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UNA STANZA VUOTA

Posted on 2012.06.02 at 08:08
Tornare su LJ è come passeggiare in un palazzo fatto di stanze vuote.
Parli da solo e, a volte, incroci qualcuno che anche lui parla da solo.
E poi ci sono le tracce di come erano le stanze prima; i segni dei mobili e dei quadri, fotografie, poster, disegni, e le eco di tutte le parole che ci sono state, voci diverse, bisbigli e grida, la seduzione, il mistero, l'allegria.
Non dico che sia un brutto posto questo edificio dismesso, anzi, per certi versi è un luogo che spurga, deterge, rilassa come una spa per macchine inceppate.
 

BOMBOLONI

Posted on 2012.05.07 at 10:53
Non c’è nessuno in questa saletta d’attesa della chirurgia media assistenza al quarto piano dell’ospedale.
Ho abbassato la maniglia antipanico sbagliando anta, come al solito, e quindi mi sono seduta sul divanetto di metallo.
Mi guardo intorno e vedo oggetti che ormai conosco bene, vengo qui tutti i giorni, più volte al giorno. Ci sono quattro panchine messe a semicerchio, un poster incorniciato raffigurante le torri cittadine e un distributore di caffè automatico.
E’ maggio, il pomeriggio volge verso la sera in un passaggio morbosamente lungo e delicato.
Chiudo gli occhi tanto nella stanza non c’è nessuno, nessuno sconosciuto con cui condividere un’ansia senza dettagli, nessuno a cui dare informazioni sugli orari delle visite, solo io e la puzza di disinfettanti.
La caposala apre la porta del reparto e io entro.
L’infermiere che sta salutando mia mamma le dà del tu. Dà a tutte del tu.
Non ho ben capito se questa cosa fa piacere alle pazienti anziane, se si sentono lusingate ad essere chiamate per nome e con una confidenza da ragazze, o se invece è un fastidio mal sopportato.
Nel caso di mia mamma so che non ci avrà fatto caso.
Spesso ciò che a me sembra una faccenda di principio per lei è puro nulla, deviazioni inconcludenti dalla strada principale.
In questo caso la strada maestra è il tumore: finirla con questo tumore al più presto, finirla che c’è da fare.
Il cancro è arrivato di sabato ma di sabato non se ne parla che ci si sciupa la domenica e quindi ce l’ha detto di lunedì.
Il lunedì è stata indetta una piccola riunione: io e mio fratello e la decisione di andare in battaglia, ma senza troppe parole, senza lagne e piagnistei, senza i gruppi di aiuto, senza psicologia .
- Vuoi la mela cotta Mirella? – chiede quest’amicone di infermiere.
Mia mamma scuote la testa e bisbiglia alla mia direzione:
- Voglio un bombolone con la crema, altro che mela cotta. Ci va tu al bar? –
Quando le dico che l’ho già preso lei fa un ghigno, è il suo modo per sorridere gratitudine.
Siamo umbre noi, siamo ombrose e operose, siamo ottimiste, strambe, strafatte di lavoro, di cose da fare, e svelte che si fa notte.
Mia mamma Mirella guarda il bombolone rigonfio di crema e già si sente meglio, libera, quasi libera, già fuori da questo ospedale efficiente dove ogni reparto ha colori diversi: il nostro è giallo come un limone, giallo sorbetto, giallo crema pasticcera.


MONTEVERDI

Posted on 2012.05.05 at 09:29
Sono in ripresa.
Ieri mentre ero in volo ho avuto un'illuminazione e quindi ho cominciato a scrivere, non lo facevo da un sacco di tempo.
Tic-tac sulla tastiera e le parole che si producevano sullo schermo, svelte e dinoccolate, non mi sembravano le solite, non avevano il ritmo che conosco, non erano tipiche.
Era come se scrivesse un'altra persona.
Ho tagliato i capelli corti.
Ascolto musica del seicento, è energetica.

TIC TAC

Posted on 2012.04.23 at 18:55
Tic Tac come il tempo che è passato e che passa, ma in fondo non passa, non bastano le rughe.
Tic come tutte le piccole fissazioni di questi ultimi anni frutto delle abitudini, degli agi emotivi, delle case accoglienti, delle visioni dalla stessa finestra.
Tac come quelle di mia madre che da due mesi sono entrate nei cassetti, nelle conversazioni, negli incubi, nei risvegli.

Sono in cima ad una duna e ho voglia di scendere.


