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giovedì 22 marzo 2018

ll 24 marzo Global Action Day for Afrin

Appello Globale all’Azione #GlobalActionDayForAfrin
Fermiamo la guerra della Turchia contro il popolo curdo ad Afrin!
Sostenere la resistenza è un imperativo storico!
Maggiori info sul sito di UIKI Onlus

domenica 28 gennaio 2018

Da Kobane ad Afrin ... a Roma !


Parma in piazza per Afrin













Anche a Parma, come in moltissime città italiane ed europee, si è tenuta, ieri 27 gennaio, una manifestazione di protesta contro l'attacco della Turchia ad Afrin, un cantone del Rojava. Afrin, fino ad una settimana fa, era riuscita a rimanere un'isola di stabilità e sicurezza, infatti aveva accolto più di 300.000 rifugiati .Ora gli aerei da caccia e i carri armati turchi stanno deliberatamente attaccando aree abitate da civili e gli stessi campi profughi. Per questo condanniamo fortemente il governo di Erdogan, che sta commettendo crimini di guerra, secondo il diritto internazionale .
Questa aggressione immotivata, denominata da Erdogan " ramo d'ulivo",
sta avvenendo nel silenzio del mondo intero: la Russia, che controlla lo spazio aereo, ha lasciato campo libero agli invasori turchi,mentre gli Usa, la Ue e l'Onu hanno rilasciato solo deboli dichiarazioni, che non fanno fronte alla gravità della situazione. Ricordiamo che Il popolo di Afrin, come tutto quello del Rojava, rappresenta la sola isola di democrazia nel Medioriente e che la cacciata di Daesh (ISIS, nd.r.) da Kobane e poi da Raqqa si deve solo agli uomini e alle donne del Rojava, riuniti nelle Forze di difesa popolare YPG e YPJ. Al momento le vittime civili sarebbero 59, 134 i feriti e 43 i morti delle Ypg e Ypj .

lunedì 10 luglio 2017

Giù le mani da Afrin


Stato turco contro il cantone curdo di Afrin nel Rojava
Da diversi giorni l’esercito turco attacca le zone liberate di Şehba e Afrîn nel Rojava. A seguito degli attacchi, finora sono rimaste uccise sei persone e dozzine sono rimaste ferite. Numerose zone di insediamento sono state distrutte e le persone sono state costrette a lasciare i propri villaggi. L’esercito turco, con lo spostamento di veicoli militari lungo il confine, ha iniziato preparativi per una guerra su ampia scala. Per ottenere il permesso per la guerra contro i curdi in Siria, il Presidente turco Erdogan tiene colloqui con rappresentanti della Russia, degli USA e di Paesi dell’UE. Per questa ragione facciamo appello all’opinione pubblica mondiale di fermare il dittatore Erdogan.
Perché la Turchia attacca Afrin?
Sia i curdi che tutto il mondo sono in lotta contro IS. La Turchia invece sfrutta IS per minacciare i curdi e il mondo intero. Per questo la fine di IS è anche la fine della dittatura in Turchia. Non c’alcuna motivazione legale o morale per l’attacco dello Stato turco contro Afrin e il Rojava in generale. L’unica ragione è la fobia e l’ostilità nei confronti dei curdi.
Il governo turco non vuole che il progetto potenzialmente portatore di stabilità dei curdi abbia successo. Vuole instabilità, caos e guerra. Per questo crea la base per una guerra regionale che diventa sempre più globale. Con il suo sostegno a gruppi salafiti e la sua politica egemonica turco-nazionalista vuole diventare una potenza dominante in tutta la regione.
In questo modo lo Stato turco è diventato per le società nella regione e per le forze internazionali un ostacolo sul percorso verso la vittoria su IS. Con i suoi tentativi di intervento, la Turchia cerca silurare il progetto di società pacifica nella quale convivono curdi, arabi, assiri, caldei, armeni, suryoye, turkmeni e altri popoli e fedi. Questo è un crimine di guerra e causa del grande dramma della fuga e dell’umanità.
Il nostro appello all’opinione pubblica internazionale è: *Afrin negli ultimi cinque anni è diventato il luogo più sicuro della Siria. Per questo attualmente ad Afrin vive anche una grande quantità di profughi. L’ONU e l’opinione pubblica internazionale devono impegnarsi perché continui questa situazione di sicurezza ad Afrin.
*Un attacco dell’esercito turco contro Afrin o un altro luogo nel Rojava e nel nord della Siria, va a beneficio di IS e di altri gruppi salafiti. La coalizione internazionale contro IS deve prendere misure di prevenzione per impedirlo e fermare gli attacchi dell’esercito turco.
*Lo Stato turco in Siria è una forza di occupazione. L’opinione pubblica internazionale non deve stare a guardare in silenzio e deve impegnarsi per un ritiro dell’esercito turco dal territorio siriano.
fonte UIKI ONlus

domenica 5 giugno 2016

Raccolta fondi per Kobane : il generatore !

La Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia ringrazia la Rete Kurdistan Parma , Piacenza e Reggio Emilia e tutte e tutti le / i compagne/i solidali per le importanti donazioni inviateci a più riprese durante l'anno 2015. Il vostro impegno, tra i più significativi in Italia, ci ha consentito di inviare aiuti urgenti per il Rojava e di procedere all'acquisto di un generatore elettrico a gasolio destinato al funzionamento dell'ospedale di Kobane. Grazie ancora a nome di tutto il popolo curdo e di tutti i popoli del Rojava. Spas!
Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus


giovedì 2 giugno 2016

Nusaybin sotto assedio

Desideriamo attirare l’attenzione della Comunità Internazionale, delle istituzioni e organizzazioni per i diritti umani sulla situazione gravissima nella città assediata di Nusaybin che sotto coprifuoco totale (24 ore) da 77 giorni.
Il 26 maggio dopo pesanti bombardamenti turchi e fuoco continuo che ha preso di mira interi quartieri nella città di Nusaybin, le Unità di Protezione Civili (YPS) curde hanno rilasciato una dichiarazione dicendo che si erano ritirate dalla città dal 25 maggio per impedire ulteriori danni alla popolazione civile. Tuttavia le forze di sicurezza dello Stato da allora hanno continuato a bombardare e sparare in modo ancora più intenso. Il Partito Democratico dei Popoli (HDP), insieme a organizzazioni della società civile si è attivato per impedire la ripetizione del massacro di Cizre, dove le unità speciali della polizia turca e le forze militari hanno bruciato vive circa duecento persone in tre cantine, e per garantire un’uscita in sicurezza dei civili dalla zona assediata.
Fino ad ora 70 persone sono state trasferite dalla zona del conflitto, tra cui molti bambini. Le forze di sicurezza turche hanno sottoposto a fermo tutte queste persone. Abbiamo ricevuto informazioni di prima mano da avvocati, famiglie e dal nostro deputato di Nusaybin che i detenuti sono stati pesantemente torturati, nonostante le scene propagandistiche nei media e sulla stampa filo-governativi dove le forze di sicurezza turche mostrano pietà nei confronti dei detenuti.
Nella ferma convinzione che le persone meritino una scelta migliore di quella tra essere oggetto di violazioni della dignità personale e la tortura da un lato, e l’essere bombardati fino alla morte dall’altro, chiediamo alla Comunità Internazionale di tenere sotto attenta osservazione la situazione a Nusaybin e di usare tutti i mezzi a sua disposizione per fermare le torture alle quali sono sottoposti i detenuti e il fuoco e il bombardamento indiscriminato contro la città. Ci sono ancora molte persone che si trovano intrappolate lì.
Commissione Affari Esteri HDP

fonte : UIKI Onlus

sabato 21 maggio 2016

Kurdistan , dalla nazione all'utopia

Qualcuno comincia ad aprire gli occhi sulla drammatica situazione dei kurdi, nel momento in cui è stata tolta l'immunità ai parlamentari dell'HDP, in vista di esecuzioni ed incarcerazioni. Su RAI 2 è possibile seguire un interessante servizio spciale su Kurdistan turco e Rojava: "Da Nazione a Utopia".

lunedì 21 settembre 2015

Violazione dei diritti umani a Cizre

Dopo i giorni di completo isolamento della cittadina di 130000 abitanti, ora cominciano ad arrivare notizie sui crimini compiuti in quei giorni. Sul sito dei giuristi democratici è possibile leggere un articolato rapporto sulle violazioni dei diritti umani a Cizre presentato il 18 settembre.

domenica 20 settembre 2015

Notizie da Cizre

Questa settimana per Radio Bullets ho intervistato l'avvocata Barbara Spinelli, una delle prime a entrare nella città di Cizre dopo il Cessate il fuoco. 
"Appena siamo entrati in città abbiamo visto il cadavere di un anziano: era stato ucciso mentre andava a cercare del pane". L'avvocata Barbara Spinelli ha raccontato a Giulia Sabella quello che ha visto a Cizre, la città del Kurdistan turco che alcuni hanno definito "la nuova Kobane".

martedì 15 settembre 2015

Cizre resiste !

