venerdì 30 novembre 2012

Ancora il libro!

Davvero da non credere. Certo, queste cose fanno specie a me che non ci sono abituato, ma alla fine non riesco a nascondere un senso diffuso di soddisfazione, come quello che ti lascia in bocca quel sereno sapore di buono, quando si è sciolto completamente un quadretto di cioccolata; una sensazione difficile da descrivere, ma che ti dà comunque un certo piacere. Che volete, delle piccole cose è fatta la vita. Comunque anche se è difficile da credere eccomi qua, pianta grassa in mezzo a splendidi fiori, carta canta, Il Piccolo del 21 novembre. Non potevo fare a meno di riportarlo in queste pagine, dove tutte queste cose prendono forma. Grazie ancora a tutte!






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giovedì 29 novembre 2012

Jué wù, la consapevolezza nel Tai Ji Quan.

Su gentile richiesta di una amica di queste paginette che da ormai quasi cinque anni vado vergando con la cura di un amanuense medioevale (è perfida ironia, infatti scrivo quasi senza rileggere, e si vede dagli svarioni che ci infilo, ad ore per me antelucane in cui gli ormai pochi ed affaticati neuroni ancora sbadigliano assonnati), butto giù il post di oggi gettando un po' il cuore oltre l'ostacolo e fornendo una interpretazione tutta personale che non sono certo risponda al vero. prendetela sulla fiducia. Dunque l'amica, ormai conquistata alle movenze del Tai Ji Quan mi chiede, facendo riferimento al Tao ( 道) che sta alla base di questa disciplina (e quindi allo Zen - 禅), un commento ai caratteri che nella lingua del regno di mezzo indicano la Presenza, la Consapevolezza di sé che dovrebbe conseguire il seguace di questa filosofia, anche con l'aiuto della pratica di questa disciplina; quella, cioè, che la mentalità occidentale potrebbe definire come Coscienza dì sé. Dunque andando con ordine, questo complesso concetto, che già solo a tentare di comprenderlo spaventa, a mio parere può essere indicato dalla parola cinese jué wù -  觉悟, appunto Coscienza, consapevolezza. 

Se esaminiamo il primo carattere, notiamo subito che è composto, in basso, dal radicale jiàn - 见 che significa: Vedere, percepire, ma anche Ora, momento presente. Il segno è posto sotto al segno di Copertura, Protezione, che sopra riporta anche il segno di Unghie . Uniti in un unico ideogramma danno appunto Jué - 觉, Ridestarsi dal sonno, Avere una percezione protetta,  Accorgersi di qualcosa al momento del risveglio (anche mentale) e afferrarla, Intuire la visione assoluta. Il secondo ideogramma che rafforza il primo è Wù, 悟 composto da tre caratteri semplici. Il primo in alto a destra è 五 - wǔ, Cinque, che come in moltissimi caratteri composti della lingua cinese, serve a scopo fonetico e ha come unica funzione quella di ricordare la pronuncia. Sotto abbiamo 口 - kǒu , Bocca e a sinistra la stilizzazione (abbreviazione) di Cuore, radicale presente in tutte le parole in cui si dà rilevanza ai concetti immateriali, della coscienza e dei sentimenti. Il significato è di Comprendere, quasi che sia necessario ripetere con la bocca quanto si è cominciato a capire col cuore per capirlo meglio. I due ideogrammi quindi si uniscono (nel cinese moderno si cerca di usare sempre di più parole plurisillabiche, che sono meno facilmente confondibili e definiscono meglio concetti complessi) rafforzandosi a vicenda per completare il significato di Consapevolezza, cioè Comprendere attraverso l'intuizione, la percezione della propria coscienza, del proprio sé. Avete compreso?

P.S. Per la verità un amico cinese mi suggerisce che per "presenza mentale" sia utilizzabile anche la parola Zài yì - 在意, che a rigore, significherebbe prestare attenzione a. Il primo carattere è Stare in (stato in luogo) e il secondo Opinione, Idea (in basso c'è il Cuore e in mezzo Dire, quindi Cosa detta dopo aver soppesato pensandoci bene). Insieme valgono Essere presente mentalmente. La scelta di questo lemma è da lui giustificata in questo modo: "When you are speaking, I am listening to what your are talking about. This action means my mind is present.  But when you are speaking, I am not listening to you and I am thinking of some other things, this is absent minded."  Non so, fate vobis, che la sapete più lunga.

