settembre 17, 2007

Questo blog ÃĻ morto.

Sempre meno di Pavarotti, comunque.
E sperimenta nuove forme.

aprile 07, 2006

Instant-blog

L'instant-blog mi piace di piÃđ. E poi, ehi, ÃĻ per una buona causa!
(e no, non ci faccio una lira. SÃŽ, sono coglione.)

aprile 05, 2006

Non si sfugge alla matematica.

Il rapporto coglioni / teste di cazzo ÃĻ sempre di due a uno, salvo malformazioni (o malaugurati incidenti).

Ne segue che il centrosinistra vincerà con il 66,6% dei voti.

E senza sondaggi o creme sviluppanti!

Coglione !!!


Coglione !!!
Originally uploaded by dario.agosta.
Ultima frontiera del marketing politico: insulta quelli che non ti voteranno.

marzo 12, 2006

Oggi, per la prima volta nella mia vita, ho segato un albero.

Un nespolo, per la precisione, che cresceva nel mio terrazzo da boh, quindici anni.
Ho dovuto farlo perchÃĐ tra pochi giorni, pioggia e freddo permettendo, dovremo fare dei lavori e l'albero era talmente grande, soffocato nel suo vaso, che non saremmo riusciti a spostarlo fuori di casa (giÃđ da tre piani di scale senza ascensore, poi).

Per smantellare e ridurre a qualche fascio di foglie mezze verdi e mezze gialle e un po'di legnetti quindici anni di lavoro, ci sono voluti dieci minuti. Sono quasi deluso.

Certo, ha opposto resistenza: il legno verde (ÃĻ buono il profumo del legno verde) ÃĻ flessibile, elastico, impregnato di umori, impasta i denti della sega (Sandvik, svedese, mi verrebbe da pensare ad un IKEA al contrario, o a un complotto svedese che ci fa smontare alberi e montare mobili montabili, ma gli svedesi al di là del Surstromming non sono capaci di crudeltà), la segatura, mossa dal vento, ti entra negli occhi, ma in dieci minuti ho finito lo stesso.

Faceva anche frutti, delle nespole piccolette, ma dolcissime, ed era una lotta con i merli che - nella stagione giusta, si appostavano sulle antenne vicine e - zac - in pochi secondi ti lasciavano la buccia arancione e i semi, marroni, lucidi, beccando la polpa con una precisione incredibile. Ma una dozzina di nespole tutti gli anni ce le siamo pappate.

Quest'albero ÃĻ sopravvissuto a mia madre, e qualche nespola l'ha divisa anche con la L, una donnina simpatcissima e sempre vestita di nero, alta un metro e venti (senza baffi, s'intende) che veniva ad assisterla nelle ultime settimane della sua malattia, con cui ogni tanto, nelle pause del lavoro mi andavo a fumare una sigarettina in terrazza (io le mie, lei le sue, beninteso, che le Linda mi hanno sempre fatto strabuzzare gli occhi).

Non so perchÃĐ l'ho tagliato oggi, forse perchÃĐ andava fatto, perchÃĐ mi dispiaceva vederlo ancora lÃŽ, uguale a sempre, rimandando da un giorno all'altro (ÃĻ freddo, probabilmente i muratori non verranno questa settimana, pioverà, non si puÃē posare cemento o mattonelle quando piove). Forse perchÃĐ ho qualcosa da rimproverarmi, o da far pesare a qualcun'altro.

PerchÃĐ quando, per incidente o per disegno, dai piccole delusioni a qualcuno e ci resti male, quando rimandi qualcosa come se ti illudessi di avere sempre una seconda possibilità, a me prende quello che qui si chiama il morbino, l'impossibilità di star fermo, tra il nervoso e l'incazzato, il bisogno, quasi fisico, di far qualcosa.

Un po'come quando devi farti un'iniezione. Pensi: chiudi gli occhi, trattieni il respiro, rilassati, non fa male.

Non fa male.

Non fa male.

marzo 06, 2006

Qui, oggi, si ascolta questa cosa qua.

Wim Mertens - Unless The Hands Obey

febbraio 23, 2006

Basta Menate!


Basta Menate!
Originally uploaded by dario.agosta.
Siamo a tanto cosÃŽ dal "ciucciami il cazzo" auspicato da Daniele Luttazzi.


(Ma cosa c'era nel bicchierino, whisky liscio?)

febbraio 16, 2006

E? Sol Minore, dei del cielo, ÃĻ sol minore!

(Brevi note su "Bukkake", Casto Immanuel.)

Immanuel - Deflorato (2005)
Molto si dice nella Blogosfera di questo brano, apparentemente prodigioso.

Osserviamo la copertina dell'album, il titolo "Deflorato", l'artista pallido, emaciato, giace apparentemente inanime nella vasca da bagno. Un asciugacapelli da pochi euro lo strumento di un omicidio/suicidio purificatore, la rappresentazione della fine posta, quasi ironicamente, proprio lÃŽ, dove l'album inizia.