... con un grosso ringraziamento a Zerocalcare per l'impegno e per esserci permessi di utilizzare liberamente questa importante opera che testimonia la sofferenza del popolo kurdo.

Tributo a Kobane

Un anno fa iniziò l'assedio di Kobane. "Pubblico questo video da me montato ed in parte girato, per ricordare i compagni caduti e non dimenticare gli ideali per i quali sacrificarono la vita."( Karim Franceschi )

lunedì 14 settembre 2015

L’assedio di Cizre, la Kobane turca

12 / 9 / 2015
L'assedio di Cizre è finito questa mattina, all'alba.
Dal 4 settembre i suoi centodiecimila abitanti sono stati stretti dalla morsa dell'esercito turco. I carri armati hanno sbarrato le strade di accesso alla città per circa sei giorni, mentre truppe di polizia antisommossa caricavano tutti quelli che tentavano di passare, arrestavano giornalisti, allontanavano i (pochi) osservatori stranieri presenti. All'interno, intanto, le truppe dei reparti speciali hanno letteralmente scatenato l'inferno. Esattamente come l'Isis a Kobane, i cecchini militari si sono piazzati sul tetto dell'ospedale con l'ordine preciso di aprire il fuoco su tutti i civili che avessero violato il coprifuoco imposto da Erdogan: e così hanno fatto. Per gli abitanti non è stato possibile uscire da casa nemmeno per prendere pane, acqua e medicine. Fonti curde parlano di 31 morti in 8 giorni, tutti civili, il più piccolo dei quali aveva solo 35 giorni. Come a Kobane la popolazione si è barricata nei propri quartieri, costruendo barriere con sacchi di sabbia e stendendo teli tra le case per ostacolare la visibilità ai cecchini, esattamente come abbiamo visto fare dentro Kobane contro gli sniper del Califfato Nero.
Il blocco delle autorità turche alle reti internet e GSM non è riuscito a fermare le notizie che arrivavano dall'interno, anche se nessuno tra i principali media mainstream ha riportato nulla di ciò che è accaduto. Forse perchè l'aguzzino questa volta non era un califfo jihadista e tagliagole, ma un solido partner dell'occidente e pilastro della NATO, atteso anche all'EXPO milanese tra un paio di giorni.
Ora che il coprifuoco è finalmente finito, la dimensione e la crudeltà dell'assedio sono sotto gli occhi di tutti: edifici sventrati, centinaia di caricatori vuoti lungo le strade, pullman e automezzi crivellati di colpi. Le foto stanno facendo il giro del web, mentre decine di migliaia di persone in festa hanno invaso le strade e si sono riprese la città, acclamando a migliaia Selahattin Demirtas, il co-presidente dell'HDP, partito filocurdo che a Cizre ha incassato il 93% delle preferenze alle ultime elezioni.
In solidarietà ai cittadini di Cizre, il KCK (Unione delle Comunità del Kurdistan) ha indetto una serie di mobilitazioni rivolte a tutta la popolazione. “Il popolo curdo”, si legge nel comunicato, “deve insorgere immediatamente nelle quattro regioni del Kurdistan e ovunque si trovi, mostrando anche solidarietà con tutti i propri affini sottoposti a strage, repressione e persecuzione”. E ancora: “Tutte le forze democratiche e rivoluzionarie in Turchia, in Medio Oriente e nel mondo, dovrebbero insorgere per evitare di essere parte di questa persecuzione ai danni del Kurdistan. La gente di Cizre dovrebbe essere sostenuta allo stesso modo in cui è stata sostenuta la resistenza di Kobanê. E' il momento di insorgere e sostenere il popolo del Kurdistan Bakur, in primo luogo il popolo di Cizre”.
L'appello è stato accolto da tutte le città del Kurdistan. A Suruç, dove ci troviamo, l'adesione è stata totale. Il Bazar, cuore sociale ed economico, solitamente animato da negozi e botteghe di ogni tipo, oggi è completamente deserto. Nel frattempo l'esercito e la polizia hanno intensificato la guardia alle caserme e alla prefettura che si trovano a poche centinai di metri dal centro città.
Ritirandosi da Cizre, il governo turco ha comunque sferrato il suo colpo di coda. È di questa mattina, infatti, la notizia che il ministro dell'interno ha destituito Leyla Imret, la giovane donna sindaco di Cizre, colpevole secondo Ankara di aver “incitato la popolazione alla rivolta armata”. A lei va tutta la nostra simpatia.
Marco, Pasquale,Tommaso