Refoli spiranti da: E. Fazzioli - Caratteri cinesi - Ed. Mondadori
Fundamental of Tai Ji Quan - Wen Shan Huang - S.Sky Book Co - Honk Kong -1973
Moiraghi : Tai Ji Quan - geo S.p.A. 1995

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mercoledì 28 novembre 2012

Trattamento sanitario.

In evidenza la robusta muscolatura.

Già ho detto che lamentarsi della sanità italiana è delittuoso, almeno dalle mie parti (sarà un oasi felice), specie se la confronti con quella di altri paesi e non parlo di Africa. Questa mattina dopo aver, in un'oretta e con un misero ticket sistemato il nostro anziano (sangue, elettrocardiogrammi e visita geriatrica varia) sono andato previo appuntamento in un bel ufficietto dove un competentissimo signore mi ha fatto una panoramica generale di tutto quello che mi aspetta tra un paio di mesi, mi ha dato un elenco di consigli preziosi, abbiamo insieme esaminato insieme cartine e ceppi di malanni mefitici più o meno resistenti alla scienza, mi ha fornito delle pastigliette, e mi ha dato una puncicata al robusto bicipite. Me ne sono uscito con un bel tesserino e un vaglietto da qualche euro, che gli porterò domani, dopo averlo pagato. Ha detto che si fida. Lamentatevi voi se potete. Adesso posso in santa pace dedicarmi a studiare itinerari compulsando internet, i vari siti bigliettai e leggere libri adeguati. Febbre gialla non avrai il mio scalpo, ormai, ahimé, mi hanno inoculato.


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lunedì 26 novembre 2012

Primarie a sorpresa?

Checché se ne dica non si può trascurale la giornata di ieri come un fatto di secondaria importanza. Credo che un attimo di riflessione, per considerarne le implicazioni vada comunque fatto. Anche perché è interessante capire dove stiamo andando. Ieri mattina ho fatto un giro per rendermi conto di persona di come andavano le cose. Ai seggi c'erano le code. Molti, è vero, borbottavano, in quanto chi si era registrato on line veniva riregistrato e perdeva più tempo di chi era arrivato lì bel bello, ma alla fine oltre tre milioni di persone sono andati a votare, numero che mi sembra molto elevato ed imprevedibile, in un momento in cui avrebbe dovuto trionfare l'astensionismo ed il vento dell'antipolitica. Dunque la prima  osservazione da fare è che alla fine basta poco per convincere la gente ad appassionarsi all'agone politico e richiamarli al voto. Questo per esempio, ha subito provocato la stizzitissima ed evidentemente preoccupata reazione di Grillo, il cui unico terrore è che si risvegli il desiderio di un senso politico costruttivo e partecipatorio. Quelli come lui trionfano nel momento del tutti al macero, mandiamo tutto in malora e così via, mentre vanno in debito di ossigeno, quando nasce un dibattito di proposte diverse e magari appassionate. 

Un altro punto è che il centro sinistra ha indovinato certamente ad accettare questa gara, anche se in effetti non dovuta, in quanto la passione che ne è conseguita ha portato a casa almeno due o tre punti di consenso per il PD e questa ulteriore settimana  ne potrebbe portare ancora. Il risultato si vede bene nelle file del centrodestra sempre più smarrite, in piena frammentazione ed in cerca di trovare un cammino da seguire. Le percentuali, per la verità ampiamente previste, poi, evidenziano come anche nel nostro paese l'aspetto mediatico sia ormai pregnante  e risolutivo. Renzi, che sei mesi fa era praticamente sconosciuto al grande pubblico, oggi porta a casa un terzo dei consensi grazie alla sua capacità di maneggiare il mezzo televisivo e anche se perderà il confronto finale, tuttavia rimarrà come qualcosa di cui si dovrà comunque tenere conto, votato comunque ad un futuro importante. Veniamo adesso alle previsioni di cosa potrebbe succedere, dati i fatti. E' molto probabile che Berlusconi, che oggi essendo giorno dispari ha detto che forse torna in campo, aspetterà i risultati finali per decidere, tuttavia è quasi certo che a vittoria conclamata di Bersani, sia lui, che i Grillini, unitamente a tutto il centro, stapperanno lo champagne con dichiarazioni diverse. 

