Dauni
| Dauni | |
|---|---|
| Luogo d'origine | Daunia |
I Dauni furono un'antica popolazione iapigia, che abitò il territorio più settentrionale della Iapigia che da loro prese il nome, confinando a nord-ovest con i Frentani, a ovest con Sanniti, a sud-ovest con gli Irpini, a sud con i Lucani, a sud-est con i Peucezi. Secondo la leggenda, Dauno era il re eponimo dei Dauni[1][2].
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Dauno, figlio di Licaone, re dell'Arcadia, e fratello di Enotro e Peucezio, sbarcò sulle coste della Puglia e scacciò gli Ausoni, fondando nuove città[1].
Quindi diede la figlia Evippe in sposa all'eroe acheo, Diomede, di ritorno dalla guerra di Troia, dopo che questo, approdato in Daunia, diede battaglia ai suoi nemici, sconfiggendoli[3].
Origini
[modifica | modifica wikitesto]I due storici greci Polibio e Strabone parlano della suddivisione della Iapigia in Daunia, Peucezia e Messapia come effetto dell'insediamento degli Iapigi, mentre ai romani Varrone e Plinio il Vecchio si deve la menzione dell'arrivo di Cretesi e Illiri, che avrebbero scacciato gli Ausoni, che abitavano il meridione. Secondo ipotesi moderne, i Dauni si sarebbero originati da popolazioni osco-umbre, integrate con popolazioni illiriche[4].
Uno studio genetico su individui dauni dell’Età del ferro (datati tra il XII e III secolo a.C.) evidenzia che questi presentano la massima affinità genetica con le popolazioni illiriche della prima età del ferro in Croazia e con le popolazioni formatesi in Italia durante l’epoca repubblicana romana, mentre meno evidenti risultano legami diretti con i Minoici/Cretesi o con i Greci/Arcadi dell’età del ferro. Lo studio conclude con l'ipotesi di una continuità genetica tra i Dauni e le popolazioni che abitavano la stessa area nei periodi precedenti all'età del Ferro, con possibili influssi di genti balcano\adratiche[5].
Cronologia
[modifica | modifica wikitesto]Dall'VIII secolo a.C. la Daunia intrattenne vivaci scambi con l'area campana. A causa della sua posizione eccentrica rispetto alle colonie greche e differenziata dalle altre due regioni degli Iapigi, la Daunia subì gli influssi della civiltà greca solo a partire dalla fine del V e dall'inizio del IV secolo a.C., principalmente ad opera di Taranto che la integrò nella sua koinè culturale[6]. L'ellenizzazione della Daunia, risultò accentuarsi tra il IV e III secolo a.C in conseguenza dei tentativi di Alessandro il Molosso prima, e Pirro dopo, di costituire un regno epiriota in Italia meridionale[7][8].
Tuttavia, dopo la sconfitta di Alessandro il Molosso, la Daunia subì una profonda oscizzazione ad opera dei Sanniti che scendevano dall'Appennino, tanto che la regione perse buona parte della precedente cultura iapigia[9][10]; dopo la penetrazione romana nella regione, a partire dal 326 a.C., si evidenziano ancora una volta influssi culturali etruschi dell'area campana[11].
Tali eventi agevolarono la diffusione della lingua osca, l'unica a comparire nelle legende delle antiche monete locali (di epoca antecedente al 300 a.C.[12]) rinvenute a Teanum Apulum, sul fiume Fortore[13]. Tuttavia nella Daunia meridionale il primitivo alfabeto dauno-messapico era ancora in uso, come dimostrato dalla casuale scoperta, avvenuta nel 2002 presso Bovino, l'antica Vibinum, nella valle del Cervaro, di un coppo iscritto risalente all'epoca pre-romana[14].
