Due pazziate a vedere La casa dei matti al Paolo Pini...
(labene ed io) (film) (associazione olinda)
sabato 25 febbraio 2006
domenica 12 febbraio 2006
[patetismi]
Ce l'ho su col mondo. D'altronde ingenuo aspettarsi giustizia nel proprio intorno quando si vive in un macro ove ce ne sono soltanto briciole.
Allora vada per la gioia a meteore. Che poi forse ÃĻ la natura della gioia.
Lo stesso non mi basta. No. Non mi basta.
Non sopporto la delusione negli occhi altrui perchÃĐ mi fa troppo male la mia.
Per esempio prenderei a bastonate i gestori di quel bar che hanno illuso, sfruttato e poi deluso la ragazzina che tanto si ÃĻ data da fare per avere finalmente un lavoro.
Non riesco a reggere la sofferenza di uno sguardo deluso e disilluso, di chi ha creduto ed ÃĻ stato calpestato dalla realtà . Non ci riesco perchÃĐ non vengo a patti con la mia.
Ma cosa mai mi aspetto? Gli occhi li ho, il mondo lo vedo. Prendere quello che c'ÃĻ, perchÃĐ questo c'ÃĻ.
Gioia a meteore, se sei fortunato.
No. Non mi basta.
Pubblicato da
narsil
alle
23:43
|
domenica 5 febbraio 2006
AcquAmare
Un amico mi ha fatto sentire il mare col telefonino e io nell'acqua ho sentito l'entusiasmo dei Pazzi e l'affetto.
Un mare ligure ricco di storie.
L'estate ragazzina della nonna che sta male, divisa tra bagni e cugine e l'imbarazzo di nascondere col sorriso la fatica dell'assistere una mente lucida sempre meno autosufficiente.
L'estate della locanda di camera singola chÃĐ il mio futuro marito non poteva ospitarmi a casa.
Le estati (ma forse erano inverni) bambine col nonno che usciva e si perdeva e non sapeva piÃđ rientrare, ma non lo ammetteva. E le lacrime degli occhi di mia mamma.
Il mare di tutti quelli che hanno la casa là , ci passi e ci pensi.
Il primo viaggio in treno sola, dieci anni. Messa in carrozza dai miei a Milano e presa al volo a Moneglia dai genitori di un'amica, una settimana ospite nella loro vacanza chÃĐ noi non si riusciva a farla quell'anno. Stesso nome, stessa voglia di ridere. Ci scambiavamo i vestiti.
La Liguria dei parenti lontani col loro sapore di paese e terreni e giocare in piazza a pallavolo due squadre tutte di cugini.
Il mare delle partenze in traghetto, col papà che spiega delle isole e dei promontori che si allontanano.
Il mare salato e caldo di questa estate: assaggiato con le sole gambe in una notte di luglio e batticuore, colmato di affetto in tre giorni di agosto, cullato su di una barca in rifacimento in un giorno di sole rubato alla realtà .
Pubblicato da
narsil
alle
02:16
|
sabato 4 febbraio 2006
mercoledÃŽ 1 febbraio 2006
(patetismi)
Mi sto rassegnando a una vita a metà .
Sarà che quando sto poco bene ho un sacco di tempo per pensare!
Riflettevo già l'altro giorno sui miei ultimi 20 anni, passati via come quasi non ci fossero stati. E allora ÃĻ ben difficile non trarne un bilancio in deficit. Deficit di concretezza e realizzazioni.
E' tanto difficile togliersi di dosso questo velo di malinconia che fa male perchÃĐ punge instancabile.
Pensavo ai sorrisi e agli occhi dentro cui mi sono persa. E aspettando di perdermi ancora mi auguro di non perdermici piÃđ.
A che serve tutto questo? Alla felicità non si cerca un senso, certo.
E le parole restano parole.
Pubblicato da
narsil
alle
21:44
|