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Mulo

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Mulo
Dati generali
Etimologiadal latino mūlus
PadreEquus africanus asinus
MadreEquus ferus caballus
Presente in naturaNo
Longevità35-40 anni
ImpieghiTrasporto di carichi pesanti
Riproduzione
FeconditàFemmine raramente fertili con cavalli o asini

Il mulo è un ibrido di equino quasi sempre sterile a causa del suo corredo cromosomico dispari (63 cromosomi), derivante dall'incrocio tra un asino maschio (con 31 coppie di cromosomi) e una giumenta (con 32 coppie di cromosomi). La sterilità del mulo è dovuta al fatto che, avendo un corredo poliploide dispari, alla meiosi non arriva quasi mai ad appaiare i suoi cromosomi nella maniera giusta e non riesce a formare gameti "normali".

È rara, ma occasionalmente riportata, la nascita di un esemplare partorito da un mulo femmina, che, talvolta, raggiunge l'estro e conserva il feto fino a partorire un puledro derivante dall'accoppiamento con uno stallone o un asino maschio. Di contro, lo sperma del mulo non è fertile e quindi la riproduzione dell'esemplare maschile del mulo non è possibile.

L'ibrido derivato dall'incrocio contrario, ovvero tra uno stallone e un'asina, si chiama bardotto.

Il mulo è "il più antico e noto ibrido di mammifero"[1][2]. Fu per la prima volta ottenuto nell'Antichità in Medioriente (probabilmente in Turchia); l'uso nell'Antico Egitto è attestato al 3000 a.C.[1] Gli Assiri ne fecero ampio uso per il loro efficiente sistema postale imperiale[3] nel I millennio a.C. (contestualmente alla loro presenza nella Bibbia alla cerimonia d'incoronazione di Davide) e Omero li cita diffusamente nell'Iliade.

I primi muli vennero introdotti nelle Americhe da Cristoforo Colombo[2]; tre secoli dopo, il primo presidente degli Stati Uniti d'America, George Washington, sarebbe divenuto noto come il "Padre del Mulo Americano" per la sua appassionata selezione dell'ibrido nella tenuta di Mount Vernon[4].

Distribuzione e habitat

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Fino a pochi decenni fa, il mulo era assai diffuso sia nel Mediterraneo sia in Africa, Asia e nelle Americhe.

Un tempo, i muli francesi godevano di grande fama. Le quattro zone tipiche di produzione di muli in Francia sono:

  • Poitou, da dove provengono muli di grossa taglia, assai pesanti e muscolosi;
  • Cévennes (Massiccio Centrale), da cui provengono muli medio-grandi adatti per la soma e per la montagna;
  • i Pirenei, dove viene impiegato l'asino catalano per la produzione;
  • il Delfinato, dove vengono prodotti muli di buona taglia, di conformazione raccolta, robusti e molto vigorosi.

Fino agli anni '40, era fiorentissima la produzione mulina anche in Puglia; incrociando cavalle murgesi con asini di Martina Franca, si ottenevano i famosi muli martinesi, ideali per l'artiglieria e la fanteria alpina.

Mulo nella Terra del Fuoco, in Argentina.
Alpino e mulo in Albania.
Roma, Villa Borghese, monumento all'"umile eroe" degli alpini[5].

Le ragioni della diffusione del mulo erano per la costituzione assai forte e robusta, rusticità, resistenza alle malattie, adattabilità ad ambienti sfavorevoli e sobrietà. Il mulo, infatti, trae vantaggio da una regola genetica chiamata "vigore dell'ibrido" o eterosi. Nasce grazie all'intervento dell'essere umano, a cui, in passato, serviva la rusticità dell'asino e la forza del cavallo. In particolare, il mulo, data la conformazione delle scapole, come quelle dell'asino, può trasportare grandi pesi direttamente sulla groppa; questa caratteristica ne ha permesso l'uso da soma, specialmente in montagna. Inoltre, il mulo è considerato più intelligente e riflessivo del cavallo. Il verso del mulo è un raglio analogo a quello dell'asino (a differenza del bardotto, che, invece, nitrisce come il cavallo).

L'aspetto esteriore varia a seconda delle razze asinine e cavalline tra loro incrociate; a grandi linee, tuttavia, si può dire che il mulo ha dimensioni maggiori rispetto all'asino, mentre, rispetto al cavallo, ha testa e zampe in proporzione più grandi e massicce, con orecchie allungate. Le orbite oculari sono tipicamente asinine, ovvero di colore chiaro, mentre l'incollatura è corta, la criniera piuttosto scarsa e il ciuffo del tutto assente. Il mantello è spesso uguale a quello della madre (giumenta). In media, il mulo vive fino ai 35-40 anni.

