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martedÃŽ 29 settembre 2026

Sentire ciÃē che sento


GLORIA FUERTES

NELLE POESIE

Nelle poesie
devo fare sentire ciÃē che sento,
che tu veda ciÃē che vedo io,
che tu senta ciÃē che sento io,
che tu ami ciÃē che amo io.

Sono forte, lo sai,
ma a volte crollo
e ne escono versi furiosi e terrorizzati

(da Donna dai versi nel petto, 1993)

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Gloria Fuertes, poetessa spagnola, per una volta sveste i panni della figura pubblica allegra e scanzonata per mostrare la sua anima poetica, la sua vulnerabilità, ricordandoci che la sua poesia nasce da una profonda empatia con il mondo, ma anche dalle ferite e dalle paure della vita quotidiana.

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VLADIMIR KUSH, "DIARIO DELLE SCOPERTE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non conosco il peso poetico dei miei versi, ma so che ÃĻ l'amore da cui nascono. Scrivo con il cuore e con la matita, come altri scrivono con la penna o la macchina da scrivere.
GLORIA FUERTES, Opere incompiute

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FuertesGloria Fuertes García (Madrid, 28 luglio 1917 - 27 novembre 1998), poetessa e scrittrice di libri per bambini, fu legata alla Generazione del’50 e al movimento denominato “postismo”. Femminista e omosessuale, difese l’uguaglianza tra uomini e donne, il pacifismo e la tutela dell’ambiente


lunedÃŽ 28 settembre 2026

Un tempo bianco-azzurro


ROBERT FRANCIS

GHIANDAIE AZZURRE

Sento sempre le ghiandaie
in questi primi giorni autunnali azzurri,
che stuzzicano le foglie perchÃĐ si affrettino,
vogliono che la neve le sfiori,
vogliono un tempo bianco-azzurro
che si abbini alle loro piume bianche-azzurre.
Va bene, va bene, sono disposto
e molto piÃđ che disposto,
ma lasciatemi ancora qualche giorno
per soddisfare la mia fame
di qualcosa di quasi estivo
dopo la fine dell'estate,
quando la mente tranquilla va a raccogliere
frammenti di significato
prima del passaggio dell'anno,
prima della sottomissione della mente.
Allora lasciate che le ghiandaie vengano a strillare
e mi strappino dai miei sogni.

(da Poesie raccolte 1936-1976, 1985)

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Il poeta statunitense Robert Francis cattura l'energia vivace e quasi sfacciata delle ghiandaie azzurre nel passaggio dall'estate all'autunno. Il desiderio di un clima bianco di neve insito nei versi degli uccelli ÃĻ in netto contrasto con le memorie estive del poeta e scuote la sua tranquillità rendendolo consapevole del cambiamento stagionale.

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FOTOGRAFIA © A.G. ROSALES/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

L'inverno usa tutte le sfumature di blu che esistono.
ROBERT FRANCIS, Poesie raccolte 1936-1976

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Robert Francis (Upland, Pennsylvania, 12 agosto 1901 – 13 luglio 1987),  poeta statunitense che ha vissuto la maggior parte della sua vita ad Amherst, nel Massachusetts. Seguace di Frost, le sue poesie spesso riguardano la natura e mostrano una distinta qualità immaginativa nel rappresentare l'essenza del mondo naturale.


domenica 27 settembre 2026

Appoggiato al bancone


ÁNGEL GUINDA

LA VITA PASSA

Di solito esco nel tardo pomeriggio
per bere del vino economico,
come una passeggiata, in accoglienti osterie
dove la gente parla con familiarità
di calcio, politica,
del figlio maggiore che non trova lavoro,
dell'altro che non vuole studiare,
di brevi vacanze in campagna,
di malattie, delle eccentricità del nonno,
del cambio gomme
o dell'ultimo attentato terroristico.
Sterile, il tempo scorre
indifferente, mentre io guardo fuori dalla finestra,
appoggiato al bancone,
osservando la vita che passa,
in un labirinto
di auto parcheggiate male
e luci al neon
– e anch'io passo, senza accorgermene.

(da L'arrivo del maltempo, 1998)

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Il pensiero poetico di Ángel Guinda punta molto sull'esistenzialismo e sul minimalismo: sono cose di tutti i giorni quindi, la quotidianità delle conversazioni al bar, le usanze urbane e l'indifferenza del tempo all'esistenza umana. Ma l'osservatore che crede di guardare la realtà solo da lontano, giunge all'amara consapevolezza di essere anch'egli travolto dal flusso del tempo.