domenica 6 settembre 2015

Risoluzione finale della Conferenza sulla resistenza di Kobanê

YPG dichiara la risoluzione finale della Conferenza sulla resistenza di Kobanê
Si è chiusa la conferenza delle YPG sulla resistenza di Kobanê
Forze militari affiliate al Comando delle YPG di Kobanê, hanno organizzato un una conferenza sulla resistenza nella regione di Kobanê svoltasi con lo slogan “Organizziamoci sulla base della resistenza di Kobanê e guidiamo la costruzione di una Siria democratica.”
215 delegati hanno partecipato alla conferenza tenuta dal comando YPG di Kobanê tra il 23 agosto e il 1 settembre, che ha discusso esclusivamente la dimensione politica, di lotta e organizzativa della resistenza e ha raggiunto importanti decisioni.
La risoluzione finale della conferenza è stata rilasciata sul sito ufficiale YPG, che ha dichiarato:
‘La vittoria della resistenza di Kobanê è diventata la base per il radicamento e l’invincibilità della rivoluzione in Rojava. Allo stesso tempo è diventato un passo significativo nello sviluppo democratico della Rivoluzione siriana.’
Secondo la risoluzione finale la conferenza ha fatto una valutazione sugli sviluppi politici e militari in Medio Oriente, il Kurdistan e la scena internazionale; una constatazione sui problemi organizzativi tattici e militari nel 2014/15 sulla battaglia e la resistenza diKobanê e ha stabilito i punti all’ordine del giorno sulla base della critica, autocritica e delle decisioni prese.
‘La Resistenza di KOBANE è diventata la base per il radicamento e invincibilità della Rivoluzione in Rojava’
La risoluzione finale della conferenza ha sottolineato che il territorio del Medio Oriente è diventato il centro di scontri intensi e allo stesso tempo anche delle possibili soluzioni, nelle quali hanno partecipato attivamente tutte le forze globali, regionali, locali e sociali al processo storico in corso.
I poteri egemonici internazionali continuano a mantenere lo stato di guerra per ristrutturare il Medio Oriente sulla base dei propri interessi, e di prolungare questo periodo attraverso nuovi equilibri e modalità, la risoluzione finale ha dichiarato che le forze sociali democratiche emerse nel corso di questo processo ha combattuto contro la situazione di conflitto nella regione.
Descrivendo la rivoluzione della regione democratica del Rojava come l’unica alternativa emergente per il sistema statale siriano, la risoluzione finale ha inoltre dichiarato che la rivoluzione del Rojava è diventata una rivoluzione che riguarda non solo le popolazioni locali, ma anche tutti i popoli del mondo.
“La rivoluzione in Rojava nel 2012 ha avviato un nuovo processo per la storia e la lotta del popolo curdo, Le vittorie ottenute dal popolo kurdo hanno avviato un processo di costruzione di nazione democratica e di nuova vita libera, nel proteggere l’esistenza e la libertà. Nella fase attuale la rivoluzione in Rojava dopo il quarto anno ha influenzato l’umanità in tutta il Kurdistan e il territorio del Medio Oriente e ha unito tutti sulla base di valori sociali storici. La rivoluzione del Rojava è diventata l’espressione della rivoluzione democratica in Medio Oriente e la resistenza dei popoli della regione. La lotta per la democrazia e la libertà combattuta contro il fascismo a Kobanê ha permesso alla resistenza di Kobanê di acquisire una dimensione globale e diventare la rivoluzione e la resistenza dell’umanità. Le bande reazionarie dell’ISIS hanno subito una sconfitta storica a causa della lotta globale e coraggiosa della resistenza del popolo curdo. La vittoria della resistenza di Kobanê è diventata la base per il radicamento e invincibilità della rivoluzione in Rojava. Inoltre è diventata un passo significativo nello sviluppo democratico della Rivoluzione siriana”
‘L’azione rivoluzionaria guidata dalle YPJ ha generato collettività, Solideriet e leadership delle donne’