FORREST PAU

Posted on 2011.05.20 at 19:29
Io quando inizio a correre e supero quel limite del fiato che, come per magia, si rompe, non smetterei più.
Corro e vedo le gambe che, porca vacca, macinano metri e il menisco rotto secondo me si è rinsaldato.
E poi la testa.
Funziona così: prima si svuota, tipo il grigio esce fuori dalle narici, e poi si riempie di celeste, tipo buone idee e soluzioni.
Non mi piace farlo in due perchè non mi va di parlare e quindi vado sola, senza musica. Solo io e l'orologio, che per me che non lo indosso mai, è un amichetto nuovo.
Ieri l'ho fatto a Bucarest, lungo il lago Herastrau, col vento e il sole in faccia.
Ma chi sono?
Ma chi sonoooooo???
Ma vieni!!


VOTA ERMINIO

Posted on 2011.05.09 at 21:29
Ho ricevuto ben 4 telefonate da 4 ex compagni del liceo che si candidano alle comunali. Tutti hanno organizzato una cena a base di porchetta, tutti sono stati pregati, implorati di scendere in campo per il bene della città. Me ne ricordo bene solo uno, lo chiamavamo Mocassini, aveva un difetto di pronuncia e si toccava sempre.

Da quando la mia vita è cambiata, frequento molto i giardinetti del quartiere e socializzo con padroni di cani che incontro minimo due volte al giorno (passaggiata alle 7,30 e passeggiata alle 20,30). Uno di questi, Erminio, classe 1935, ha da poco curato un piccione ferito. 
Ora sembra che il piccione gli sia così riconoscente da aver deciso di mollare tutti i suoi giri e vivere sempre sopra la cuccia del cane Bugo, e di seguire lui ed Erminio nelle passeggiate.
"Eccolo, eccolo! Lo vedi? Eccolo è arrivato! Guarda ci segue di albero in albero, ci anticipa, ci fa compagnia. Lo vedi?".
"No" vorrei  rispondere io "Non lo vedo Erminio mio, perchè non c'è, cazzarola!"  ma mi pare brutto e allora rispondo che  "E' stupendo!".
"E' il mistero della natura!" dice lui.
"Già." dico io.


ECCO FATTO

Posted on 2011.03.14 at 15:38
Ho finito il romanzo e lo dico con un sollievo che nemmeno avessi preso quel virus che si vomita anche l'anima.
Bene, benissimo.
Non che pensi che sia roba buona, intendete bene, ma volevo finirlo, dovevo finirlo.
E così con questa strana cosa di 250 pagine, dichiaro concluso un periodo della mia vita. Finished. Over.
Ora posso persino andare dal parrucchiere e tornare al mio colore naturale.
Basta, la bionditudine post- 2008 è finita!

E ho voglia di una bella festa!

THE PIXIES

Posted on 2011.03.06 at 11:45

e Edward Norton. Che bel ricordo.
http://www.youtube.com/watch?v=3DDZEdkoaY4


STORDIRSI, BELLA COSA

Posted on 2011.03.03 at 11:36
Mia madre d'improvviso dice che mio padre le cantava le canzoni di Jovanotti e  vuole comprare i suoi cd.
- Ma se gli faceva schifo, se diceva che non era un musicista ma un furbetto noioso e qualunquista! - protesto io.
- Insensibile. - la risposta di mia madre.

Ieri mi chima una tizia che ha scritto un romanzo e  vuole pubblicarlo.
- Non saprei come aiutarla, forse la rete... -
- Lei non capisce.... c'è tutta la mia vita lì dentro. -
- Ahia... -
- Come lei m'insegna scrivere è una lacerazione .-
- Chi io? -
- Sono 38 pagine di dolore il mio romanzo. -
- Quante pagine? -
- 38. -

-Dovrei cambiare, cambiare sì. E' ora o mai più e non guardarmi così! -
Gigi prende il suo topino di gomma da sbranare e se ne va per i cazzi suoi.

PARANOID ANDROID

Posted on 2011.01.29 at 18:43

Come mi fanno bene queste parole dei Radiohead in questi giorni.

Androide Paranoico

Per favore potresti far smettere questo rumore, sto cercando di riposare
Ho una marea di voci nella mia testa, di polli mai nati
Ma che cos’è? forse sono paranoico ma di certo non sono un androide
Quando sarò re, sarai il primo ad essere messo al muro
Con le tue opinioni che sono totalmente inutili
Ma che cos’è? forse sono paranoico ma di certo non sono un androide

L’ambizione ti fa apparire piuttosto brutto
Porcellina firmata Gucci scalciante e strillante
Tu non ricordi
Perché non ti ricordi il mio nome?
Tagliategli la testa
Perché non ti ricordi il mio nome
Credo che lui lo ricordi
Pioggia scendi
Ti prego pioggia scendi
Su di me
Da una grande altezza

E’ finita, signore
Te ne stai andando
Lo scricchiolio della pelle di maiale
La polvere, le grida
Gli yuppie che stabiliscono contatti
Il panico
Il vomito
Il panico
Il vomito
Dio ama i suoi figli
Dio ama i suoi figli, sì




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