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STEPHEN GARDNER, "BAR NELLA CITTÀ VECCHIA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il tempo ÃĻ una barriera invisibile. Diventa uno specchio per chiunque cerchi di abbatterla.
ÁNGEL GUINDA, Il mandorlo amaro

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Ángel Guinda Casales (Saragozza, 26 agosto 1948 - Madrid, 29 gennaio 2022), poeta e scrittore spagnolo. Insegnante di Letteratura, ha scritto poesia esistenziale e minimalista alla ricerca di un senso estetico in cui i temi principali sono la vita, l’amore, la morte e la poesia stessa. Tra le sue traduzioni opere di Cecco Angiolieri, Florbela Espanca e Àlex Susanna.


sabato 26 settembre 2026

Vecchie case


GHIANNIS RITSOS

ADDII

Grandi stanze di vecchie case avite di provincia
piene di fischi di navi lontane, piene
di spenti rintocchi di campane e di battiti profondi
d’orologi antichissimi. Nessuno abita piÚ qui dentro
eccetto le ombre, e un violino appeso al muro,
e le banconote fuori corso sparse sulle poltrone
e sul letto largo con la coperta gialla. Di notte
scende la luna, passa davanti agli specchi esanimi
e coi gesti piÚ lenti rassetta dietro i vetri
i fischi d’addio delle navi affondate.

KarlÃēvasi, 15.VIII.1978

(da Il funambolo e la luna, 1984 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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"Nessuno abita piÃđ qui dentro":  il poeta greco Ghiannis Ritsos coglie quel vuoto malinconico degli spazi abbandonati dove il tempo si ÃĻ fermato e con esso la musica, il potere d'acquisto del denaro, l'inutile coperta. Resta solo la memoria, resta il rimpianto mentre il mondo fuori continua a scorrere.

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FOTOGRAFIA © SÜMEYYE BAŞBIL/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

E quelli che un tempo avevano creduto nell’eterno sono invecchiati.
GHIANNIS RITSOS, Molto tardi nella notte

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1š maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtÃđ catartiche della poesia.


venerdÃŽ 25 settembre 2026

In due lingue


RHINA ESPAILLAT

SULL'IMPOSSIBILITÀ DELLA TRADUZIONE

Impossibile, certo, tramutare
tocco e colore in suono, il suono in segno,
il segno in senso e viceversa: troppa
fatica cercare i nomi per gusto,
sapendo di non poterli trovare
in due lingue, nella trama del dire.
PiÃđ facile piegare il sole in sillabe.
Eppure gli amanti, ciascuno muto
in una pelle, parlano piÃđ lingue,
per intero, anche soltanto una volta;
hai sentito sopra i campi l'estate
cantata in ampie cascate di versi
d'uccello, hai visto, in città, nelle pozze,
la pioggia tradurre il cielo e scriverlo.

(da Il suo posto in questi progetti, 2005)

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Rhina Espaillat, poetessa dominicano-statunitense, analizza uno dei temi piÃđ discussi sulle poesie in traduzione: ovvero, quanto sia difficile – e in definitiva impossibile – trasmettere veramente l'essenza del significato, del tatto, del colore,  del suono, dell'atmosfera attraverso lingue diverse. Eppure, nonostante l'impossibilità letterale, una profonda comprensione del testo ÃĻ possibile al di là delle rigide regole linguistiche.

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FOTOGRAFIA © ANTOINE CONOTTE/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Tradurre poesia ÃĻ sforzo per comprenderla, ÃĻ quasi riviverla.
JOYCE LUSSU, Tradurre poesia

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Rhina Polonia Espaillat (Santo Domingo, 20 gennaio 1932), poetessa e traduttrice bilingue dominicano-americana affiliata al movimento letterario noto come Nuovo Formalismo. Scrive utilizzando una metrica rigorosa, la rima e strutture tradizionali come il sonetto. Considera il ritmo come un impulso umano naturale legato ai rituali ancestrali e al suono.


giovedÃŽ 24 settembre 2026

Una tempesta elettrica


ELIZABETH BISHOP

È MERAVIGLIOSO

È meraviglioso svegliarsi insieme
nello stesso minuto; meraviglioso sentire
la pioggia iniziare all’improvviso sul tetto,
sentire l'aria limpida
come se l'elettricità l'avesse attraversata
da una rete nera di fili nel cielo.
Fruscia sul tetto la pioggia,
e sotto, la luce cadente dei baci.