Con l'avvento della colonizzazione romana (la prima colonia, a Lucera, è dedotta nel 314 a.C.), il toponimo Daunia e lo stesso etnonimo Dauni cadono progressivamente nell'oblio; da allora i territori dauni, unitamente a quelli peuceti e a parte di quelli messapi, si definiscono univocamente Apulia, e tutti i suoi abitanti si chiamano indistintamente Apuli.[15]
Nel 279 a.C. soldati dauni, alleati ai romani, si trovarono a combattere contro la coalizione tarantina condotta da Pirro nella battaglia di Ascoli, vinta con forti perdite, tanto che a Pirro fu attribuita la celebre frase: Un'altra vittoria così e sarò perduto.
Genetica
[modifica | modifica wikitesto]Uno studio genetico del 2022 ha analizzato il DNA antico di resti ossei provenienti da tre necropoli pugliesi (Ordona, Salapia e San Giovanni Rotondo) situate nell’area storicamente associata ai Dauni durante l’età del ferro. Dallo studio i Dauni mostrano la massima affinità genetica con le popolazioni illiriche della prima età del ferro in Croazia e con le popolazioni formatesi in Italia durante l’epoca repubblicana romana. Legami diretti con i Minoici/Cretesi o con i Greci/Arcadi dell’età del ferro appaiono invece meno probabili. L’ipotesi più probabile sull’origine dei Dauni privilegia una continuità genetica tra i Dauni e le popolazioni che abitavano la stessa area nei periodi precedenti all'età del ferro, senza escludere tuttavia contributi aggiuntivi dall’area croata o balcanica, come del resto suggerito dai reperti materiali e dalle fonti storiche disponibili[16].
Arte
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Tra i reperti più significativi spiccano senz'altro le famose stele daunie, lastre funebri antropomorfe scolpite dell'VIII- VI secolo a.C., trovate nella piana sud di Siponto, ad Arpi, Herdonia e negli altri maggiori centri dauni dal Gargano al Subappennino, e oggi conservate per lo più nel museo archeologico nazionale di Manfredonia[senza fonte].
Rappresentano i defunti, fortemente stilizzati ed erano infisse verticalmente nel terreno, in corrispondenza delle sepolture di coloro che raffiguravano. Tra i simboli scolpiti sulle stele ricorre significativamente il simbolo del sole nascente (associato erroneamente alla svastica) e il fiore della vita.[17] e molti "circoli concentrici" che altro non sono che "segni d'acqua" (rappresentazione del sasso nello stagno!) sulle stele raffigurati quali simboli bene-auguranti di rinascita.
Tra IX e VIII sec. a.C. si assiste allo sviluppo di uno stile ceramico daunio, con tratti propri distinti dagli altri popoli iapigi, realizzato in gran parte senza tornio, con impasti chiari, forme soprattutto globulari/ovoidali e decorazioni geometriche inizialmente monocrome, che evolve tanto che se ne riconoscono tre fasi (Daunio I, II, III), interessate da una ampia diffusione extra-regionale lungo rotte transappenniniche e adriatiche. Questo stile inizia a declinare a partire dal IV sec. a.C., in piena ellenizzazione e con l’arrivo dei Romani[18].
Tra gli altri reperti di rilievo è doveroso citare anche il Trapezophoros di Ascoli Satriano, una famosa scultura senza precedenti analoghi, in marmo policromo, raffigurante due grifoni che sbranano una cerva[19].
Insediamenti
[modifica | modifica wikitesto]Nell’età del Ferro il sistema insediativo daunio si stabilizzò in due forme, un abitato compatto e uno sparso, quest'ultimo dato da una pluralità di nuclei abitativi separati da spazi liberi, interpretati anche come aree produttive o recinti per allevamento, fondato su gruppi chiusi a base parentelare[1][20].
Inizialmente si trattava di capanne e poi, dal VI sec. a.C., di costruzioni con fondazioni in pietra e progressivo passaggio a case con zoccolo in pietra e tetti di tegole. Nel IV-III sec. a.C. gli insediamenti sparsi si trasformarono in vere e proprii centri abitati[1].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 Dauni - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 28 gennaio 2026.