“La resistenza eroica delle combattenti YPJ nella battaglia e resistenza di Kobanê è stato il tema più discusso della conferenza, la risoluzione finale ha ricordato che le donne comandanti YPJ hanno costituito una parte fondamentale della forza di comando durante la resistenza e la protezione dei popoli del Rojava contro gli attacchi di ISIS. La lotta delle YPJ ha determinato per l’umanità la libertà contro cinquemila anni di mentalità maschilista dominante e la cultura dello stupro che ha creato, ha inoltre influenzato tutto il mondo attirando l’ammirazione e la simpatia a livello globale. Soprattutto in Medio Oriente ha generato un’enorme forza delle donne e ha dato nuove speranze a tutte le organizzazioni”.
‘Bisogna ampliare in fronte resistente’
La conferenza ha inoltre fatto una valutazione sul ruolo svolto dalle forze di sinistra e democratiche rivoluzionarie e varie forze dal Kurdistan nella resistenza di Kobanê, che di fatto ha avuto un grande significato per la fratellanza dei popoli e l’unità nazionale. “Rimarrà uno dei nostri doveri fondamentali espandere l’avanguardia di questa resistenza unita sulla base della lotta organizzata contro il fascismo. La conferenza ha inoltre ha ringraziato le forze della coalizione che hanno dato il sostegno aereo per la vittoria dei valorosi combattenti YPG / YPJ.
‘Formiamo la resistenza Unita’
La conferenza inoltre ha sottolineato l’importanza di formare alleanze e organizzazioni combattenti, politiche e diplomatiche per raggiungere l’obiettivo di creare una federazione siriana democratica, uguale e libera contro il nazionalismo, il razzismo e il settarismo che ha diviso i popoli, le identità, le fedi e le culture diverse. Quindi di una unità di varie organizzazioni arabe oltre a Volkan Al Fırat guidata da YPG / YPJ come modello. Chiamiamo gli arabi e gli altri popoli a formare una unità di resistenza comune.”
‘Lanceremo nuove istanze ideologiche ed organizative’
La conferenza ha anche fatto una valutazione dettagliata sulla guerra iniziata con la resistenza di Al Nusra nel 2013 e che è poi proseguita con la lotta contro ISIS durante il2014-2015. Sono stati trattati temi militari, tattici e di comando organizzativo e studiati affinché diventino processi radicati è stata inoltre presa la decisione di avviare un processo di miglioramento ideologico-organizzativo con lo slogan ” Riorganizziamoci come nella resistenza di Kobanê per guidare la costruzione della Siria democratica “.
‘Kobane città di martiri’
La conferenza ha anche preso decisioni importanti sui martiri che sono diventati un simbolo di fratellanza e unità dei popoli con le loro diverse identità e ha approvato il riconoscimento di Kobanê come la “Città dei Martiri”. Si è deciso di erigere statue e monumenti dei valorosi martiri come simbolo della resistenza, abnegazione e coraggio, mentre i martiri della rivolta di Kobanê da Bakurê (Nord) Kurdistan alle vittime del massacro Suruç sono stati riconosciuti come martiri della resistenza di Kobanê.
‘L’organizzazione dell’auto-difesa sarà rafforzata’
La conferenza ha inoltre conseguito decisioni importanti sulla ristrutturazione di YPG, cioè di aumentare lo spirito, la consapevolezza e l’organizzazione dell’ autodifesa, per raggiungere la competenza tattica e di movimento per condurre la guerra popolare rivoluzionaria e di rafforzare il sistema di auto-difesa .
I cittadini di Kobane dovrebbe tornare nella propri città e riprenderla’
La conferenza ha anche fatto un appello per aumentare le forze YPG / YPJ e ha l’invitato il popolo di Kobanê di ritornare nella propria terra e riconquistarla.
‘Resteremo fedeli alla convenzione di Ginevra’
La conferenza ha inoltre evidenziato che YPG ha sottoscritto la Convenzione di Ginevra.
‘Bilancio della guerra’
La risoluzione finale della conferenza ha fornito anche un bilancio della guerra tra il 15 settembre 2014 e luglio 2015;
-861 combattenti sono stati martirizzati e 2.192 sono rimasti feriti,
-4896 membri delle forze nemiche sono stati uccisi, sono stati presi i corpi di 2008 membri,
-151 veicoli, 15 carri armati, 5 panzer e 14 mitragliatrici pesanti sono state danneggiate,
-63 veicoli carichi di bombe sono state fatte esplodere,
-1086 fucili Kalashnikov, 177 BKC, 176 B-7, 43 fucili d’assalto, 33 mitragliatrici pesanti DShK, 35 mortai sono stati sequestrati,
-750 mine sono state disinnescate, 8762 sono state fatte saltare,
-Centinaia di migliaia di proiettili, migliaia di razzi, una grande quantità di materiale tecnico e munizioni sono stati sequestrati.