Una tempesta elettrica arriva o si allontana;
ÃĻ l'aria frizzante che ci sveglia.
Se un fulmine colpisse la casa ora, scorrerebbe
dalle quattro sfere di porcellana blu in cima,
giÃđ per il tetto e giÃđ per i tiranti tutt'intorno a noi,
e immaginiamo sognanti
come l'intera casa intrappolata in una gabbia di fulmini
sarebbe deliziosa piÃđ che spaventosa;

e dallo stesso punto di vista semplificato
dalla notte e dall’essere sdraiati sulla schiena,
tutto potrebbe cambiare con la stessa facilità,
poichÃĐ per avvertirci ci devono essere sempre questi
fili elettrici neri penzolanti. Senza sorpresa
il mondo potrebbe cambiare in qualcosa di completamente diverso,
come cambia l'aria o arriva il fulmine senza che noi battiamo ciglio,
cambiare come cambiano i nostri baci senza che noi ci pensiamo.

(da Tutte le poesie 1927-1979, 1984)

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L’amore romantico ÃĻ raro nelle poesie di Elizabeth Bishop. Del resto, questa sua poesia, ritrovata tra le sue carte, fu pubblicata postuma. È una scena di intimità domestica che fa del letto mentre fuori infuria il temporale un piccolo nucleo, una cellula, l’immagine onirica di una gabbia circondata da fulmini, dove riflettere sulla vulnerabilità umana e sulla forza degli elementi,

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Vorrei ritirarmi lÃŽ e non fare nulla, / o quasi nulla, per sempre, in due stanze spoglie: / guardare attraverso un binocolo, leggere libri noiosi, / libri vecchi, lunghi, lunghi, e scrivere appunti inutili, / parlare da sola e, nei giorni nebbiosi, / guardare le gocce scivolare, pesanti di luce.
ELIZABETH BISHOP, Geografia III

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Elizabeth Bishop (Worcester, Massachusetts, 8 febbraio 1911 – Boston, Massachusetts, 6 ottobre 1979), poetessa statunitense. Considerata tra i piÃđ importanti poeti americani del ventesimo secolo, vinse  il Premio Pulitzer 1956 e il National Book Award 1970. Le sue poesie trattano del senso di appartenenza nel mondo e delle esperienze umane di pena e desiderio.


mercoledÃŽ 23 settembre 2026

Vieni, autunno


ALBERTO ROJAS JIMÉNEZ

AUTUNNO

Vieni, autunno.
Entra nella mia stanza.
Come un vecchio amico
ti terrÃē tra le braccia.

Tutto il mio sarà tuo:
le rose, i libri, il piano.

Anche la mia amata, Autunno,
sulla rosa della sua carne
metterai il tuo oro chiaro.

E cosÎ sarà tua.
Tua e mia, e condivideremo
le sue carezze e i suoi baci affettuosi.

Entra, Autunno.
Non appoggiare il  tuo fascio d'oro
sui vetri.

Entra e spargilo dappertutto
fino a coprire la mia anima.

(da Passeggiava lungo l’alba, 1994)

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Dalle 2.05, ora dell'equinozio, siamo ufficialmente in autunno. Quest'anno lo accogliamo davvero "come un vecchio amico", quello che toglie di mezzo i resti di un'estate rovente. CosÃŽ - come nei versi del poeta cileno Alberto Rojas JimÃĐnez - gli spalanchiamo la casa perchÃĐ vi riversi la sua luce dorata e i suoi colori vivi.

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FOTOGRAFIA © UMUT RAW/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

E i pingui soli d’autunno / rigurgitano come forzieri / di gioie non possedute.
LALLA ROMANO, L'autunno

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Alberto Rojas JimÃĐnez (Valparaíso, 21 luglio 1900 – Santiago, 25 maggio 1934), poeta, giornalista e disegnatore cileno. Membro della Generazione del 1920, bohÃĐmien e e amico di Pablo Neruda, collaborÃē come editorialista alla rivista Zig-Zag con lo pseudonimo di Pierre LhÃĐry e ai giornali La NaciÃģn e El Correo de Valdivia.