Vogliono controllare da sempre i nostri pensieri. Vogliono che pensiamo quello che vogliono loro. Vogliono che siamo bravi e tranquilli e non diamo fastidio. Vogliono che diciamo grazie, signore, e scusi, signore, e mi permetta, signore. Vogliono che recitiamo la nostra recita della vita, con le battute già scritte per noi, senza improvvisare, e soprattutto senza uscire dal copione che hanno previsto per ognuno di noi. Chi sono? Sono i soliti di sempre, i potenti, i controllori, quelli che spingono i bottoni, quelli che stanno in alto e a volte si affacciano dalle finestre per ricevere le nostre ovazioni.
I potenti hanno scoperto che per controllare i nostri pensieri non c'ÃĻ niente di meglio che limitare o ridurre il livello di informazione. Le informazioni si possono ridurre o censurare in molti modi. Impossessandosi dei mezzi che danno le notizie. O ancora meglio eliminando fisicamente quei mezzi. Il mezzo piÃđ nobile per fare cultura e informazione sono da sempre i libri. Ebbene, si sono detti i potenti, se noi bruciassimo i libri, quelli di carta e magari il loro corrispettivo immateriale del Web, come funzionerebbe meglio la società ! Sarebbe piÃđ ordinata, senza facinorosi con un sacco di grilli in testa a causa di letture sbagliate. Senza gente che spreca tempo ed energie a pensare invece che a vivere. Bruciare i libri, questa ÃĻ la via per creare una società migliore.
I potenti hanno tentato di farlo piÃđ volte nel corso della Storia. Ma dove ci sono riusciti meglio ÃĻ stato senza dubbio nello straordinario romanzo "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury pubblicato negli anni ’50 e che ho riletto in questi giorni..Uno scenario fantascientifico e paradossale ai limiti dell’assurdo ma piÃđ attuale che mai. PerchÃĐ ai nostri giorni ÃĻ piÃđ forte che mai il tentativo dei poteri politici, culturali o ideologici di controllare le nostre menti e farci pensare quello che vogliono loro. Lo fanno senza bruciare i libri, senza uccidere ed incenerire chi tenta di capire al di là del visibile e del riconosciuto, senza terrore e senza paura ma in maniera piÃđ subdola e sottile instillando confusione e dubbio nelle nostre coscienze, sovvertendo il senso della morale e del costume, stendendo nebbia su verità palesi a tutti. Mi domando se si tratti di una battaglia da vincere ora o di una guerra che ha avuto inizio con la storia dell’uomo e che non avrà mai fine.