La destra recupererà parte dei suoi delusi, Masaniello quelli che erano stati affascinati dal rottamatore, il centro nelle sue varie forme, inclusi i nuovi movimenti che ancora non hanno avuto la forza o il coraggio di farsi avanti, rimetterà in piedi i ranghi di chi era pronto a salire sul carro del nuovo e del vincente. Io penso che se avesse vinto Renzi, il centrosinistra, sempre che la sua frangia estrema avesse poi resistito alle tentazioni che avevano condotto al fallimento del secondo governo Prodi, avrebbe raccolto una maggioranza consistente, sicuramente superiore al 40%, candidandosi a governare davvero il paese; invece la vittoria di Bersani relegherà lo schieramento attorno al consueto 32/33% che consegnerà il paese ad una fase di ingovernabilità. Questo potrebbe portare a nuove elezioni nell'autunno, oppure ad un Monti 2, comunque piuttosto debole e preda dei continui ricatti delle piccole camarille parlamentari, di volta in volta formate da partitelli o da gruppetti lobbistici. Una situazione non facile che di certo non potrà contribuire ad alleviare la nostra esangue economia ed i problemi di fondo che minano l'Italia dopo 20 anni di malgoverno. Sempre che il 21 dicembre (o il 15 febbraio, grazie all'8558 Hack) il problema non sia definitivamente risolto da un intervento esterno decisivo e senza ballottaggio.


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Economia politica 1.

sabato 24 novembre 2012

Meglio un uovo oggi...

Il poeta Omar Khayyam - dal web


Oggi vi offro solamente la quartina 14 di Omar Khayyam il grande poeta persiano dell'XI secolo, aedo di una grande cultura che ben sapeva tenere le distanze tra laicità e religione.



Dicono: "Paradiso, hûrî e Kauthar ci saranno,
Ruscelli di vino, latte, zucchero e miele".
Offri una coppa in memoria di quelli, o Coppiere!
Moneta contante è meglio di mille cambiali!


La giusta misura è tenere allenata la mente, il resto si risolve da solo.


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venerdì 23 novembre 2012

Cronache di Surakhis 53: Le Rimarie.

Le ripide pendici del monte erano avvolte da una nuvola di vapori di cloro che le brezze del mattino spingevano verso i dirupi e le valli più interne del grande massiccio roccioso. La lunga teoria dei Votanti però non sembrava avvedersi neppure della temperatura che nella notte era scesa di quasi 50°C e neppure sembrava infastidita dagli effetti corrosivi dell'aria malsana che circondava la folla, quasi che il gelo rendesse insensibile le epidermidi indurite e rugose. Certo i Righeliani, con quella loro pellaccia brunita dal tempo e anche gli Aracnoidi di Vega, così ricoperti di lunghi peli duri come corde, non pativano gran che, ma la gran massa umanoide degli schiavi delle miniere di Surakhis avrebbero dovuto risentire del clima. Forse però  l'accumularsi delle fustigazioni rituali che subivano ogni giorno per tenere a mente che il lavoro doveva essere di per sé stesso la vera soddisfazione dell'uomo, essendo ormai stato bandito da tempo il concetto di compenso venale, li aveva resi insensibili a tutto. Certo queste Rimarie erano una bella dimostrazione di democrazia, fortemente volute dal Partito che aspirava a subentrare all'Imperatore ormai perdutosi negli atolli lontani dei Satelliti del Piacere, da cui ogni tanto lanciava strali e minacce di vendetta. 

I candidati delle Rimarie erano stati disposti su delle apposite sedie inceneritrici in cui, di volta in volta il candidato perdente veniva colpito da una serie di violente scariche fotoniche che lo avrebbero ridotto in polvere dopo alcune ore di dura sofferenza. Il sistema era stato fortemente voluto dal partito stesso, in quanto lo spettacolo dei politici agonizzanti era stata l'unica molla affidabile per convincere la gente a partecipare in massa alle votazioni. Ai candidati venivano poste dalla folla una serie di domande a cui doveva essere data una convincente risposta in Rima, cosa che aveva subito stimolato i giornalisti presenti a definire in quel modo la sfida. Ad esempio quante frustate dovessero spettare allo schiavo che inavvertitamente chiedesse di ricevere una mercede in cibo invece che in una giusta  e piacevole sodomizzazione a fine turno o quante vergini dovessero svolgere il compito di assistenti ai banchetti parlamentari per ogni onorevole, visto che era già stato ridotto considerevolmente il vitalizio di bonus presso i Sacri Postriboli. I candidati dovevano rispondere in giambi epodici a rima baciata e cosa più difficile, fare le promesse elettorali rimanendo seri, pena l'immediata esecuzione. Udite le risposte i cittadini votavano e a chi rimaneva ultimo avrebbero cominciato ad essere somministrate le scariche, tra le urla di giubilo della folla.

