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Pontelagoscuro

Coordinate: 44°52′40″N 11°36′19″E
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Pontelagoscuro
frazione
Pontelagoscuro – Veduta
Pontelagoscuro – Veduta
Pontelagoscuro
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Emilia-Romagna
Provincia Ferrara
Comune Ferrara
Territorio
Coordinate44°52′40″N 11°36′19″E
Abitanti6 000[1] (2005)
Altre informazioni
Cod. postale44123
Prefisso0532
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantipontesani
Patronosanta Teresa d'Avila
san Giovanni Battista
Giorno festivo15 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pontelagoscuro
Pontelagoscuro
Parrocchia Arcipretale di San Giovanni Battista

Pontelagoscuro è una frazione del comune di Ferrara di circa 6 000 abitanti.

Geografia fisica

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Situata in zona in prevalenza pianeggiante a circa 7 chilometri da Ferrara è ubicata sulla sponda destra del Fiume Po, nel punto di minore larghezza del fiume, ove sono collocati i ponti ferroviario e stradale. Da questa collocazione (il "ponte") prende il nome la località, luogo di transito e collegamento tra la provincia di Ferrara e la regione Veneto.

La vecchia Pontelagoscuro

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La fisionomia del centro storico di Pontelagoscuro era dominata dalla presenza della via Coperta, un porticato lungo 110 metri con funzioni di magazzino, edificato nel 1648 per consentire lo stoccaggio delle merci che all'epoca risalivano il Po da ogni parte del mondo conosciuto, e qui venivano scaricate per essere smerciate nella bassa padana. Nel XV secolo gli Estensi fecero realizzare a Pontelagoscuro un grande ponte sul Po, lungo più di 700 metri, che poggiava su grosse imbarcazioni ed era difeso da bastioni e altre opere difensive[2].

Il porticato di via Coperta, pochi decenni dopo la costruzione, era già completamente chiuso ai lati da botteghe; nel '700 fu trasformato in una vera e propria galleria nella quale pulsava la vita commerciale del borgo. Nel 1812 venne inaugurata una delle prime fabbriche di saponi al mondo, la Chiozza Turchi, per molti decenni fornitrice ufficiale della famiglia reale britannica.[3]

I bombardamenti

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I bombardamenti a tappeto delle 34 incursioni del 1944 cancellarono ogni traccia dell'antico insediamento. Diversamente da qualsiasi altro luogo urbanizzato d'Italia, è inutile la descrizione degli edifici ed immobili distrutti o gravemente danneggiati in quanto la distruzione fu pressoché totale. Agli abitanti che chiedevano, all'indomani della Liberazione, di poter tornare a casa, la municipalità rispondeva che purtroppo non era possibile fornire assistenza in quanto il paese era "completamente distrutto". La percentuale di distruzione venne dichiarata ufficialmente al 100% e vale su tutto un passaggio della relazione che il sindaco di Ferrara Giovanni Buzzoni compilò a presentazione dell'attività dell'amministrazione comunale dal 20 aprile 1946 al 31 dicembre 1947: «Una città, che aveva riportato danni oltre il 40,66% nei suoi edifici [...] chiedeva di riorganizzarsi al vivere civile. Una intera borgata, Pontelagoscuro, già fiorente di vita industriosa, era rasa al suolo quasi completamente che nessuno, dico nessuno, ad eccezione dei ferraresi che ben la ricordavano, avrebbe detto che lì un tempo si svolgeva una pacifica attività. Era talmente scomparsa da non venir nemmeno presa in considerazione ed elencata tra i luoghi danneggiatissimi quali proverbiali divennero Cassino, nell'Italia meridionale e Pianoro nella vicina provincia bolognese.»[senza fonte]

La nuova Pontelagoscuro

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Piazza Erbe con la facciata della Via Coperta (fatta erigere nel 1648 dal card. legato Donghi e ampliata con magazzini nel 1671) prima della 2ª guerra mondiale. L'altra facciata prospettava direttamente sul porto fluviale.

Tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo, Pontelagoscuro conobbe un vorticoso sviluppo economico-industriale: contava in totale tre zuccherifici (Schiaffino, Roncallo & C., Zuccherificio e distilleria alcools Gulinelli), altrettante distillerie (Distillerie italiane, Raffineria Ferrarese-Ligure poi Zuccherificio Eridania, Distilleria Nazionale, Distilleria Padana), due mulini, una fabbrica di concimi chimici (Cerere, 1894-1919), un saponificio (Chiozza&Turchi, 1812-1928, ditta che ebbe il primato italiano nella produzione saponiera, vincendo anche medaglie d'oro a svariate esposizioni nazionali ed internazionali), una fornace (Fornace del Boschino) e diverse altre attività minori. Riguardo agli zuccherifici, il primo ad essere costruito fu quello del conte Luigi Gulinelli,[4] costruito sulla via Nuova, il primo anche ad essere stato poi implementato con una distilleria[5] la quale, per prima in Italia, iniziò la produzione di etere solforico, destinato principalmente all’illuminazione e alla lavorazione della seta artificiale.[6][7][8]

A Pontelagoscuro avevano sede molti spedizionieri data la presenza della ferrovia, fin dal 1862, della linea Pontelagoscuro-Bologna, del porto fluviale e della strada statale. Nel 1912 venne collegata al centro cittadino di Ferrara per mezzo della Tranvia Ferrara-Pontelagoscuro che tuttavia sarà soppressa nel 1939. Nel dopoguerra venne avviata la ricostruzione sulla base di una radicale riorganizzazione urbanistica, cancellando sostanzialmente anche «la memoria del tessuto edilizio disaggregando l’abitato», oggi diviso tra “Ponte Vecchio”, “Ponte Nuovo” e “Vallelunga”, quest'ultima, unica porzione del vecchio paese in parte sopravvissuta alla distruzione bellica:[9] venne decisa la "traslazione" dell'agglomerato urbano a 600 m dal fiume Po, recidendo in tal modo lo storico e intimo legame con il fiume, negando pertanto alla comunità l'unico legame con le proprie radici consistente nella memoria urbanistica del luogo[considerazioni soggettive espresse con toni enfatici]. Venne peraltro deciso di consentire l'urbanizzazione del vecchio sito, per il 50% comunque occupato dai nuovi argini del Po, la quale avvenne in modo disordinato e senza alcun richiamo al reticolo viario originario,[senza fonte] del quale venne conservata qualche traccia solo nella toponomastica e che venne distinto come “Ponte Vecchio”. Il nuovo centro, denominato per analogia “Ponte Nuovo”, ha pianta rettangolare ed è composto da una maglia di strade ortogonali e parallele disposte in direzione SW-NE. A cominciare dagli anni cinquanta, Pontelagoscuro conobbe un forte incremento demografico al quale fornì un grosso contributo l'immigrazione di lavoratori del nord delle Marche a seguito della chiusura dei bacini minerari sulfurei del comprensorio di Cabernardi, Sassoferrato, Arcevia, Pergola, Bellisio Solfare a cavallo tra la Provincia di Pesaro e Urbino e la Provincia di Ancona. A tutt'oggi la comunità marchigiana, con la discendenza, è stimata in circa 1500 persone[senza fonte] a tal punto integrate che tra i prodotti tipici del luogo si annoverano senz'altro le specialità di quelle terre.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Aree naturali

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Cartello posto all'entrata della Destra Po.
  • Parrocchia di San Giovanni Battista.

Istituzioni, enti e associazioni

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Nel Centro Civico sono ospitati, oltre agli uffici comunali (consiglio, presidenza, segreteria, anagrafe), alcuni servizi sanitari (poliambulatorio medico, servizio prelievi, ambulatori specialistici, pediatria), il comando di zona della Polizia Municipale e le sedi di varie istituzioni, associazioni e sindacati, oltre all'ufficio postale e la Sala mostre "Nemesio Orsatti" intitolata al pittore pontesano, la quale ospita ogni anno esposizioni d'arte e svariate attività.

Nel territorio sono presenti numerose altre istituzioni, tra le quali il Centro di promozione Sociale Il Quadrifoglio, nato negli anni 70 del '900 come centro anziani poi trasformato in luogo di promozione sociale dotato di varie strutture, tra cui un auditorium capace di contenere oltre 1 000 persone. Sono presenti anche i Circolo ACLI ed ARCI, la Società Canottieri Ferrara A.S.D., l'A.C.D. Pontelagoscuro Calcio 1947, la Pro Loco di Pontelagoscuro istituita nel dicembre 2008,[10] la cooperativa Germoglio e l'Associazione Parkinsoniani & Caregiver.[11] Molte di queste si sono riunite nel 2000 nel Comitato Vivere Insieme[12] che coordinando le varie sensibilità e capacità operative, organizza varie manifestazioni nel corso dell'anno riuscendo a finanziare piccoli progetti di solidarietà sociale.

Premio "Tito Salomoni"

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Al pittore locale Tito Salomoni è intitolato il premio, organizzato dal centro di promozione sociale Quadrifoglio che annualmente, dal 1993, coinvolge le scuole elementari e medie del paese.