Decadentismo di maniera? Forse, ma solo per i superficiali che si accontenteranno della prima impressione. Capiamo invece che la vita di questo giovane artista - inusualmente modesto e parco di sÃĐ in tempi che privilegiano l'apparire rispetto al fare - comprende invece il proprio background in un milieu incredibilmente denso di arti visive, teatro, situazionismo, performance, comunicazione.

Passiamo all'ascolto. E'evidente, in prima battuta, il timbro di voce profondo e sensuale, richiama alla nostra memoria il David Sylvian dei tempi migliori, i mai troppo rimpianti Japan. (Consigliamo, anzi ordiniamo la cover dell'immortale "Army of Me" della diva Bjork, dal precedente "Voyeur" (2004)).

La produzione ÃĻ impeccabile: archi e percussioni etniche si fondono con l'elettronica: si colgono gli inconfondibili bassi del TS-808, echi di clavinet: trent'anni di musica condensati in pochi minuti di folle passione. Il trattamento sonoro di alto livello: l'immagine ÃĻ chiara e perfettamente definita, le basse frequenze prendono allo stomaco.

La domanda ÃĻ: se le registrazioni autoprodotte ci possono regalare tanto, cosa sarà capace di fare questo giovane artista quando (perchÃĐ non ÃĻ di un se, ma di un quando che parliamo, ne siamo certi) verrà affidato da una major illuminata alle mani di un sapiente produttore?

Soffermiamoci un momento, per ultima cosa, sulle parti vocali: seste impertinenti, cita il dotto Sasaki, ma vogliamo rilevare, nelle elaborate armonizzazioni vocali anche brevi modulazioni, quasi gorgheggi, della controparte femminile, tra quarta aumentata, quinta, sesta.

Un richiamo, certamente, alla tradizione vocale popolare dei Balcani (penso per esempio alle evoluzioni - letteralmente - acrobatiche dei tradizionali cori bulgari, con salti di sesta, nona e undicesima su una base ritmica in tempi composti, o alle polivocalità mongole fatteci scoprire da un mai troppo lodato Demetrio Stratos), un esotismo, ed una tecnica mai esibiti volgarmente, ma interiorizzati e riproposti sempre a proposito, elaborandoli in una trama sonora mai sentita prima.

Per ora solo questo possiamo dire: sarà la canzone dell'estate, il disco dell'anno, forse, ma per noi sarà di piÃđ: talenti simili non possono, non devono passare inosservati.


Qui ci fermiamo. La verità, ÃĻ giusto riconoscerlo anche e soprattutto perchÃĐ il caso ÃĻ raro, ÃĻ una sola:

C'ÃĻ troppa arte in Bukkake, per una sola recensione.

• Igi - Tra la via Emilia e il West
• Discanto
• Piadina allo zenzero
• Sasaki Fujika
• Kurai
• Wannaplay
• Camuma.net
• Infinitesimo
• Diderot
• Articolo 98
• mah’l:moh:sto:zo
• Angeljoke
• Il lamento di Zuck
• Bassini35
• Cliick
• Veliero Velenero
• Anija
• Freddy Nietzsche
• Angeljoke
• Do ut des
• Remly
• Il novissimo “Ohibo’ mi garba”
• Wannaplay
• ilMorso
• Yago’s Blog
• Blog V
• Sondaggi inutili
• Cordonata
• Blukas blog
• Buon tempo
• Onanismi Selvaggi
• Caymag
• Champion
• Ciarle Quotidiane
• Fratelli d’Italia
• Discanto
• Sextaluna Babelog
• Vortice assurdo
• Oh Sexy Ladies
• Mezzomondo
• Kromeblog
• Colori e Parole

febbraio 13, 2006

Fuoco amico.

gennaio 19, 2006

I tesori dell'arte (in 104 fascicoli settimanali)

Perle insospettabili si celano negli angoli piÃđ nascosti delle città d'arte italiane.
Tesori che tutto il mondo ci invidia.

gennaio 16, 2006

Agliana (quasi Montale)

L' endecasillabo piÃđ bello che sento ultimamente si ascolta tutti i giorni alle 14,25 su Rai3: "Diamo uno sguardo al tempo sulla costa".

L'abbattimento dello Zeppelin

E meno male che non aveva da pagare il parchimetro ...

gennaio 13, 2006

Da un tuono.

A una pereta

gennaio 12, 2006

Rompete le righe!

Daniele Luttazzi apre un blog. Daniele Luttazzi partecipa al suo blog, risponde ai commenti, dialoga con i suoi lettori. Daniele Luttazzi nota "che un blog tende ad assecondare le derive populistiche (di chiunque). Daniele Luttazzi ha ben altro da fare, in effetti, molla il "signora mia" e chiude (piÃđ o meno) il blog. Secondo me ÃĻ un grande anche per questo.

gennaio 11, 2006

Come una specie di sorriso.

Sette anni.
Le Nuvole, da sopra, devono essere ancora piÃđ belle.

gennaio 10, 2006

Darwin: Il cielo con un dito

Ogni tanto, ÃĻ bello avere qualcuno che ti da un colpetto sulla spalla e ti ricorda che, lÃŽ sopra, ci sono le stelle

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