
Se penso al nuovo anno, lo vedo come una specie di instabile prosecuzione di quello vecchio, tanto mi sembra sdrucito il concetto di futuro. Poi ripenso ai miei anni non piÃđ da junior, e che questa doppia condizione certamente influisce sulla ormai scarsa esuberanza della mia fantasia: ÃĻ come sentirsi al giro di boa, con la freschezza e l'ambizione lasciata allo start. Inversa ÃĻ per fortuna la percezione del futuro dei ventenni -dimenticare d'esserlo stati ÃĻ un reato- per i quali l'euforia, se non ÃĻ appena cominciata, comunque ÃĻ ancora piena di verginità e di promesse. L’egoismo ÃĻ esattamente ciÃē che ci impedisce di farci contaminare dalle speranze giovani, e quindi l'invidia di non esserlo piÃđ. L’egoismo ÃĻ controproducente alla base: indurisce e incattivisce. Riuscire a pensare al nuovo anno, anche come all’anno dei veglioni passati nei garage, all' argento vivo di chi ha meno anni di noi e meno cicatrici, ecco che ci si rallegra subito. Si sente la vita scorrere piÃđ vivace, si butta via qualche disillusione e anche il giro di boa pare meno faticoso. Un gagliardo fresco anno nuovo a tutti voi














