Il prodotto più rinomato e conosciuto è il dolcetto Mandurlin dal Pont (letteralmente Mandorlini del ponte), biscottini ottenuti dalla cottura in forno di una spuma di chiara d'uovo montata a neve con zucchero e mandorle, scioglievoli in bocca e di sapore molto delicato. L'origine di questo dolce viene ricondotta alla visita straordinaria di Papa Pio IX nel 1857, il quale ebbe modo di gustarli, a quanto si dice, nella pasticceria Apollo lungo il passeggio sotto la via Coperta; secondo altre fonti, ebbero origine dall'idea di un garzone di una gelateria per riutilizzare gli albumi rimasti.[13]

La cooperativa teatrale Teatro Nucleo gestisce il Teatro “Julio Cortázar” in via della Ricostruzione, 40 (ex Cinema Po).

Geografia antropica

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L'area residenziale del borgo parte dal quartiere Barco, a sud, fino alle rive del Po, a nord. La viabilità negli ultimi anni è stata notevolmente migliorata grazie all'aggiunta di nuovi sensi di marcia, segnaletica stradale e illuminazione pubblica. Il borgo assume così un andamento prevalentemente verticale, articolandosi lungo la via principale e, a ovest, lungo via Vallelunga.

Suddivisioni amministrative

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Pontelagoscuro, all'atto della riforma del decentramento che superò le vecchie delegazioni comunali e istituì 11 circoscrizioni, divenne sede della Circoscrizione Barco-Pontelagoscuro del Comune di Ferrara. A seguito di un'ulteriore riforma nel 1990 che ridusse la circoscrizioni da 11 a 8, divenne sede della Circoscrizione Zona Nord nel cui territorio vennero inseriti Francolino, Pescara, Sabbioni e Fossadalbero. Un'altra riforma, nel 2009, accorpò le circoscrizioni, divenute 4, e la Circoscrizione Nord, della quale fa parte e di cui rappresenta il centro urbano più popolato, comprendendo ora anche l'ex Circoscrizione Nord-Ovest. Pontelagoscuro continua ad essere sede della Circoscrizione Nord.

Adolfo Hohenstein, manifesto pubblicitario della fabbrica di saponi Chiozza e Turchi, 1899.
Lo stesso argomento in dettaglio: Polo chimico di Ferrara.

Le attività principali sono: industrie chimiche, alimentari, commercio all'ingrosso. Un tempo l'attività principale era rappresentata dagli zuccherifici. Dal 1º gennaio 2008 anche l'ultimo ancora in attività ha cessato la propria produzione. L'area nella quale sono collocate le più rilevanti attività economiche è quella del Polo Chimico.

Infrastrutture e trasporti

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La via principale di collegamento con Ferrara è la via Padova che segue il tracciato della Strada statale 16 Adriatica. L'arteria stradale di maggiore importanza è rappresentata dal Corso del Popolo. Tale strada collega Pontelagoscuro a Barco tramite la Via Bentivoglio e da qui a Ferrara. Da piazza Buozzi, piazza del mercato e sede della Circoscrizione Zona Nord, parte il viale Girolamo Savonuzzi il quale si innesta sulla via Vallelunga, ad ovest del borgo. Sempre da piazza Buozzi parte via Venezia, che procede verso nord collegando la parte "nuova" del paese con quella "vecchia", nei pressi della piazzetta Cavallini.

Pontelagoscuro è servita dall'omonima fermata ferroviaria, posta sulla ferrovia Bologna-Padova e servita da corse regionali svolte da Trenitalia e TPER nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Emilia-Romagna.

Anticamente da Pontelagoscuro partivano merci, come ad esempio grani e farine destinate ai granai pubblici, un lungo e modesto edificio costruito a fine Settecento in un tratto dell'attuale Viale Cavour, trasportate sull'allora presente, poi interrato, Canale Panfilio.[14] Essendo stato un antico porto su fiume, il borgo possiede ancora una via fluviale, il Canale Boicelli, che partendo dal Po lo collega con il Po di Volano a Ferrara e da qui sino a Porto Garibaldi sul Mare Adriatico. Il progetto dell'Idrovia Ferrarese prevede quindi l'adeguamento del canale navigabile a fini turistici e commerciali con la costruzione di una nuova conca di attracco nella zona di Pontelagoscuro che rappresenterà il porto più importante insieme a quello della darsena di Ferrara e a quello di Porto Garibaldi.[senza fonte]

Mobilità urbana

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Fra il 1912 e il 1939 la località era capolinea della tranvia Ferrara-Pontelagoscuro, unico collegamento classificato extraurbano della rete tranviaria di Ferrara. Ora è servita dal trasporto pubblico locale dalle linee nº 11A con capolinea a Santa Maria Maddalena e nº 11B con capolinea in via Vallelunga, entrambe gestite da TPER.

