Antimperialismo

Nell'ambito della scienza politica e delle relazioni internazionali, l'antimperialismo consiste nell'opposizione all'imperialismo o al neocolonialismo. Il sentimento antimperialista si manifesta tipicamente come principio politico nelle lotte per l'indipendenza contro l'intervento o l'influenza di una superpotenza globale, nonché nell'opposizione al dominio coloniale. L'antimperialismo può anche scaturire da una specifica teoria economica, come nell'interpretazione leninista dell'imperialismo (la teoria di Vladimir Lenin secondo cui il plusvalore viene esportato verso nazioni meno sviluppate alla ricerca di profitti più elevati, portando infine all'imperialismo), derivata dall'opera di Lenin del 1917 L'Imperialismo, fase suprema del capitalismo. Coloro che si definiscono antimperialisti dichiarano spesso di opporsi al colonialismo, agli imperi coloniali, all'egemonia, all'imperialismo e all'espansione territoriale di un paese oltre i propri confini stabiliti[1].
L'espressione si diffuse ampiamente dopo la seconda guerra mondiale e all'inizio della guerra fredda, man mano che i movimenti politici nelle colonie delle potenze europee promuovevano la sovranità nazionale. Alcuni gruppi antimperialisti ostili agli Stati Uniti sostennero la potenza dell'Unione Sovietica, mentre in alcune correnti marxiste, come il maoismo, tale posizione fu criticata come "socialimperialismo". I movimenti islamisti considerano tradizionalmente gli Stati Uniti, Israele, la Russia e la Cina come forze imperiali e neocoloniali impegnate nella persecuzione e nell'oppressione delle comunità musulmane, sia in patria che all'estero[2].
Un movimento influente, indipendente dalla sinistra occidentale e fautore di un antimperialismo di matrice religiosa, fu il panislamismo; esso contestava il modello di civiltà occidentale e acquisì rilevanza in diverse aree del mondo islamico tra il XIX e il XX secolo. Il suo ideologo più autorevole fu il teologo sunnita Muhammad Rashid Rida, fiero oppositore delle idee occidentali, il quale esortò i musulmani a sollevarsi in una resistenza armata — conducendo la jihād contro l'imperialismo — e a ristabilire il califfato islamico[3][4][5][6][7]. In una risoluzione adottata durante il II Congresso dell'Internazionale Comunista (1920), Lenin accusò l'antimperialismo dei panislamisti di favorire gli interessi della borghesia, dei proprietari terrieri feudali e del clero religioso, incitando i comunisti a combattere attivamente il panislamismo. Da allora, le autorità sovietiche utilizzarono regolarmente l'accusa di panislamismo per colpire i dissidenti islamici, imputando loro attività antisovietiche e l'istigazione a rivolte anticomuniste[8][9].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Richard Koebner e Helmut Schmidt, Imperialism: The Story and Significance of a Political Word, 1840–1960, 2010.
- ↑ (EN) Graham E. Fuller, The Future of Political Islam, New York, Palgrave Macmillan, 2003, pp. 40, DOI:10.1057/9781403978608, ISBN 978-1-4039-6556-1. URL consultato il 4 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2023).
- ↑ (EN) Armando Salvatore, Sari Hanafi e Kieko Obuse (a cura di), The Oxford Handbook of the Sociology of the Middle East, New York, Oxford University Press, 2022, pp. 13, 860, 861, DOI:10.1093/oxfordhb/9780190087470.001.0001, ISBN 9780190087470. URL consultato il 4 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2023).
- ↑ (EN) Jacob M. Landau, Pan-Islam: History and Politics, New York, Routledge, 2016, pp. 9, ISBN 978-1-138-83939-7. URL consultato il 4 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2023).
- ↑ (EN) Olivier Roy, 3: Reform Movements among the Muslims of the Empire, in The New Central Asia: The Creation of Nations, New York, New York University Press, 2007, p. 39, ISBN 978-0-8147-7609-4. URL consultato il 4 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2023).
- ↑ (EN) Walid Mahmoud Abdelnasser, 1: A Historical Background, in The Islamic Movement in Egypt: Perceptions of International Relations 1967–81, New York, Routledge, 2011, pp. 31, 32, ISBN 978-0-7103-0469-8.
- ↑ (EN) Shruti Kapila, 2: Ghadar! Violence and the Political Potential of the Planet, in Violent Fraternity: Indian Political Thought in the Global Age, Princeton, New Jersey, USA, Princeton University Press, 2021, pp. 58, ISBN 978-0-691-19522-3.
- ↑ (EN) Merle Calvin Ricklefs, 8: Polarities Politicised, c. 1908-30, in Polarising Javanese Society: Islamic and Other Visions, c. 1830–1930, Singapore, NUS Press, 2007, pp. 235, 236, ISBN 978-9971-69-359-6.
- ↑ (EN) Jacob M. Landau, III: Pan-Islam clashes with the Russian and Soviet authorities, in Pan-Islam: History and Politics, New York, Routledge, 2015, pp. 167, 168, ISBN 978-1-138-83939-7.