I muli, nell'esercito, venivano suddivisi in classi differenziate a seconda delle caratteristiche dei soggetti: altezza al garrese, forza fisica e resistenza;

  • I muli di prima classe erano i più grandi e robusti e venivano utilizzati dall'artiglieria per il trasporto di armi e munizioni, in particolare per il trasporto del mortaio da 120, che si compone di 3 pezzi: piastra, affusto e bocca da fuoco. Questo mortaio necessitava di almeno tre alpini per essere trasportato "manualmente".
  • Quelli di seconda e terza classe erano, invece, più piccoli e meno resistenti, usati dalla fanteria alpina per il trasporto di tende, munizioni e approvvigionamenti; in casi estremi, il mulo diventava esso stesso una fonte di cibo.

I muli maschi sono sempre sterili. Tuttavia, la sterilità non impedisce ai maschi di avere degli istinti di accoppiamento, perciò il puledro mulo viene castrato dopo il compimento dell'anno e mezzo.

Le femmine, invece, possono essere occasionalmente fertili se accoppiate con cavalli o asini. Dal 1527, sono stati documentati oltre 60 casi di mule che hanno concepito e partorito soggetti vivi e vitali. Più spesso, i muli generati per incrocio tra un asino con una giumenta sono sterili. Dopo circa cinque secoli, la società mulatiera britannica ha registrato solamente 60 nascite naturali di questi ibridi. A livello globale, anche se si tratta un accadimento raro che capita regolarmente e ancora oggigiorno, si registrano alcuni rari casi, soprattutto in Italia[6]; è il numero dispari dei loro cromosomi (63) che presenta una maggior difficoltà nella riproduzione naturale frenando la divisione cellulare. In effetti, lo stadio di meiosi si produce normalmente per coppie. Nei cavalli, i cromosomi sono in numero di 64, mentre negli asini 62[7].
In via sperimentale, sono stati effettuati alcuni trasferimenti di embrioni di cavallo in mule, ma le gravidanze non hanno riportato particolari problemi e le mule si sono dimostrate ottime madri[8].

Con la riforma del Corpo degli Alpini, gli ultimi muli sono stati venduti all'asta nel 1993. Ormai è scarso l'utilizzo in montagna per esigenze agricole e silvestri. Alcuni esemplari sono usati in ippoterapia e, a tale scopo, si cerca di rivalutare i muli con progetti ad hoc.

L'ultimo mulo delle salmerie alpine

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L'ultimo dei muli utilizzati dal Corpo degli Alpini, di nome Iroso, è morto per cause naturali il 29 aprile 2019[9][10], all'età di 40 anni; il mulo era stato in forza al 7º Reggimento alpini. Nel 1993, era stato acquistato all'asta da un ex alpino che da allora lo aveva accudito. L'ultima apparizione pubblica registrata fu quella per i festeggiamenti del suo quarantesimo compleanno che si svolsero ad Anzano, frazione di Cappella Maggiore (TV), il 13 gennaio 2019.[11]

Nella cultura di massa

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Parlando di muli in campo cinematografico, vengono subito in mente i sette film americani degli anni cinquanta che hanno come protagonista Francis, il mulo parlante. Durante la conquista del West, i pionieri utilizzavano sia i muli sia i cavalli, ma, nei film western, il protagonista arriva quasi sempre su un cavallo. Nei film:

Il mulo compare al fianco degli alpini nei film sulla prima guerra mondiale; uno tra questi, è Addio alle armi. Anche se, all'epoca, fu un fiasco commerciale, l'evento bellico di sfondo è molto ben rappresentato.

  1. 1 2 (EN) History of the Mule, su American Mule Museum. URL consultato il 15 febbraio 2020.
  2. 1 2 (EN) Mules, mankind share a common history in modern world, su The Daily Herald. URL consultato il 15 febbraio 2020.
  3. ↑ (EN) Radner K, Focus on Long-Distance Communications (video), su coursera.org, Organising an Empire: The Assyrian Way, Ludwig-Maximilians-Universität München, 2018. URL consultato il 22 aprile 2018. Ospitato su Coursera.
  4. ↑ Chernow R, Washington : A Life, New York, The Penguin Press, 2010, pp. 483-484, ISBN 978-1-59420-266-7, OCLC 535490473.
  5. ↑ La statua del mulo, di Pietro Canonica, rappresenta un vero mulo della I Guerra mondiale, di nome Scudela (per la storia, si veda qui). Il soldato fu aggiunto nel 1957.
  6. ↑ A Tuscania una mula ha partorito un puledro, su Agi. URL consultato l'8 agosto 2021.
  7. ↑ Composition divers, su wwwpsvt.free.fr. URL consultato l'8 agosto 2021.
  8. ↑ Le mule, mamme modello per l’embryo transfer, su BreedingSportHorses, 28 maggio 2020. URL consultato l'8 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2021).
  9. ↑ Blog | Addio a Iroso, l'ultimo mulo degli alpini: aveva 40 anni, su 24zampe, 29 aprile 2019. URL consultato l'8 agosto 2021.
  10. ↑ Morto 'Iroso', l'ultimo mulo alpino - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 29 aprile 2019. URL consultato l'8 agosto 2021.
  11. ↑ 40 anni di Iroso, l'ultimo mulo 'alpino' - Ultima Ora, su ANSA.it, 13 gennaio 2019. URL consultato l'8 agosto 2021.

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Collegamenti esterni

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