giovedì 27 agosto 2015

Bilancio di guerra di un mese

L’ufficio stampa delle HPG (Unità di difesa del popolo) ha rilasciato il bilancio di guerra dell’ultimo mese in Kurdistan.
Le Hpg hanno sottolineato che Erdoğan e il governo dell’AKP hanno avviato una guerra contro le forze democratico rivoluzionarie del popolo del Kurdistan dopo la sospensione del processo di negoziazione, di fronte ai successi ottenuti dalle popolazioni del Kurdistan del nord nelle elezioni del 7 giugno.
Le HPG hanno dichiarato che questa concezione di guerra, che era già iniziata con l’isolamento aggravato del leader curdo Abdullah Öcalan, ha raggiunto una nuova dimensione con gli attacchi globali lanciati contro il movimento curdo a partire dal 24 luglio.
La dichiarazione ha sottolineato che gli attacchi aerei e le operazioni contro le forze di guerriglia nelle zone di difesa della Medya sono state condotte come parte della guerra più intensa di annientamento degli ultimi anni.
Ricordando che gli attacchi aerei hanno anche preso di mira molti insediamenti civili,a seguito dei quali 8 persone del posto sono state uccise nel villaggio di Qandil di Zergelê.
Le HPG hanno affermato che le forze di sicurezza turche d’altra parte hanno attaccato e assassinato giovani che hanno resistito a Silvan, Varto, Silopi and Cizre nel Kurdistan del nord.
Le HPG hanno dichiarato che i guerriglieri hanno risposto con azioni efficaci a questi massacri e attacchi che hanno preso di mira la volontà democratica delle popolazioni di Turchia e Kurdistan nel Kurdistan del nord,e i colpi di annientamento contro le zone della guerriglia nel Kurdistan del sud.
Le HPG hanno elencato i seguenti dati del bilancio di guerra dal 24 luglio.
Voli di ricognizione di veicoli aerei senza equipaggio: 44
Operazioni dell’esercito turco e scontri: 62
Attacchi con elicotteri di tipo Cobra:25
Attacchi con carri armati,obici e mortai:217
Attacchiaaerei con caccia:87,15 dei quali sono stati condotti nel Kurdistan del nord e 72 nelle zone di difesa della Medya.
Azioni delle forze della guerriglia:191
Soldati uccisi negli scontri:394
Soldati feriti nelle azioni e negli scontri: 142
Funzionari di polizia uccisi:16
Funzionari di polizia feriti:36
Membri di corpi speciali uccisi:61
Membri di corpi speciali uccisi:33
Veicoli danneggiati:63 inclusi 10 elicotteri e 3 carri armati
Veicoli distrutti:50 inclusi due carri armati
Veicoli bruciati:74
Vehicles burnt down: 74
Azioni di chiusura di strade:50
Le HPG hanno dichiarato che i guerriglieri hanno sequestrato una grande quantità di munizioni appartenenti all’esercito turco
Mentre non è stato possibile verificare i risultati di 54 azioni condotte dai guerriglieri,le azioni di sacrificio a Van, Adana, Ağrı-Bazid e di Istanbul non sono incluse nelle cifre annunciate nel bilancio.
Le HPG hanno dichiarato che 42 guerriglieri hanno pero la loro vita nel corso dell’ultimo mese,tra di essi 18 sono caduti in operazioni e scontri,16 negli attacchi aerei e 8 in azioni di auto sacrificio.
Il comunicato riporta che 32 civili hanno perso la loro vita negli attacchi dell’esercito turco nel Kurdistan del nord e nel massacro di Zergelê nel Kurdistan del sud dal 24 luglio.