
Art-rock-post-punk-funk.....
Il Rock alla canna del gas. Roba buona per serate tra noi appassionati di un genere in agonia.
O questa musica sarà di nuovo capace di una band in grado di raggiungere ed emozionare parti importanti di una generazione o sarà morta per davvero.
Gli
Arctic Monkeys, vi piaccia o no, al momento reggono soli sulle proprie spalle questa enorme responsabilità .
Lo straordinario "Whatever People Say..." non ÃĻ stato la solita inutile ed insopportabile miscela di generi ma il disco che ha cambiato la metrica ad un linguaggio.
Un disco duro, diretto, senza compromessi, fedele ad uno schema rigidamente Rock ma in grado di parlare una lingua diversa. Di destare l'attenzione di chi a questa musica altrimenti non si sarebbe mai avvicinato.
Uno dei dischi di debutto piÃđ belli di tutti i tempi. Il piÃđ venduto di sempre.
"Mocciosi!" gli urlano gli integralisti dell' indie, spaventati dal fatto che il loro genere possa subire un insopportabile effetto di popolarità indiretta.
"Mocciosi!" gli urlano i "vecchi" perchÃĻ, si sa, i "vecchi" son fatti cosÃŽ.
E mentre alcuni, come me, tremano al pensiero del secondo album altri nichilisti del Rock lo aspettano trepidanti certi cosÃŽ se ne potranno finalmente liberare per sempre.
E i mocciosi intanto che fanno? Chiamano George Martin alla produzione? Coinvolgono la Royal Philarmonic Orchestra? Si prendono 5 anni di pausa? Si danno alle droghe pesanti? Vanno sull'Himalaya a meditare? Cominciano a scriversi sulle mani?
No. I ragazzi sono anticonformisti. Suonano e basta.
Non c'ÃĻ nulla da dimostrare per loro. CiÃē che conta ÃĻ proprio che nulla sembra importare.
Un solo aggiustamento con l'ingresso del nuovo bassista Nick O'Malley. Matt Helders ÃĻ il miglior batterista rock contemporaneo e necessita un partner all'altezza.
Per il resto tutto a posto: si va. PiÃđ duri, piÃđ potenti e piÃđ veloci di prima.
"Favourite Worst Nightmare" sono 12 canzoni in 37 minuti.
Una lucida furia. Un assalto frontale elettrico. Un brivido che cresce ascolto dopo ascolto. Una corsa impazzita sul rollercoaster del ritmo. Jamie Cook con riffs taglienti e visionari sostiene gli accecanti sketches di poesia urbana raccontati da Alex Turner. Il prodigio capace di tradurre il gergo colloquiale in cadenze ritmate.
Le emozioni appaiono e scompaiono come flash intermittenti.
La botta elettrica di
Teddy Picker e l'elettro-funk di
D Is For Dangerous. Chi sarà capace di stare fermo? L'avvicinamento al metal-riff di
Balaclava. L'anthem moderno
Fluorescent Adolescent. La boccata di ossigeno
Only Ones Who Know, unico brano chiaramente associabile ad un altro artista (il concittadino Richard Hawley). Le cinematografiche
Do Me A Favour e
If You Were There Beware.
This House Is A Circus per far tacere i Klaxons e le contenute esplosioni di
The Bad Thing e
Old Yellow Bricks.
"Favourite Worst Nightmare", dalla carica inarrestabile di
Brianstorm alla magnifica e struggente
505, ÃĻ un capolavoro di insieme che si sviluppa attraverso tutti i suoi episodi.
La conferma che, pur non esistendo una scena, c'ÃĻ ancora una band per cui questa musica non sia solo il revival di qualcosa che ÃĻ già morto.
Penso che per un un po' non avrÃē davvero voglia di ascoltare altro.
10/10