Il povero Nicotini e la giunonica Acchiappato, una sconosciuta reggente di Betelgeuse che era stata messa lì per far numero, si guardavano intorno disperati perché temevano di essere i primi a cadere, mentre Fan, governatore di una lontana terra nella cintura di Orione, Nzi, il giovanissimo Re di Fiori, di un ducato minore anche se grandissimo di Mizar e soprattutto Mangiarmalati, che già si vedeva vincitore a sentire i sondaggi che circolavano, lanciavano occhiate feroci ai votanti, come per dire, se non tocca a me, guai a voi. La grande kermesse stava per cominciare, tutti avevano assicurato la folla che in ogni caso l'attuale presidente Shan, colpevole di tutti i mali, sarebbe stato subito dopo le elezioni, trascinato per le strade nudo con un cappello con le orecchie d'asino affinché il popolo si divertisse un po' prima di bruciarlo sulla pubblica piazza nelle feste del Kalendimaggio, subito dopo le elezioni e questa promessa, assieme a quella di abolire tutte le tasse agli schiavi e di applicarne una del 200% ai ricchi (che appena avuta la notizia, per precauzione erano tutti emigrati temporaneamente nella costellazione del Caimano, noto paradiso fiscale), aveva così eccitato la folla che era stato richiesto a gran voce che nel rogo purificatore fosse buttata anche la sua ministra principale, detta ormai da tutti La Lacrimatrice. Ormai era questine di giorni, ma il clima generale su Surakhis si era un po' acquietato. Panem et circenses è una regola che difficilmente fallisce aveva sentenziato Paularius, che sentita l'aria, era passato cautamente all'altra sponda come Consilior Generalis Affidabilis.


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Sansone
Civiltà perdute.

giovedì 22 novembre 2012

Voglia di Africa.


Eccomi qui davanti al monitor, mentre sto preparando una chiacchierata di un paio d'ore per l'Università della Terza Età (tutto bene, se non ci sono da adoperare le mani, sembra che solo questo sia capace a produrre alla fine). Però non c'è niente da fare, non riesco a trovare concentrazione; il passaggio delle immagini su cui dovrei appuntarmi idee e fatti da raccontare, stabilire scalette e sequenze mi si confondono subito e invece di richiamare il ricordo per organizzarlo, mi danno voglie, sensazioni di mancanza, in una parola, desiderio incontenibile di partire. Sono fatto così, in realtà me ne starei così bene tra i miei muri, con le mie cose, a fare quello che più mi interessa, con questa finestra sul mondo da aprire a mio diletto. Invece questo virus meraviglioso e maledetto al tempo stesso, che si è incistato irrimediabilmente nella mia mente e che magari per un po' pare sopito ed innocuo, rimasto dormiente e che magari pensi scomparso, d'un tratto, e basta davvero poco, come riaprire un libro o far scorrere un'immagine, ritorna vivo e sviluppa di colpo tutta la sua aggressiva virulenza. 

Ecco che si sprigiona in una febbre ardente che cancella la ragione e vorrebbe imporre senza por tempo in mezzo, una sola compulsiva incombenza: partire, partire! Questo profumo di Africa poi, che traspare dalle cose che sto guardando, non  mi dà più pace. Il tremolare al vento dell'erba delle savane, gli artigli dei baobab che non vogliono saperne di staccarsi dal cielo, le mandrie infinite all'orizzonte che brucano la terra migrando, l'uomo nero primigenio, nostro padre lontano all'origine della specie e i cieli senza confini, come resistere! Ho appena smesso, per scrivere queste righe, di compulsare il web alla ricerca di soluzioni. Qualche cosa dovrò pur fare per fuggire da questa prigione senza sbarre, per dissetare questa arsura che mi percuote l'animo. Basta aprire il portafoglio in effetti, ho capito, poi è sufficiente puntare il dito, anzi la manina del mouse per trovare la strada e la biglietteria aerea allargherà facilmente le sue braccia comprensive per accogliere e soddisfare la  mia ansia. Vi terrò informati.

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