- ↑ Pier Giovanni Guzzo, Dauni, in Enciclopedia Italiana, V appendice, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991. URL consultato il 19 ottobre 2021.
- ↑ Šime Ljubić, Dizionario biografico degli uomini illustri della Dalmazia, Rod. Lechner, 1856, p. 111.
- ↑ (FR) Briquel Dominique, Le problème des Dauniens, su persee.fr (archiviato il 10 febbraio 2023).
- ↑ The Genetic Origin of Daunians and the Pan-Mediterranean Southern Italian Iron Age Context
- ↑ Ettore Maria De Juliis, L’origine delle genti iapigie e la civiltà dei Dauni, in AA.VV:, Italia. Omnium terrarum alumna. La civiltà dei veneti, reti, liguri, celti, piceni, umbri, latini, campani e iapigi, Milano, 1988, pp. 617-618, ISBN 8876441093.
- ↑ Si vedano E. M. De Juliis, op. cit., p. 639; e F. Grelle, La parabola della città, in M. Mazzei (a cura di), Arpi.L’ipogeo della Medusa e la necropoli, Foggia, 1995, p. 56, ISBN 88-7228-150-4, SBN RCA0804441.
- ↑ Giuseppe M. Della Fina, Dalla capanna al palazzo. Edilizia abitativa nell'italia preromana, in Atti del XXIII Convegno Internazionale di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria. URL consultato il 27 gennaio 2026.
- ↑ Mario Torelli, Aspetti storico archeologici della romanizzazione della Daunia (PDF). URL consultato il 28 gennaio 2026.
- ↑ A. Russi, Teanum Apulum, Roma, 1976, p. 185, ISBN 88-7228-150-4. Che cita a riprova Strab., VI 3, 11; Plin., N.H., III 11; Liv., IX 20, 7-8.
- ↑ E. Lepore, Il mezzogiorno e l’espansione romana fino alla guerra tarantina, Bari, 1964, p. 34, SBN NAP0098788.
- ↑ Arnaldo Momigliano, Teano Apulo, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937. URL consultato il 23 marzo 2022.
- ↑ Biagio Salvemini e Angelo Massafra (a cura di), Storia della Puglia. Dalle origini al Seicento, vol. 1, Laterza, 2014, p. 23, ISBN 9788858113882. URL consultato il 3 novembre 2024.
- ↑ Simona Marchesini, Il coppo iscritto di Bovino, Claudio Grenzi, 2004, ISBN 88-8431-122-5.
- ↑ Strabone, Geografia, VI, 3, 1.
- ↑ The Genetic Origin of Daunians and the Pan-Mediterranean Southern Italian Iron Age Context
- ↑ Anna Maria Tunzi Sisto e Camera dei Deputati, Pagine di pietra. I Dauni tra VII e VI secolo a.C., Foggia, Claudio Grenzi, 2011, ISBN 978-88-8431-422-2, OCLC 713178065.
- ↑ DAUNI, Vasi - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 28 gennaio 2026.
- ↑ Antonella Caruso, I «Grifoni» impacchettati e in viaggio verso il Padiglione Italia di Expo 2015, in Corriere del Mezzogiorno, 28 aprile 2015. URL consultato il 27 giugno 2015.
- ↑ Marisa Corrente, La comunità di Minervino, ai confini dell'altopiano murgiano. (PDF). URL consultato il 29 gennaio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Serena Aneli, Tina Saupe, Francesco Montinaro, Anu Solnik, Ludovica Molinaro, Cinzia Scaggion, Nicola Carrara, Alessandro Raveane, Toomas Kivisild, Mait Metspalu, Christiana L Scheib e Luca Pagani, The Genetic Origin of Daunians and the Pan-Mediterranean Southern Italian Iron Age Context, in Molecular Biology and Evolution, vol. 39, 2022, DOI:10.1093/molbev/msac014. URL consultato il 10 dicembre 2025.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Dauni, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
