3 4 ICARII, p. 122.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 ICARII, p. 123.
  8. 1 2 3 ICARII, p. 125.
  9. 1 2 ICARII, p. 126.
  • Istituto culturale dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran (a cura di), In Iran. Alla scoperta delle trentuno regioni persiane, Roma, Ponte Sisto, 2016, ISBN 978-8899290030.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàGND (DE) 4495828-6
  Portale Iran: accedi alle voci di Wikipedia che parlano dell'Iran