Piste ciclabili

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Percorso cicloturistico Destra Po: è la pista ciclabile più lunga d'Italia.[15] Inaugurata il 9 settembre 2001, segue l'argine del fiume Po in provincia di Ferrara da Stellata di Bondeno a Pontelagoscuro (36 km), da Pontelagoscuro a Ro Ferrarese (15 km), da Ro Ferrarese a Serravalle (28,5 km), da Serravalle a Mesola (20,5 km), da Mesola a Gorino Ferrarese (22,5 km).

Nella letteratura

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A Pontelagoscuro si conclude la tragica vicenda di Athos Fadigati, protagonista del romanzo Gli occhiali d'oro di Giorgio Bassani. Vi è ambientato anche il primo capitolo del romanzo di Wu Ming 1 Gli uomini pesce. Nell'ultima giornata di luglio 2022, in piena siccità, la protagonista Antonia Nevi arriva in paese in autobus, lo attraversa e va a vedere il Po in secca.

  1. ↑ Circa.
  2. ↑ Fabio Romanoni, La guerra d’acqua dolce. Navi e conflitti medievali nell’Italia settentrionale, Bologna, CLUEB, 2023, p. 83, ISBN 978-88-31365-53-6.
  3. ↑ Chiozza e Turchi Fabbrica Saponi Pontelagoscuro. due donne soffiano bolle di sapone, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato l'11 novembre 2025.
  4. ↑ Iniziato nel settembre del 1898, il mese dopo prese avvio la costruzione dello Schiaffino e Roncallo: entrambi vennero inaugurati nell'agosto dell'anno successivo a pochi giorni di istanza: Ciminiere92, GuidaPontelagoscuro, GuidaPontelagoscuroOnline.
  5. ↑ Luigi Gulinelli in Storie di Ferrara, su certosadiferrara.it. URL consultato il 2 giugno 2026.
  6. ↑ Ciminiere92
  7. ↑ Zuccherificio e distilleria Gulinelli, su bbcc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 28 agosto 2026.
  8. ↑ Zuccherificio e distilleria Gulinelli (Ferrara) 1899-1945, su catalogo.cultura.gov.it. URL consultato il 28 agosto 2026.
  9. ↑ Il Paese, su www.prolocopontelagoscuro.it. URL consultato l'11 novembre 2025.
  10. ↑ Chi siamo, su www.prolocopontelagoscuro.it. URL consultato l'11 novembre 2025.
  11. ↑ Chi siamo, su associazioneparkinson-apec.it. URL consultato l'11 novembre 2025.
  12. ↑ Comitato Vivere Insieme Pontelagoscuro, su associazionife.comune.ferrara.it. URL consultato l'11 novembre 2025.
  13. ↑ Mandorlini del ponte/ Mandolini del ponte, su www.ferraraterraeacqua.it. URL consultato l'11 novembre 2025.
  14. ↑ CittadellaFerretti.
  15. ↑ Piste ciclabili - Emilia-Romagna Sport, su regione.emilia-romagna.it (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2011).
  • Roberto Roda e Giovanni Guerzoni (a cura di), L'industrializzazione di Pontelagoscuro, in Il tempo delle ciminiere. Censimento fotografico del patrimonio storico industriale della provincia di Ferrara. Parte I: 1800-1920, vol. 1, Padova, InterBooks, 1992, pp. 105-137.
  • AA. VV., Guida illustrata di Pontelagoscuro prima del secondo conflitto mondiale 1944, Walter Ferrari (progetto e grafica), Luigi Lugaresi (ricerca su Palazzo dell'Isola), Andrea Cavallari (testi e storia di Pontelagoscuro), Elio Giglioli (opere), Ferrara, Pro Loco Pontelagoscuro, [2011].
  • * Luigi Napoleone cav. Cittadella, Guida pel forestiero in Ferrara, a cura di Alberto Ferretti, Lecce, Youcanprint, 2022 [1873], pp. 23, 131, 147, ISBN 979-12-21451-03-0.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 42144647638497600501 · LCCN (EN) nr95026053 · GND (DE) 4265851-2 · BNF (FR) cb12481939j (data) · J9U (EN, HE) 987007540444705171
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